ECUMENISMO

 

ECUMENISMO
 

Dal greco "oikoumén" (sottinteso "ghè", "terra", "spazio abitato") è il cammino di riavvicinamento tra le Chiese cristiane, iniziato nel XIX secolo in ambito missionario, per reagire allo scandalo della divisione e ritrovare l'unità in Cristo.
Dal 1910, gruppi soprattutto protestanti iniziarono una collaborazione sui temi dalla pace e della giustizia, ma anche di confronto teologico, fino alla fondazione del Consiglio ecumeniche delle Chiese.
Più facile sul campo pratico che teorico, l'ecumenismo continua a lavorare per il dialogo tra le Chiese e le religioni nel mondo, pur riconoscendo il valore del pluralismo e della diversità.
Consiglio Ecumenico delle Chiese (WWC/CEC): nato nel 1948 in ambito protestante, è un'associazione di Chiese unite nella loro lealtà a Gesù Cristo, Dio e Salvatore. Attualmente ne fanno parte la grande maggioranza delle denominazioni cristiane (circa 390 Chiese). La Chiesa cattolica non è ufficialmente nel CEC, ma collabora attivamente ed è membro di diversi organismi. Il CEC, molto attivo nell'ecumenismo pratico e nel dialogo interreligioso, è organizzato intorno ad una Segreteria generale e a quattro organismi: Unità e rinnovamento; Missione, educazione e testimonianza; Giustizia, pace e creato; Condivisione e servizio.

Un evento storico di grande rilevanza ebbe luogo il 5 gennaio 1964, quando il Patriarca Atenagora I ed il Papa Paolo VI si incontrarono a Gerusalemme: il loro "abbraccio di pace" e la loro dichiarazione di riconciliazione furono il primo atto ufficiale congiunto delle due chiese dallo scisma del 1054. La Dichiarazione comune Cattolico-Ortodossa del 1965 fu letta contemporaneamente il 7 Dicembre 1965 in un incontro pubblico nell'ambito del Concilio Vaticano II a Roma ed in occasione di una cerimonia speciale a Costantinopoli: precisò che lo scambio di scomuniche del 1054 era fra le persone interessate e non fra le Chiese, e che tali censure non intendevano rompere la comunione ecclesiastica fra le sedi di Roma e di Costantinopoli. Questi grandi eventi non pongono però fine allo Scisma d’Oriente-Occidente, ma senz’altro mostrano il desiderio di una maggiore riconciliazione fra le due chiese.

Le visite reciproche, senza precedenti, del Papa e del Patriarca sono il risultato dell’avvenuta eliminazione di molti ostacoli storici, che ha portato ad una ripresa del dialogo fra le due chiese, per la prima volta dopo 900 anni: questi eventi storici sono altri importanti segni di speranza nella strada di risoluzione del problema del Grande Scisma.

Il 27 novembre 2004, per "promuovere l'unità dei Cristiani", il Papa Giovanni Paolo II restituì le reliquie dei Patriarchi Giovanni Crisostomo e Gregorio Nazianzeno ad Istanbul. I resti di Giovanni Crisostomo furono presi come bottino di guerra da Costantinopoli dai Crociati nel 1204, e molti ritengono che anche le spoglie di Gregorio Nazianzeno abbiano subito la medesima sorte, anche se il Vaticano sostiene che le ossa del secondo santo furono portate a Roma da monaci bizantini nell'VIII secolo.

Il Patriarca Ecumenico Bartolomeo I, insieme con altri capi delle Chiese Autocefale Orientali, ha presenziato ai funerali del Papa Giovanni Paolo II, l'8 aprile 2005. Questa fu la prima occasione dopo molti secoli nella quale un Patriarca Ecumenico ha assistito ai funerali di un Papa, ed è considerata da molti un serio segno della ripresa del dialogo verso la riconciliazione.