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INDUISMO
Induismo, nome che gli arabi diedero all'insieme di credenze e comportamenti religiosi delle popolazioni della regione dell'Indo. Si tratta di una religione molto complessa ed è una delle più antiche religioni del mondo; nasce infatti circa 5000 anni fa.
E' anche una delle poche religioni a non avere un fondatore, è infatti il risultato della ricerca spirituale di uomini saggi e illuminati in quasi quattro mila anni di storia. 
Nella sua storia, infatti, ha raccolto elementi di politeismo (mesopotamico ed egiziano) e di monoteismo (cristianesimo ed islam), dando quindi vita ad un insieme anche sincretico.
L'Induismo non è una religione "rivelata" ma, piuttosto, una religione "divenuta". Gli induisti preferiscono chiamare la loro religione "ordine eterno" (Sanatana dharma"), dove "dharma" indica un concetto centrale che determina ogni cosa: sta per l'ordine, la legge, il dovere.
Questo "ordine cosmico" presiede e determina ogni forma di vita e deve essere rispettato (etica) da ogni persona.
Dall'Induismo sono derivati grandi movimenti spirituali dell'Oriente.

L'Induismo, storicamente, ha vissuto tre grandi fasi:
* inizialmente si parlava di Vedismo, è il periodo più antico;
* poi di Brahamanesimo, Vedantismo, Visnuismo, Induismo classico;
* infine, nel periodo moderno, di Neo-Induismo.

Oggi l'Induismo è la terza religione con i suoi fedeli che superano gli 838 milioni di seguaci (soprattutto in India, Pakistan, Indonesia, Sri Lanka, Nepal), nonostante che sia
una delle poche religioni non universali, nel senso che non ci si può convertire all'Induismo: si può essere induisti solo se si nasce all'interno di una casta induista.

Tipico di questa religione orientale, (come del resto della maggior parte delle religioni orientali), è il concetto di un uomo che non è incarnato nella storia, che non si batte per il cambiamento sociale, ma piuttosto è portato a rifugiarsi in un mondo ideale.
Proprio per questo motivo, per la rassegnazione presente in queste religioni, è nata la critica che viene rivolta dal filosofo Hegel (e che in qualche modo ha influenzato la visione successiva su
queste religioni orientali) definendo queste religioni "oppio dei popoli" (anche se qualcuno, in modo errato, ha affibbiato questa definizione alle religioni in generale).


LIBRI E RITI. SIMBOLO
Ogni aspetto dell'esistenza induista è pervaso dalla religione: è un sistema sociale e, nello stesso tempo, un sistema per orientare tutto il comportamento; i VEDA (=conoscenza) sono i suoi testi sacri, considerati rivelati; i più antichi risalgono al 1200 a.C. e si sarebbero formati attraverso due vie di illuminazione interiore:
* Lo shruti ("ascolto") comprende ciò che i veggenti
hanno colto al di là delle apparenze, con gli occhi dello spirito (inni, preghiere, intuizioni mistiche) in varie raccolte, tra cui le Upanishad, dottrine utilizzate per iniziare i giovani alla religione;
* Lo smriti ("tradizione") comprende trattati per lo svolgimento dei riti e l'interpretazione dei VEDA; a questi appartengono il Ranayana e il Mahabhrata che costituiscono le due grandi epopee mitologiche; la seconda contiene la Bhagavadgita ("Canto del beato") che per gli indù ha un valore morale fondativo (come il "Discorso della Montagna"
Simbolo dell'Induismo "OM"per i Cristiani).
 Simbolo dell'Induismo è l'OM, parola che gli Indù ripetono molte volte al giorno per rivolgersi alle divinità.
 

