
Il 23 gennaio è stato presentato il libro (disponibile su Amazon e su tutte le piattaforme di vendita libri online) che racconta la storia della nascita del complesso parrocchiale Sant’Antonio abate, frutto di un “voto” fatto dai cittadini vegliesi nel 1943, “per grazia ricevuta” dopo essere scampati da un bombardamento degli Alleati su una pista di atterraggio dei tedeschi in un campo di Leverano. Circa ottant’anni dopo, tra il susseguirsi di podestà, sindaci, arcipreti e arcivescovi il “voto” ha preso forma.
Dalla prefazione:
“Ci sono storie che nascono da una parola data, da una promessa sussurrata nella paura, e che attendono decenni prima di trovare pieno compimento. La nascita del complesso parrocchiale “Sant’Antonio Abate” in Veglie è una di queste storie. Questo libro nasce dal desiderio di fissare nella memoria collettiva ciò che altrimenti rischierebbe di svanire: il sogno condiviso di un’intera comunità, il lungo cammino fatto di ostacoli burocratici, lotte civili e fede incrollabile, e il cuore pulsante di tanti uomini e donne che hanno creduto – ostinatamente – in un voto nato nel pieno della Seconda Guerra Mondiale.
Attraverso le parole pazienti e scrupolose dei protagonisti, in particolare don Vito Frassanito, viene ricostruita una vicenda non solo architettonica o amministrativa, ma spirituale: quella di una chiesa che non è solo edificio, ma corpo vivo, comunità, simbolo di protezione e speranza.
Questo libro è stato pensato per chi c’era, per chi non c’era, e per chi verrà. È la testimonianza di una fede che si è fatta storia, di una promessa diventata pietra, casa e preghiera.“
Durante la presentazione del libro è stato eseguto un inno a quattro voci, dal coro “San Giovanni Battistia” diretto da Matteo Durante. La musica e l’orchestrazione dell’inno sono stati scritti da me proprio per questa occasione.