Un'intervista
con Nicola Cabibbo, il fisico che presiede la Pontificia
accademia delle scienze
MATTEO
BARTOCCI
Nicola
Cabibbo
è uno dei fisici italiani più celebri. Ha
formulato alcune teorie (tra cui i cosiddetti «angoli di
Cabibbo» e sul numero dei quark) alla base del modello
standard
delle particelle elementari. Dal 1969 insegna fisica delle particelle
all'università La Sapienza di Roma, è stato
presidente
dell'Infn dal 1983 al 1992 e dell'Enea. Dal `93 inoltre presiede la
Pontificia Accademia delle Scienze. E' naturale quindi chiedergli un
parere sul rapporto tra religione e scienza, sul creazionismo e la
posizione della chiesa cattolica.
Che ne
pensa del creazionismo?
E'
ridicolo considerarlo come una parte
della scienza. I creazionisti
americani sono un po' folli: vorrebbero che si insegni la creazione
come un argomento scientifico in alternativa all'evoluzione. Devo dire
però che ci sono anche posizioni estreme in ambiente
scientifico: Daniel Dennett e altri, per esempio, vorrebbero dimostrare
che la religione non è vera. Credo che anche questo non sia
un
atteggiamento scientifico corretto.
Giovanni
Paolo II ha invocato il perdono per il comportamento della
chiesa nel processo a Galileo Galilei. Lei stesso durante il giubileo
del 2000 lo ha salutato come un pontefice «impegnato nella
riconciliazione tra scienza e religione»...
A
mio giudizio questo pontificato si
è impegnato in un'opera
significativa di «rammendare» i guai del passato.
Lo
testimonia in modo eccellente il ripensamento e la revisione del
processo a Galilei, se non altro come messaggio all'interno della
chiesa. Ma fa parte di un percorso che era iniziato da prima, con la
rifondazione dell'accademia delle scienze nel 1936 e della Specola
vaticana: la chiesa investe da tempo in una sua riconnessione con il
mondo della scienza. E il papa vi ha dedicato alcuni appuntamenti
significativi.
Lei ha
parlato anche di una tendenza all'unità tra religione e
scienza. Può spiegarlo meglio?
Religione
e scienza si muovono in ambiti
del tutto diversi. Ma la loro
unità di base è che sono entrambe opere dell'uomo
ed
espressioni dell'umanità. Tutt'e due, in modo diverso, si
occupano del futuro dell'uomo e del miglioramento delle sue condizioni.
Tra scienza e religione inoltre c'è una sorta di
comunità
di intenti verso il bene.
Nel 1950, nell'enciclica «Humani generis», Pio XII
dichiarò, seppur con alcuni distinguo non secondari, che la
teoria dell'evoluzione non contrasta con la dottrina della chiesa.
Giovanni Paolo II il 24 ottobre del 1996 perfezionò questa
posizione con un messaggio all'accademia delle scienze pontificia da
lei presieduta. In esso si dichiarava che l'evoluzione non è
più una mera ipotesi ma un fatto provato da numerose
ricerche in
campi differenti...
Ai
tempi di Pio XII non c'erano ancora
tutte le prove e gli strumenti
che sono venuti in seguito. Basti pensare che la struttura del Dna
è stata scoperta nel `53. Le parole del pontefice sono state
molto importanti. Nel workshop del `96 il creazionismo non era proprio
previsto: abbiamo discusso le diverse teorie scientifiche sull'origine
della vita. E il papa ci ha esortato a proseguire su questa strada.
Qual
è quindi la posizione
dell'accademia pontificia delle
scienze sul creazionismo?
Non ne abbiamo mai parlato. L'istituto che presiedo è un
ente
scientifico in cui si discuono i temi della ricerca. Ne fanno parte
alcuni nomi importanti della scienza moderna e premi Nobel come Rita
Levi Montalcini, David Baltimore, Werner Arber. Nel consiglio
dell'accademia siede, per esempio, Nicole Le Dourarin, presidentessa
dell'accademia delle scienze francese.
Una
variante del creazionismo classico è la teoria
dell'«Intelligent Design». Lei pensa che
l'evoluzione
contenga elementi di finalità?
Non ne abbiamo mai discusso. Il problema che sta a cuore alla chiesa
è il confronto con il progresso scientifico.
L'«Intelligent Design» mi sembra simile a uno degli
argomenti classici con cui si dimostrava l'esistenza di Dio:
è
più che altro un problema filosofico-teologico che non fa
parte
della ricerca scientifica. Oggi sappiamo che la storia dell'universo
risale a miliardi di anni fa: la religione deve confrontarsi con
questo. E mi sembra che la chiesa abbia fatto grandi passi in avanti.