 


DIO o DIVINITA'?
Triade "Sacra Trimurti"Per gli Indù Dio è presente nell'interiorità della coscienza umana e nell'intero universo.
Nel passato gli Indù veneravano centinaia di divinità; in seguito si giunse ad un sostanziale monoteismo: Dio è uno, anche se può essere chiamato con moltissimi nomi che sottolineano diversi aspetti del suo rapporto con gli uomini.
Dio è il principio dell'universo e la sua anima (atman); è un Dio visto in modo impersonale, come sostanza reale di ogni essere e dell'intero cosmo (quasi un panteismo).
Le divinità più popolari sono Indra (guerriero che vince le forze del male) e Varuna (capo degli dèi).
C'è poi la suprema triade, o
ssia le tre manifestazioni principali di Dio che vengono espresse tramite la triade "Sacra Trimurti", costituita da:
* Brahma, il creatore (la rispettiva divinità femminile è Sarasvati)
* Shiva, la forza riproduttrice della natura, autore e distruttore della vita (divinità femminile: Laksmi);
* Vishnu, si occupa dell'uomo e si manifesta assumendo l'involucro di un corpo umano - avatar, (divinità femminile: la dea nera Kalì).
Un'altra divinità molto popolare è il mitico eroe Krishna che rappresenta il desiderio e insieme la certezza della vicinanza di Dio.


CASTE e REINCARNAZIONE
Gli Indù hanno una visone del cosmo molto rigida, piramidale, tutto ciò che esiste rientra in una scala gerarchica. Questa scala gerarchica è così composta:
    1° posto:
DIVINITA'
        2° posto:
ESSERI UMANI
            3° posto:
ANIMALI
                4° posto:
VEGETALI

Ognuno di questi gradini, al suo interno, è suddiviso in cast
e (gruppi chiusi).
Il sistema della caste, abolito ufficialmente da Gandhi nel 1947, ma di fatto ancora oggi molto presente nella vita quotidiana dell'India, è strettamente legato al concetto di reincarnazione. Anticamente, gli esseri umani comprendevano 5 caste (varna, cioè "colore"):
      i bramini (brahmana o sacerdoti, colore bianco)
            i guerrieri o governanti (ksatriya, colore rosso)
                   i mercanti o artigiani (vaishya, colore giallo)
                         i servitori (o shudra, colore nero)

                              gli "intoccabili" (o parìa) che esercitavano professioni ritenute impure (come ad esempio la pulizia delle strade, delle latrine, la rimozione dalle strade di animali o di persone morte) e che non potevano neppure sfiorare con la propria ombra, fino al secolo XIX, una persona di casta superiore, pena la morte!
* i non-indù sono già al di fuori e al di sotto delle 5 caste principali e quindi non appartenenti all'induismo.

Sono moltissime le restrizioni esistenti tra i membri delle var
ie caste, eccone alcune:
1) non ci si può sposare tra membri di caste differenti;
2) non si può consumare cibo con membri di caste differenti;
3) le ultime due caste non possono né leggere né toccare i libri sacri.


Ogni casta comprendeva decine di sottocaste; oggi esistono tremila gruppi di caste, ciascuna con il proprio insieme di doveri; queste caste hanno alimentato la discriminazione sociale e hanno determinato un incredibile immobilismo sociale: chi nasce in una casta non può pretendere, in nessun modo, di cambiare casta. L'appartenenza ad una casta comporta tutti gli obblighi di quella casta, lo stesso matrimonio può avvenire tra membri della stessa casta e i mestieri permessi sono solo quelli della casta di appartenenza.

Appartenere ad una casta o ad un altra non è una scelta, ma è il frutto delle vite precedenti; le caste sono quindi ritenute tutte "giuste" in quanto sono "premio" per alcuni ed "espiazione" per altri della vita precedente.
Bagno rituale nel GangeLa morte non è la fine della vita, ma solo la fine di uno stato; quando si muore l'anima si reincarna nuovamente, a seconda della condotta tenuta nella vita precedente. Addirittura, in alcuni casi, ci si può reincarnare anche in animali (chi si è macchiato di colpe particolarmente gravi, è condannato a rinascere anche in un insetto). La legge del karma, legge-destino inesorabile, lega l'uomo al ciclo della morte e delle rinascite; è la legge secondo la
Tempio induistaquale ognuno sarà ricompensato in base alle opere compiute; queste opere compiute durante la vita - infatti - in qualche modo lasciano una traccia nell'anima di quella persona che le ha compiute.
Questo lungo ciclo di rinascite, chiamato "samsara" (cioè pellegrinaggio) durerà fino al raggiungimento della virtù, in possesso dell'uomo che ama Dio e desidera l'incontro con lui come bene supremo e che è capace di azioni buone e disinteressate.  Le reincarnazioni servono a purificare la propria anima, ad espiare il peso delle vite precedenti. Quando finisce il ciclo delle reincarnazioni, anche dopo 800 vite, la persona si immedesima, si dissolve nel brahman, l'assoluto, realtà unica, perdendo ogni identità, giungendo all'illuminazione e alla conoscenza assoluta e sottraendosi alla vita terrena, che è soltanto apparenza, illusione e dolore.

