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Corrispondenza tra i diversi calendari

Il calendario ebraico, di influsso babilonese, ha come unità di misura l'anno solare, ma comprende dodici mesi lunari (corrispondenti cioè al ciclo delle rotazioni lunari attorno alla terra) e viene quindi adattato all'anno solare con degli anni bisestili: ogni nove anni, sette anni sono bisestili. Si tratta quindi di un calendario lunisolare.
I mesi sono di 29 o di 30 giorni. Gli Ebrei contano gli anni partendo dalla data tradizionale della creazione del mondo. L'anno cristiano 1999 corrisponde all'anno 5759 per gli Ebrei! In pratica il loro anno zero corrisponde al nostro 3760 a.C.
Per gli Ebrei, il giorno inizia alle sei di sera.  Nel libro della Genesi, nella descrizione della Creazione, i giorni sono espressi come un passaggi dalla sera alla mattina: "Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre e chiamò la luce giorno e le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: primo giorno (Gn 1,4-5). Per gli Ebrei, quindi, dopo il pomeriggio del lunedì, segue il martedì sera, successivamente il martedì notte, mattino e pomeriggio. Così alle sei del Sabato sera termina il "giorno di riposo" e ognuno riprende le proprie attività.
I mesi (con la pronuncia occidentale) sono:

            Mesi ebraici        e cristiani (occidentali)

  • Nissan (30 gg.)         - 1° mese.     Marzo-aprile.
  • Jiar (29 gg.)              - 2° mese.     Aprile-maggio.
  • Sivan (30 gg.)           - 3° mese.     Maggio-giugno.
  • Tamuz (29 gg.)         - 4° mese.     Giugno-luglio.
  • Av (30 gg.)               - 5° mese.     Luglio-agosto.
  • Elul (29 gg.)             - 6° mese.     Agosto-settembre.
  • Tishri (30 giorni)      - 7° mese      Settembre-ottobre.
  • Cbesvan (30-29gg   - 8° mese.     Ottobre-novembre.
  • Kislev (30-29gg.)     - 9° mese.     Novembre-dicembre.
  • Teveth (29 gg.)        - 10° mese.   Dicembre-gennaio.
  • Sbevath (30 gg.)      - 11° mese.   Gennaio-febbraio.
  • Adar* (29 gg.)         - 12° mese.    Febbraio-marzo.

*Adar è il mese che viene raddoppiato negli anni embolismici.

CALENDARIO  LITURGICO CATTOLICO

L'anno cristiano, chiamato "anno liturgico", inizia con la I domenica d'Avvento e termina con il sabato della trentaquattresima settimana del tempo ordinario, passaggio che avviene in un giorno variabile tra la fine di novembre e l'inizio di dicembre, quando ricorre la solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell'Universo.
Il centro dell'anno liturgico è costituito dal "triduo pasquale", cioè dagli ultimi giorni della settimana santa.

L'anno liturgico ha quindi questa scansione:

Avvento (4 domeniche, inizia la prima domenica successiva al 26 novembre)
Tempo di Natale (dal 25 dicembre alla domenica dopo l'Epifania del Signore, ossia la domenica del Battesimo del Signore)
Tempo ordinario (varia dalle 5 alle 7 domeniche, dipende da quando sarà la Domenica di Pasqua, finisce con il mercoledì delle ceneri)
Quaresima (quaranta giorni, senza contare le domeniche, da mercoledì delle ceneri alla Domenica delle Palme)
Settimana santa (Domenica delle Palme, Giovedì-Venerdì-Sabato santo - Domenica di Pasqua)
Tempo di Pasqua (sette settimane, termina con la Domenica di Pentecoste)
Tempo ordinario (insieme al tempo ordinario compreso fra Natale e Quaresima, comprende 5 domeniche).

L'anno liturgico è caratterizzato da diversi colori. Le vesti liturgiche (o paramenti) utilizzano regole precise che il Concilio Vaticano II ha riscritto.
Nel libro per la celebrazione della messa (Messale), tra le altre cose si legge che: "la differenza dei colori nelle vesti liturgiche ha lo scopo di esprimere la caratteristica particolare dei misteri della fede che vengono celebrati, e il senso della vita cristiana in cammino lungo il corso dell'anno liturgico".
I colori utilizzati sono:

Bianco --> ha il significato di risurrezione, gioia e purezza.
                 E' impiegato nel tempo di Natale, di Pasqua, nelle celebrazioni del Signore, della Vergine Maria e dei santi non martiri.
Verde --> significa speranza, costanza nel cammino e ascolto perseverante.
                 E' utilizzato nel Tempo ordinario.
Viola --> significa penitenza, conversione, attesa e suffragio.
                E' impiegato nel tempo di Avvento, di Quaresima, nella liturgia dei defunti.
Rosso --> significa amore e martirio.
                 E' utilizzato la Domenica delle Palme, il Venerdì Santo, la Domenica di Pentecoste, nelle celebrazioni dei santi martiri.

