Il
Cristianesimo afferma che la persona è nata per essere
felice.
Questo naturalmente non significa che avrà o che
dovrà
avere per forza una vita felice, senza problemi, tutta fiori e rose!
No, anzi, forse soffrirà più di altri. Significa
che Dio
ci ha creati per essere felici. Cosa vuol dire "essere felici"? Dove
sta la "felicità"?
Occorre
raggiungerla,
costruirsela, lavorarci sopra perché
è qualcosa che riguarda solo noi: nessuno può
regalarci
la felicità; sicuramente molte persone possono aiutarci ad
essere e/o a rimanere felici; ma intanto dobbiamo capire cosa fare per
essere felici e cosa non fare.
E' importante vivere bene il presente. "Carpe diem"
diceva Orazio; «cogli l'oggi», «cogli
l'attimo», nel senso non di approfittare di qualsiasi
occasione,
o di divertirsi in tutti i modi possibili cogliendo l'attimo che
fugge, ma nel senso di vivere bene, pienamente questo giorno ed ogni
giorno, senza aspettare troppo il domani, senza scappare
davanti all'oggi per rincorrere il domani, senza desiderare troppo di
essere già giovani, già adulti: viviamo bene
quello che
siamo oggi, così sapremo vivere anche ciò che
saremo
domani. Tutti
abbiamo fatto
l'esperienza che siamo così ansioni, anche
per settimane intere, per un evento, per un regalo che dobbiamo
ricevere; una volta che l'abbiamo ricevuto.. si sgonfia tutto;
è
stata molto più interessante e bella l'attesa dello stesso
regale ricevuto! Questo,
forse, fa capire
quanto è importante non proiettarsi
troppo nel futuro, non aspettare troppo il futuro dimenticando di
vivere bene il presente.
Ricordate
la canzone
"C'è tutto un mondo intorno... tu non
girargli intorno, entra anche tu": il messaggio è che noi
facciamo già
parte di questo mondo e dobbiamo viverlo bene; non dobbiamo
aspettare domani come se adesso non ne facessimo già parte! Facciamo
già parte
di questo bel mondo, fin dal primo pianto
alla nascita; già lì diciamo a tutti che ci siamo
anche
noi. "Bel
mondo", spesso
portiamo degli occhiali scuri addosso; ci sembra che nel mondo ci sia
solo ingiustizia, male, cattiveria. Qualcuno
ha detto
che «fa più rumore un albero cha
cade che un'intera foresta che cresce»: significa che il
male,
poco che sia, fa molto chiasso, tutti se ne accorgono, tutti ne
parlano, restano impressionati. Il bene, per quanto possa essere
grande, cammina in silenzio, nessuno se ne accorge, non fa notizia,
sembra quasi che non ci sia. Invece di bene nel mondo ce n'è
tantissimo, occorre solo vederlo; non bisogna cadere nella trappola di
pensare che nel mondo ci sia solo del male o cattiveria, nel mondo
c'è anche tantissimo bene. "Io felice?!?""Osservandomi, ho
capito che ho punti deboli e punti di forza; un mio punto debole - e
anche di forza - è sicuramento quello di essere molto
impulsivo e di dire le cose in faccia. Credo che per sentirmi felice
non ci sia bisogno di cambiare nulla, ma serva avere un rapporto
sincero e
buono con le persone che mi circondano" E'
anche importante conoscere e accettare se
stessi. Siamo nati in un certo luogo, da certi genitori, con un certo
aspetto fisico e mentale: non lo abbiamo voluto... ma sta di fatto che
ormai ci siamo!!! Quindi...? Quindi occorre accettare che la
nostra realtà - ci piaccia o no - è questa.
Impariamo a
conviverci, ad accettarla, a capire cosa possiamo migliorare e cosa
possiamo eliminare: è un lavoro che tocca a noi, magari
facendoci aiutare da chi ne sa un po' più di
noi.
Siamo
essere umani unici: questo
è segno di grande orgoglio, ma
ha anche il suo lato negativo: non abbiamo un altro sosia con cui
confrontarci, ma tocca a noi costruirci. Questo richiede un grande
esercizio interiore. Ma se mettiamo tanto lavoro ed impegno in cose a
volte banali, come facciamo a non metterlo nella costruzione
di
noi stessi?
Tracce
di lavoro: Osserva
te stesso, controlla i tuoi punti
deboli e i tuoi punti di forza;
cosa
ti manca e che cosa
elimineresti per sentirti felice
(fisicamente, nei
rapporti con
gli
altri, nei tuoi dati esteriori
ed
interiori, ...)?
Prova a
commentare
la frase "Carpe
diem" e la
il detto "Fa
più rumore un albero
che cade che un' intera
foresta che
cresce"