PRIMO RACCONTO DELLA CREAZIONE - Gen 1,1 - 2,4a-  Torna all'indice della tua classe
                                   Messaggi religiosi del racconto - Cappella Sistina e creazione

Creazione

ANALISI

Una semplice analisi di questo primo racconto della creazione presente in Genesi (Gen 1,1-2,4a).
Dopo aver letto questo brano, sicuramente ci saremo resi conto che non si tratta assolutamente di un testo scientifico: la Bibbia è un testo sacro, un testo religioso, quindi si propone di dare messaggi religiosi. In ogni pagina che si legge, occorre ricercare i suoi messaggi religiosi.
Se provassimo a disegnare durante la lettura del testo, alla fine ne verrebbe fuori un quadro che descrive il mondo così come lo immaginavano gli ebrei e la maggior parte dei popoli antichi mediorientali: un universo colmo di acqua, un cielo che fa da ombrello, fisicamente solido, che protegge la terra dalle acque superiori; una piattaforma asciutta (la terra) ed una enorme massa di acque (gli oceani ed i mari).
Questo racconto non ha quindi l'intenzione di dire COME E' NATO il mondo; ma sta semplicemente descrivendo COME E' FATTO il mondo. Durante questa descrizione, spalmata nei setti giorni della settimana, vengono inseriti dei formidabili messaggi religiosi, messaggi che per l'epoca sono davvero straordinari e inconsueti.
Intanto la frase di apertura: "In principio Dio creò il cielo e la terra". Questa frase basterebbe da sola a far capire il messaggio ebraico-cristiano. La lingua ebraica non ha parole astratte, quando vuole indicare il tutto di qualcosa, inserisce gli estremi; quindi, dicendo che Dio ha creato il cielo e la terra, sta indicando gli estremi del creato; è allora un modo di dire che Dio è il creatore di tutto.
Subito dopo crea la luce, separandola dalle tenebre. Le tenebre, spesso, richiamano la negatività, il caos, la confusione. Dio dà subito un'atmosfera positiva, crea la luce.
Poi abbiamo la prima parte della creazione, i primi cinque giorni. Durante questi crea tutto. Tutto è creato e tutto è positivo, buono: continuamente c'è l'aggettivo "buono", la Bibbia dice "Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco era cosa buona".  Interessante la creazione, nel quarto giorno, del sole e della luna. Qui non sono mai utilizzati il nome Sole e Luna, ma si parla di due luminari, di una "luce maggiore per illuminare il giorno" e di una "luce minore per illuminare la notte". Si parla di due semplici luci, di due astri creati da Dio così come ha creato piante, animali e tutto il resto. Perché questa assenza di nomi? Il testo biblico, scritto in un periodo in cui erano presenti grandi potenze, politeste, fa capire che sole e luna sono due astri, due luci e non delle divinità, come invece credevano i potenti popoli dell'epoca! In modo molto semplice, senza enfasi e senza accento, toglie l'alone di divinità a questi astri.
Quando tutto è ormai completo, si arriva al sesto giorno, quello della creazione dell'uomo. Qui abbiamo già una novità: "E Dio disse: facciamo l'uomo...": chi è il soggetto di questo plurale? Questo può essere un plurale maiestatis, un plurale usato dai re per indicare che si stavano accingendo a dire/fare qualcosa di importante. I re erano soliti proclamare: "Noi, re Pinco Pallino III, abbiamo deciso che...".
Altra novità, "... a nostra immagine e a nostra somiglianza... maschio e femmina Dio li creò". L'essere umano è fatto a immagine e a somiglianza di Dio. Il secondo racconto della creazione chiarirà meglio il significato di questi termini. Qui notiamo la perfetta uguaglianza tra uomo e donna. Il testo dice semplicemente, "maschio e femminia Dio li creò".
Cosa possiamo quindi concludere?
1)  Si tratta di una descrizione sul mondo di allora, non assolutamente di una pagina scientifica;
2) descrive un mondo luminoso, positivo, in cui tutto ciò che esiste è buono;
3) parla di un unico Dio, buono, che crea tutto da solo, non attraverso un lotta con altre divinità o con un altro dio del male;
4) il grande messaggio iniziale è che Dio è l'autore della vita e di ciò che esiste: il mondo non è frutto del caso, né del caos, ma è voluto da Dio;
5) non c'è disuguaglianza tra uomo e donna, ma una perfetta parità;
6) è tolto qualsiasi alone di divinità agli astri e a tutto il resto della creazione: uno solo è Dio;
7) l'uomo, creato per  ultimo, è il completamento della creazione: tutto è donato a lui;
8) l'uomo si distingue dal resto del creato: è a immagine e somiglianza di Dio.

Questi sono solo alcuni dei grandi messaggi che il primo racconto bibico intende dare. Non si tratta quindi di un confronto tra Scienza e Religione, tra Scienza e Bibbia: siamo su piano completamente differenti. Qui non si vuole spiegare come è nato il mondo, ma - ripetiamolo - come era visto il mondo da loro e, soprattutto, si vogliono evidenziare i grandi messaggi religiosi.
La Bibbia è un testo religioso e va letto in questa ottica, alla fine di ogni pagina letta, c'è da chiedersi qual è il mesaggio religioso che intende dare.