Possono anche essere usati:
Oro --> significa regalità.
              E' impiegato in alcune solennità per sottolinearne l'importanza.
Rosaceo --> stempera il colore viola interrompendo il clima penitenziale; indica gioia per la solennità che si avvicina.
                     E' impiegato nella III domenica di Avvento (detta Gaudete - Gioite); nella IV domenica di Quaresima (detta Laetare - Rallegrati).
Azzurro --> richiama il cielo.
                   E' utilizzato nelle celebrazioni che riguardano la Vergine Maria.

Le festività fisse più importanti

Nell'anno liturgico hanno poi spazio varie celebrazione. Le seguenti festività sono le più importanti, a cui vanno aggiunte le memorie o feste dei santi, del calendario universale, nazionale o locale, ovvero proprie di una famiglia religiosa:

  • 8 dicembre - Immacolata Concezione della b. V. Maria (solennità)
  • 25 dicembre - Natale del Signore (solennità)
  • Domenica fra l'Ottava di Natale o il 30 dicembre - Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe (festa)
  • 1 gennaio - Maria santissima Madre di Dio (solennità)
  • 6 gennaio - Epifania del Signore (solennità)
  • Domenica dopo l'Epifania - Battesimo del Signore (festa)
  • 2 febbraio - Presentazione del Signore (festa - popolarmente chimata Candelora)
  • 19 marzo - San Giuseppe, sposo della b. V. M. (solennità)
  • 25 marzo - Annunciazione del Signore (solennità)
  • Quarantasette giorni prima di Pasqua - Mercoledì delle ceneri
  • Domenica dopo la V settimana di Quaresima - Domenica delle Palme e della Passione del Signore
  • Domenica di Pasqua - Risurrezione del Signore
  • Giovedì della VI settimana di Pasqua - Ascensione del Signore (solennità - in Italia si festeggia la domenica successiva)
  • Domenica VIII di Pasqua - Pentecoste (solennità)
  • I domenica dopo Pentecoste - Santissima Trinità (solennità)
  • Giovedì dopo la I domenica dopo Pentecoste - SS. Corpo e Sangue di Cristo (solennità - più nota con la denominazione latina: Corpus Domini - in Italia si festeggia la II domenica dopo Pentecoste)
  • Venerdì dopo la II domenica dopo Pentecoste - Sacratissimo Cuore di Gesù (solennità)
  • 24 giugno - Natività di san Giovanni Battista (solennità)
  • 29 giugno - Santi Pietro e Paolo, apostoli (solennità)
  • 6 agosto - Trasfigurazione del Signore (festa)
  • 15 agosto - Assunzione della b. V. Maria (solennità)
  • 14 settembre - Esaltazione della Santa Croce (festa)
  • 1 novembre - Tutti i Santi (solennità - popolarmente chimata Ognissanti)
  • 2 novembre - Commemorazione di tutti i fedeli defunti
  • XXXIV domenica del Tempo ordinario - Nostro Signore Gesù Cristo Re dell'Universo (solennità)

 

CALENDARIO  GREGORIANO (... il nostro!)

"Calendario" deriva dal vocabolo latino "kalendae", con il quale i romani chiamavano il primo giorno di ogni mese. Il Kalendarium romano, era il libro usato dai banchieri per annotarvi le somme di denaro date in prestito. Gli interessi venivano pagati dai debitori il primo giorno del mese (appunto, alle kalandae). In seguito, tale vocabolo passò ad indicare la suddivisione dell'anno, cioè il significato che ha oggi.

Il primo calendario ideato si basava sulle fasi lunari; la "settimana" indicava proprio la durata di una fase lunare; il "mese" indicava il periodo compreso tra due plenilluni.  L'anno lunare, però, corrisponde a 354 giorni (perché il mese lunare è di 29 giorni e mezzo).
Il calendario solare dura invece 365 giorni e un quarto: tale differenza  comportò ben presto degli squilibri.
In seguito si preferì utilizzare l'anno solare, che corrisponde a 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 46 secondi circa: è il tempo che la Terra impiega per compiere un giro completo attorno al Sole.

