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In questi appunti vediamo di capire cosa dice la Chiesa cattolica sull'evoluzione e sull'origine della vita?

   ...L'ORIGINE DELLA VITA                                                         

Abbiamo affrontato il problema dell'origine dell'universo.
La religione cristiana ritiene che Dio è all'origine dell'universo, nel senso che Dio ha dato inizio alla nascita dell'universo.
La scienza ha spiegato, con lo scienziato padre George Lemaitre, cosa potrebbe essere successo, circa 14 miliardi di anni fa, con l'ipotesi dell'atomo primordiale (ipotesi erroneamente chiamata "
Big Bang").
Scienza e fede, scienza e religione: due modi complementari di scoprire e conoscere la "verità".

Un altro importante problema riguarda l'origine della vita e dell'uomo.
Anche quest'argomento è affrontato, ancora oggi, in modo complementare dalla scienza e dalla religione.
La religione cristiana (e tutte le religioni, in linea generale) afferma che la vita proviene da Dio, è Lui che ha acceso la prima fiammella della vita.
Aristotele, nel IV secolo a.C. affrontò il problema dell'origine della vita parlando di
abiogenesi (
abios senza vita e genesis nascita): la vita si svilupperebbe spontaneamente da materia inorganica, materia non vivente. La vita si svilupperebbe dal fango e da carcasse in putrefazione.

L'italiano, medico e naturalista, Francesco Redi, nel XVII secolo dimostrò la biogenesi: la vita può nascere solo da altra vita; la cellula può nascere da un'altra cellula e non da materia inorganica, senza vita.
Un suo esperimento fu quello di mettere della carne in diversi recipienti; alcuni dei quali vennero chiusi, altri rimasero aperti. Solo nei recipienti aperti si svilupparono delle larve perché lì le mosche avevano depositato le uova.
Pochi anni dopo, il sacerdote e scienziato Lazzaro Spallanzani e il francese Louis Pasteur posero definitivamente fine all'ipotesi dell'abiogenesi, chiarendo che la vita può provenire solo da altra vita!

Chiarito (!) che la vita proviene da altra vita, ci si chiese da dove provengono tutte le specie viventi presenti nel nostro pianeta! Altro grande problema.
La vita nasce da altra vita... Ogni essere vivente oggi presente, proviene da un precedente essere vivente simile? Il cavallo proviene da un cavallo che lungo i millenni è sempre stato uguale? Oppure proviene da una specie di animale differente?
A cavallo tra il XVIII e il XIX secolo Jean-Baptiste Pierre Antoine de Monet, cavaliere di
Lamarck (ormai conosciuto semplicemente come "Lamarck") per primo parlò di evoluzione.
Prima di lui tutti erano convinti sostenitori del
fissismo, cioè tutte le specie viventi che conosciamo (compreso l'uomo) sono sempre state così come sono adesso, sono sempre state fisse nel tempo!
Lo stesso Linneo (XVIII secolo) diceva; "noi enumeriamo tante specie quante dal principio furono create da Dio". Ovviamente questo è fissismo.

Lamarck introdusse l'idea di evoluzione biologica degli esseri viventi. Una evoluzione progressiva degli esseri viventi, dai più semplici ai più complessi.
L'evoluzione, secondo Lamarck, sarebbe stata causata da piccole mutazioni che - nel tempo - si sarebbero trasmesse dal singolo individuo a tutta la sua specie rimanendo così nel patrimonio genetico.
La sua teoria si basava su tre idee fondamentali:
1) varietà dei viventi (nel senso che poche specie erano rimaste invariate nel tempo).
2) l'uso e il non uso di organi (arti, ecc...) per cui l'uso di certi arti ha permesso ad alcuni individui di sviluppare particolari arti (come le zampe anteriori delle giraffe).
3) ereditarietà dei caratteri acquisiti per uso e disuso.
Le mutazioni, dovute all'uso o al non-uso di alcuni organi sarebbero diventate ereditarie trasmettendosi così dal singolo individuo all'intera specie.
Con l'abate Gregor Mendel si parlerà di geni e di caratteri ereditari, dimostrando che le cose non stanno proprio così, come affermava Lamarck!
C'è da dire, tuttavia, che una branca della scienza odierna ha ripreso in qualche modo Lamarck nell'
epigenetica. Ad esempio alcuni eventi particolarmente stressanti possono lasciare un'impronta epigenetica dovuta alla metilazione del DNA. Cioè si possono avere delle piccole mutazioni (epimutazioni) in grado di attivare dei geni del DNA, ma senza modificarne la sequenza genetica, che possono trasmettersi a generazioni successive.

