POEMA DI "ENUMA ELISH" - "EPOPEA DI GILGAMESH" - Torna all'indice della tua classe
Il poema di Enuma Elish e l'Epopea di Gilgamesh, sono tra i primi ad affrontare quelle domande "senza tempo" dell'uomo.
L'Enuma Elish si apre con una grande teofania (dal greco theos = divinità; fanè = apparizione), ossia con una generazione di divinità, ad opera di due principi promordiali: Apsu e Tiamat, la personificazione di due principi contrapposti (le acque dolci e le acqua salate, il principio maschile e quello femminile). Fin dall'inizio, c'è discordia tra le divinità generate e i progenitori; tale discordia (causata tra l'altro da futili motivi) porta ad uno scenario di estrema violenza, nel quale Apsu viene ucciso da Ea e Tiamat viene uccisa da Marduk.
Tiamat, la grande divinità genitrice, viene uccisa e il suo corpo viene diviso a metà, come una conchiglia: una metà formerà il cielo, l'altra metà formerà la terra.
Marduk, dopo queste gesta, uccide Kingu (una delle divinità che combatteva a fianco di Tiamat), ammassa delle ossa e, per far diventare quelle ossa un essere vivente, un "Uomo-Selvaggio", aggiunge ad esse il sangue del dio Kingu. In questo modo vengono creati gli esseri viventi, il cui scopo - sempre secondo l'Enuma Elish, è quello di "servire gli dèi".

Si tratta ovviamente non di un racconto realistico, ma di un mito.  Quali insegnamenti religiosi possiamo ricavare da questo mito?

    il mondo nasce grazie ad un intervento divino;
    il mondo ha origini divine;
    l'uomo non è frutto di casualità o altro, ma nasce per un preciso volere di una divinità;
    l'uomo ha la vita grazie a qualcosa di divino; è vivo perché in lui è presente un "qualcosa di divino";
    l'uomo viene creato per un compito preciso: servire gli dèi.

L'Epopea di Gilgamesh, espone il pensiero religioso sulla morte e sull'aldilà per i popoli della Mesopotamia.
Gilgamesh, si rende conto di non essere immnortale, ma che - come è già successo per il suo amico Enkidu, prima o poi potrà morire.
Prima va alla disperata ricerca di un'erba che lo dovrebbe rendere immortale. Quest' erba  gli verrà rubata da un serpente mentre egli dorme.  Convinto che ormai non potrà più essere immortale e che dovrà morire, chiede allo spirito del suo amico Enkidu, come si sta nell'aldilà.  Sono drammatiche le parole di Enkidu; parlano di u aldilà molto triste e tetro e, soprattutto, di un aldilà uguale per tutti. Di conseguenza, la morte è vista anch'essa in modo drammatico, sia perché nulla e nessuno le può sfuggire, sia perché dopo ci sarà un aldilà cos' negativo.

Questi poemi ci danno già una chiara idea religiosa delle risposte dei primi popoli della storia alle domande esistenziali, alle domande di sempre e di tutti.
   

Mito Racconto inventato, i cui protagonisti sono spesso divinità, nato con lo scopo di spiegare l'origine di persone, avvenimenti o altro. Tale origini ha radici divine. Quindi il mito è un racconto che vuole dare un messaggio o un significato religioso a qualcosa.


Possiamo notare alcuni elementi:
la presenza del serpente che pone fine alla possibilità di immortalità; questo concetto lo troviamo anche nel libro biblico della Genesi;
il desiderio di rimanere immortali, di non morire: quanto nella nostra società è ancora così vivo questo desiderio!