GENESI 1,1-2,4a

In principio Dio creò il cielo e la terra.
Ma la terra era informe e deserta: le tenebre ricoprivano
l'abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque.
Dio allora ordinò:"Vi sia la luce!". E vi fu la luce.
Dio vide che quella luce era cosa buona.
E separò la luce dalle tenebre.
E Dio chiamò la luce giorno e le tenebre notte.
E venne sera, poi venne mattina: primo giorno.
Dio disse ancora: "Vi sia un firmamento in mezzo
alle acque per separare le acque dalle acque".
E così avvenne.
Dio fece il firmamento e separò le acque che sono sotto
il firmamento dalle acque che sono sopra il firmamento.
E Dio chiamò il firmamento cielo.
E venne la sera, poi mattina: secondo giorno.
Dio ordinò: "Le acque che sono sotto il cielo 
si raccolgano in una sola massa e appaia l'asciutto".
E così avvenne. Dio chiamò l'asciutto terra
e alla massa delle acque diede il nome di mare.
E Dio vide che ciò era buono.
Dio comandò ancora: 
"La terra faccia germogliare le erbe,
le piante che producono seme e gli alberi da frutto,
che producano sulla terra un frutto
contenente il proprio seme,
ciascuno secondo la prpria specie". E così avvenne.
La terra produsse le erbe, le piante che facevano il seme
secondo la propria specie e gli alberi che producevano frutto contenente il proprio seme,
ciascuno secondo la propria specie. 
Poi Dio vide che ciò era buono.
E venne sera, poi mattina: terzo giorno.
Di nuovo Dio ordinò: "Vi siano delle lampade
nel firmamento del cielo, 
per separare il giorno dalla notte, 
siano segni per distinguere le stagioni, i giorni e gli anni,
e facciano da lampade nel firmamento del cielo,
per illuminare la terra". 
E così avvenne. Dio fece le due lampadi maggiori,
la lampada grande per regolare il giorno,
e la lampada piccola per regolare la notte, e le stelle.
Poi Dio le pose nel firmamento del cielo
per illuminare la terra,
 
per  regolare il giorno e la notte
e per separare la luce dalle tenebre.
E Dio vide che ciò era buono.
E venne sera, poi mattina: quarto giorno.
Dio poi disse: "Le acque brulichino di una moltitudine
di esseri viventi e gli uccelli volino sopra la terra,
sullo sfondo del firmamento del cielo".
Dio creò i grandi cetacei e tutti gli esseri viventi guizzanti,
di cui brulicano le acque, secondo la loro specie,
e tutti gli uccelli alati, secondo la loro specie.
E Dio vide che ciò era buono.
Allora Dio li benedisse dicendo:
"Siate fecondi, moltiplicatevi, riempite le acque dei mari;
e gli uccelli si moltiplichino sulla terra".
E venne sera, poi mattina: quinto giorno.
Di nuovo Dio disse: "La terra produca esseri viventi,
secondo la loro specie: bestiame e rettili e fiere della terra,
secondo la loro specie". E così avvenne.
Dio fece allora le fiere della terra, secondo la loro specie
e il bestiame, secondo la propria specie,
e tutti i rettili del suolo secondo la propria specie.
E Dio vide che ciò era buono.
Dio disse: "Facciamo l'uomo secondo la nostra immagine,
secondo la nostra somiglianza,
affinché possa dominare sui pesci del mare
e sugli uccelli del cielo,  sul bestiame e sulle fiere della terra
e su tutti i rettili che strisciano sulla terra".
Così Dio creò l'uomo a sua immagine;
a immagine di Dio li creò,
maschio e femmina li creò.
Poi li benedisse e disse loro:
"Siate fecondi  e moltiplicatevi,
riempite la terra e soggiogatela,
abbiate il dominio sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo
sul bestiame e su ogni essere vivente 
che striscia sulla terra"
Dio disse ancora: "Ecco, io vi do ogni sorta di erbe
che producono seme e che sono sulla superficie
di tutta la terra, e anche ogni sorta
di alberi in cui vi sono frutti che producono seme:
essi costituiranno il vostro nutrimento.
Ma a tutte le fiere della terra, a tutti gli uccelli del cielo
e a tutti gli esseri striscianti sulla terra e nei quali
vi è l'alito di vita, io do l'erba verbe come nutrimento".
E così avvenne. E Dio vide tutto quello che aveva fatto,
ed ecco era cosa molto buona.
E fu sera e fu mattina: sesto giorno.
Così furono ultimati il cielo e la terra
e tutto il loro ornamento.
Allora Dio, nel settimo giorno, volle conclusa l'opera
che aveva fatto e si astenne, nel giorno settimo,
da ogni opera che aveva fatto.
Quindi Dio benedisse il settimo giorno e lo consacrò
perché in esso aveva cessato da ogni opera da lui fatta creando.

Queste sono le origini del cielo e della terra
quando Dio li creò.

 

 

Creazione Visita virtuale nel Vaticano e ricostruzioni in 3D (in inglese)

Museo Biblico Virtuale (in spagnolo e in inglese, è comunque un sito molto usabile con la traduzione automatica di Google)

L'universo in scala! (scegli una delle lingue indicate e poi clicca su Start; usa il cursore per ingrandire/rimpicciolire)

Film interessante: Genesi. La creazione e il diluvio
(di E. Olmi, dalla Creazione a Noè)