 

La VIA dello YOGA e della DEVOZIONE
Si può spezzare il ciclo delle rinascite avvicinandosi già in terra all'identificazione con Dio; è una via difficile, scelta da persone spiritualmente mature e, spesso, colte: la via dello YOGA. E' un metodo ascetico (di preghiera profonda), psicologico (di concentrazione che porta a dominare la mente liberando il pensiero da ogni negatività, dall'odio,Rito funebre dall'attaccamento ai beni materiali) e fisiologico (mente e corpo raggiungono equilibrio e armonia). Il suo fine è il raggiungimento della pace interiore, della conoscenza suprema e della liberazione dai legami materiali per raggiungere l'unione tra atman (anima individuale) e brahman (anima universale).
Lo YOGA ha quattro livelli:
* il karma yoga (fedeltà perfetta ai compiti previsti dal karma);
* il bhakti yoga (via dell'amore e dell'abbandono a Dio);
* il raja yoga (che consente di raggiungere poteri eccezionali);
* lo jnana yoga (che è conoscenza dell'Assoluto-Brahman e contemplazione).

Un induista con i segni distintivi del gruppo induista cui appartienePer la gente semplice, invece, per avvicinarsi a Dio c'è la via della devozione: è la vita quotidiana segnata da preghiere e riti.
Può terminare subito il ciclo del samsara anche chi muore a Benares, città sacra dell'Induismo,  dove scorre il Gange, nelle cui acqua un'infinita folla di pellegrini si immerge.  Il bagno rituale, infatti, è uno degli atti religiosi più conosciuti dell'Induismo.
C'è poi una terza via, quella del "Canto del Beato". Qui viene evidenziata la pietà, la devozione verso l'unico Dio che fa scoprire l'unità fondamentale tra l'uomo e il Signore e gli permette di conformarsi alla sua volontà e di piacergli, facendo il bene.
Dio, compassionevole, offre un codice di regole da rispettare, offre la presenza di grandi maestri spirituali (Ghandi,...).  Di fronte al pericolo spirituale del mondo, scende Vishnu a salvarlo, assumendo forma umana (avatar); Gesù è considerato una delle più grandi personificazioni - avatar - di Dio, un maestro (guru).



Induismo e Cristianesimo. Condivisione di valori. Induismo e Cristianesimo. Divergenze di vedute.

Affermazione del primato della vita spirituale su qualsiasi valore materiale

La concezione di un Dio
cosmico e impersonale.

Importanza di una ricerca instancabile  della salvezza attraverso la meditazione e la ricerca

L'annullarsi dell'identità della persona nel ciclo delle rinascite e nell'identificazione con il brahman.
La non violenza e il rispetto per ogni forma di vita Gesù considerato un grande profeta, un uomo perfettamente unito a Dio. Per alcuni è addirittura una manifestazione (avatar) di Dio e non il Dio che si è fatto uomo.

Alcune feste dell'induismo:

Gennaio Marzo Settembre Ottobre-Novembre
SARASWATI PUJA HOU DURGA PUJA DIVALI
Festa in onore della dea Saraswati che aiuta a capire le cose Festa primaverile in onore di Krishna Festa in onore della dea Durga, protettrice dei deboli Anno nuovo indù

Un detto induista (ma presente praticamente in ogni civiltà):
"Non bisognerebbe comportarsi con gli altri in un modo che non è gradito a noi stessi:
questa è l'essenza della morale
" (Mahabharata XIII, 114.8)


NOSTRA AETATE: Dichiarazione della Chiesa Cattolica sulle sue relazioni con le religioni non cristiane.

Libro consigliato sul mondo induista: "IL DIO DELLE PICCOLE COSE", di Arundhati Roy, ed. Tea, 2002.
Film interessante:
LA CITTA' DELL'AMORE (con Patrick Swayze)
Persecuzioni in India: Bibbie date alle fiamme
Persecuzioni e martiri: Un altro martire cristiano