In un certo senso ha accolto in modo ufficiale le idee di Galilei,
secondo cui «le scritture non dicono come sono fatti i cieli
ma
come si va in cielo».
Secondo
lei la Rivelazione può dare indicazioni sul mondo
naturale e l'origine dell'uomo?
Nessuno, e certamente non all'interno della chiesa, può
dubitare
che l'universo ha avuto una storia ben più lunga di quella
dell'umanità. Certo, l'anima per esempio è un
punto fermo
della dottrina cattolica che garantisce il particolare rapporto
dell'uomo con la divinità, ma l'anima non è un
argomento
scientifico.
La
scienza è l'unico tipo di conoscenza?
Non
necessariamente, altrimenti si entra
nel campo del riduzionismo. E'
chiaro che partendo dai quark è difficile spiegare la
psicologia
umana. Va riconosciuta la possibilità per scienze diverse
come
la filosofia e la psicologia di spiegare alcuni fenomeni o concetti,
come dell'insegnamento religioso di avere contenuti di
verità.
La scienza non deve essere totalitaria: è un metodo molto
efficace per raggiungere la verità. Che però
è ben
lontano dal far sapere tutto. Da un lato bisogna essere consapevoli
dell'imperfezione del progresso scientifico, dall'altro riconoscerne il
carattere cumulativo.
I
futuri programmi ministeriali sulla scuola aboliscono di fatto
dall'insegnamento delle scienze la teoria dell'evoluzione. Che ne pensa?
Non
conosco la situazione precedente,
quando andavo a scuola io
l'evoluzione non si insegnava. Dico però che questa teoria
è oggi una parte essenziale delle nostre conoscenze
scientifiche. Non sarebbe male che fosse insegnata a scuola... Darwin
è stato un genio, che pur non avendo in mano nulla di
esplicativo ha avuto un'intuizione formidabile che ha rivoluzionato la
nostra comprensionedel vivente. Se lui non poteva sapere
«come» avviene l'evoluzione, oggi con la biologia
molecolare ne sappiamo di più.
Che ne
pensa della legge sulla procreazione assistita che ha sancito lo
statuto giuridico dell'embrione?
Preferisco
non esprimermi perché
non è un problema
scientifico. Mi sembra che la legge adotti in larga misura la posizione
attuale della chiesa.
Giudica
il creazionismo come un'idea limitata alla cultura
nordamericana protestante?
La
mia conoscenza della chiesa cattolica
è limitata. Non so se
anche qui ci siano linee di pensiero creazioniste, certamente quella
non è la posizione ufficiale. In America ci sono sette
cristiane
fondamentaliste che insistono sulla lettura letterale della Bibbia. E'
un ritorno alla religione di 500 anni fa che si manifesta soprattutto
nelle sette più popolari. La chiesa protestante è
più frammentata e in un certo senso perfino divisa per
classi
sociali. Potrebbe essere una reazione al mondo moderno, visto come una
minaccia che spinge a rifugiarsi in un universo più
rassicurante, dove tutto è scritto e immediatamente
leggibile.
Queste comunità hanno un notevole peso politico, anche a
livello
locale, e influenzano le scelte legislative.
Per
concludere con la fisica, nel discorso che abbiamo fatto finora
rientra o no il «principio antropico» delle recenti
teorie
cosmologiche?
Il
principio antropico ipotizza che il
nostro universo sia solo uno dei
tanti e afferma che alcune sue caratteristiche si spiegano con il fatto
che noi esistiamo. Per esempio, siccome siamo qui, questo universo deve
avere per forza una storia molto lunga. La nascita della vita infatti
richiede caratteristiche precise: un certo lasso di tempo per la
formazione delle stelle, una certa velocità di espansione
che
garantisca che l'universo «viva» a lungo, il fatto
che il
vivente si basi proprio sul carbonio e non su altri elementi... Ma se
esistono tanti universi differenti potremmo pensare che solo in alcuni
la vita si possa sviluppare e che in un certo senso sia l'esistenza
dell'uomo a selezionare l'universo «giusto». Stiamo
parlando però di argomenti al limite della ricerca
scientifica,
in cui si può sperimentare poco o nulla, e gli studiosi
sorridono un po' quando se ne discute.
( Manifesto-La fede
sale in cattedra e boccia il creazionismo. 9/4/2004)