MUTILAZIONE GENITALE FEMMINILE (MGF).Si calcola che circa 70 milioni di donne siano state vittime di questa antica tradizione, nonostante le origini della pratica si perdano a causa della sua assoluta segretezza...
Cercai di descrivere la mia esperienza di bambina somala, le mie
difficoltà a orinare e i dolori mestruali. Mia madre mi diceva
di non bere in modo che l'apertura restasse piccola, e di dormire sulla
schena affinché la ferita rimarginasse bene. Credeva che
ciò mi avrebbe garantito un futuro, perché le ragazze con
i genitali intatti sono considerate impure e squaldrine piene di voglie
sessuali. Nessuna madre avrebbe considerato una giovane del genere
adatta a sposare un figlio. Mia madre, come tutta la gente, pensava che
l'infibulazione fosse prescritta dal Corano. Parlare della mia
mutilazione genitale era per me al tempo stesso una benedizione e una
maledizione. Ero felice che la gente volesse fare qualcosa per
opporsi a questa pratica crudele, ma ogni volta dovevo rievocare tutto
il dolore e la tristezza che essa aveva provocato nella mia vita. Ogni
volta che mi pronunciavo contro la mutilazione genitale femminile, mi
opponevo a qualcosa in cui credeveno mia madre, mio padre e tutta la
mia gente. Denunciavo la mia famiglia e una tradizione molto importante
per loro. Volevo guarire le donne che avevano fatto questa dolorosa
esperienza, ma ciò faceva di me una nemica del mio paese. Se
fossi stata ancora in famiglia, non avrei osato dire nulla in pubblico.
Pronunciarmi sulla mutilazione genitale femminile mi spaventava ogni
volta e mi metteva in uno stato di ansia. Nella mia cultura ci sono
cose di cui non si parla: non si parla dei morti e non si dice che
qualcuno è bello. Abbiamo molti segreti, perché se
parliamo apertamente, siamo certi che ci capiterà qualcosa di
terribile. Rimasi sconvolta nel sentir dire dall'avvocatessa che
l'escissione era vera e propria tortura. Mia madre non mi aveva fatto
torturare. Credeva di aver fatto di me una donna pura, una donna che
sarebbe diventata una buona moglie e madre e che avrebbe onorato la sua
famiglia..."
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