Nel XIX il biologo Charles Darwin teorizzò che le mutazioni fossero dovute alla selezione naturale (legata alla capacità di sopravvivenza degli individui in un determinato ambiente) e alle variazioni climatiche.
Secondo Darwin nella natura non ci sono salti, ma piccolissime e graduali mutazioni dovute al caso.
L'uomo, secondo questa ipotesi, sarebbe un esemplare casuale ed evoluto delle scimmie; primati ormai scomparsi, molti simili agli attuali scimpanzè e gorilla.
Da questi primati comparvero gli ominidi che camminavano in posizione eretta.
L'Homo sapiens sarebbe comparso circa 100mila anni fa.
Tutto questo, sempre secondo Darwin, sarebbe avvenuto in modo del tutto casuale, per
variazioni genetiche spontanee e per selezione naturale.

Con i grandi geni come Gregor Mendel, Thomas Hunt Morgan, James Watson e Francis Crick si sono aperte nuove frontiere con la scoperta e lo studio dei geni del DNA e si è anche dimostrato che avvengono delle mutazioni repentine che darebbero luogo a dei salti (esperimenti con il moscerino dell'aceto, drosophila).
Nasce una versione moderna dell'evoluzione chiamata saltazionismo o equilibrio punteggiato (Stephen Jay Gould).
Si è fatta un'integrazione fra il modello darwiniano in cui si parla di mutazioni casuali (che in realtà dipendono da "errori" nella trascrizione del codice genetico) e la selezione naturale (una specie di filtro che privilegia i cambiamenti positivi).
Nasce così la teoria sintetica o neoevoluzionista, basata su: 1. replicazione (trasmissione del codice genetico); 2. mutazioni (irregolarità nelle trasmissioni del DNA); 3. selezione.

 

   ...L'ORIGINE DELL'UOMO                                                         

Oggi sappiamo che il mistero della vita è avvolto nella più totale oscurità! Non sappiamo lontanamente come si sia formata la vita.
Sappiamo anche che non conosciamo assolutamente il momento in cui è nato l'uomo!
E' ovvio che l'evoluzione di per sé non è un problema: l'evoluzione è un dato di fatto presente sotto gli occhi di tutti!
Il problema sta nelle spiegazioni che si danno per tentare di spiegare come sarebbe avvenuta questa evoluzione e su quali meccanismi porterebbero avanti l'evoluzione.
Per la Chiesa l'evoluzione non è un problema! Sappiamo che i racconti della Genesi devono essere interpretati e non letti come se fossero un libro di scienze; la Chiesa non accetta il
creazionismo (cioè non crede che l'universo, la vita e l'uomo siano nati esattamente e letteralmente come è scritto nel libro della Genesi!).
Si può ammettere che ad un certo punto dell'evoluzione c'è stato un incredibile
salto di qualità che ha portato l'uomo a differenziarsi da qualsiasi altra creatura.
Parliamo di differenze qualitative che hanno dato all'uomo e alla donna la capacità di progettare strumenti e insediamenti; di dare significato simbolico alle cose, alle parole, alle proprie espressioni.
La capacità di generare cultura, arte, poesia, musica, bellezza! Un essere divenuto a immagine e somiglianza di Dio, in grado di pensare, ideare, scegliere, amare.

La religione cristiana crede che Dio ha creato l'universo; un universo che non è statico, sempre uguale a se stesso, ma piuttosto in continua evoluzione.
Crede in un'evoluzione che non va avanti a caso, alla cieca ma è
finalizzata, cioè un'evoluzione in qualche modo guidata per raggiungere un preciso fine: l'uomo!
Un'evoluzione finalizzata ad accogliere e generare l'uomo che oggi conosciamo.
Un'evoluzione che nasconde la mano di Dio in ciò che succede, una mano di Dio che ha sempre agito e continua ad agire nella storia dell'uomo.

 

 Per riflettere (per gli alunni):
* Cosa distingue l'abiogenesi dalla biogenesi?
* Chi ha messo la parola fine all'ipotesi dell'abiogenesi?
* La Chiesa accetta l'evoluzione?
* Quale aspetto dell'evoluzione non viene accettato dalla Chiesa?
* In che senso la Chiesa parla di evoluzione finalizzata?

** Inoltre, potremmo riflettere e chiederci quali sono i comportamenti che fanno staccare l'uomo e la donna da tutti gli altri esseri viventi.
** Prova a indicare una caratteristica, fondamentale secondo te, che rende l'uomo un essere così straordinario rispetto ad ogni altra creatura vivente. Spiega perché questa caratteristica la ritieni così fondamentale.