L'antico calendario romano, risalente all'epoca di Romolo, era costituito da 10 mesi, per un totale di 304 giorni (4 mesi di 31 giorni e 6 mesi di 30). Durante il regno di Numa Pompilio, si riformò il calendario adeguandolo all'intero ciclo lunare e suddividendolo in 12 mesi (4 mesi di 31, 7 mesi di 29 e uno di 28 giorni), per un totale di 355 giorni. Si stabilì anche che, ad anni alterni, si inserisse un periodo di 22 o 23 giorni (questi giorni erano chiamati mese mercedonio). Ciò portò ad avere un anno più lungo di quello solare e una grande confusione.

CALENDARIO GIULIANO
Per i motivi sopra indicati, Giulio Cesare nel 46 a.C. realizzò una riforma del calendario.
Venne istituito un calendario legato all'anno solare in cui si contavano 365 giorni e un quarto (6 ore). Per evitare che il quarto di giorno (le 6 ore) creassero dei problemi nell'applicazione del calendario, si stabilì un ciclo comprendente quattro anni, di cui tre composti da 365 giorni, mentre in quarto anno (anno bisestile) di 366; proprio perché quelle 6 ore accumulate nei quattro anni, portavano ad un giorno intero di 24 ore.
Questo calendario, fu chiamato calendario giuliano, in onore proprio di Giulio Cesare.
Anche questo calendario però, risultava impreciso rispetto all'effettiva durata dell'anno solare, il calendario aveva infatti 11 minuti in più; a lungo andare, questa sfasatura di 11 minuti in più creò anche una sfasatura tra stagioni e sole. Si era arrivati a festeggiare la primavera in autunno, nel senso che il calendario indicava che stava per iniziare la primavera, in realtà il sole aveva l'inclinazione dell'autunno!

RIFORMA DEL CALENDARIO
CALENDARIO GREGORIANO

Un po di storia interessante....  (da La vita segreta dei papi, di C. Rendina)
Tutto nasce alla strategia di distinguere chiaramente l'inizio dell'anno ecclesiastico fondato sulla Natività di Gesù e sulla Pasqua, la cui data cade la domenica successiva al plenilunio (luna piena) dell'equinozio primaverile, da quello astrologico di natura equinoziale (21 marzo) e politico-civile (primo gennaio), come definitio nel concilio di Nicea del 325. Nell'ultima sessione del concilio di Trento è stata decisa la riforma del Breviario e del Messale, e si è evidenziato anche il problema di equiparare le disordanze del calendario, ma nulla è stato deciso in concreto, con il nascosto progetto di una revisione del problema a Roma, perché ci si rende conto di un possibile scontro con certe posizioni indiscutibili per la fede cattolica che fanno capo al sistema tolemaico. Si tratta di trovare una soluzione, ricalcolando il calendario stabilito da Giulio Cesare e sovrapponendosi alla tradizione pagana con un precisazione religiosa cattolica, ma anche nel rispetto del carattere civile. Nel 1543 era stato pubblicato un libro importantissimo, il De Revolutionibus di Niccolò Copernico. Lo scienziato era peraltro nell'occhio del ciclone con la sua teoria eliocentrica, cosciente che non sarebbe stata accolta favorevolmente, come infatti avverrà, dopo che per millenni il genere umano ha ritenuto la Terra al centro dell'universo, teoria geocentrica per sostenere la quale la Chiesa fa riferimento alla Bibbia. Copernico comunque compie i suoi calcoli basandosi in parte sulle proprie osservazioni, e in parte su quelle fatte, nel corso dei secoli, dagli astronomi greci ed arabi e riesce ad ottenere misure precise sia dell'anno tropico (anno solare) che dell'anno siderale.
Di queste misure di Copernico, e non della sua teoria, insieme ad altre astronomiche dell'epoca, si fa interprete presso Gregorio XIII, al secolo Ugo Boncompagni, nel 1573 il domenicano Ignazio Danti, che gli dimostra, senza possibilità di dubbio, che dal tempo del concilio di Nicea (325) il calendario è rimasto indietro di dieci giorni rispetto al Sole; il 21 marzo, giorno teorico dell'equinozio, sul quale si gestisce la data della Pasqua, per dettato del concilio di Nicea, il Sole non si trova più sulla linea dell'equinozio, ma lo ha passatyo da ben dieci giorni. E Ignazio Danti per far capire bene al papa il problema, l'11 marzo del 1573 lo conduce nel loggiato che sorge nei Giardini del Vaticano adibito alle osservazioni astronomiche e gli illustra la linea meridiana che ha tracciato sul pavimento del solaio: in marmo bianco, corre parallela alla direzione nord-sud e su di essa si misura l'altezza del sole a mezzogiorno. Il raggio solare filtra da un foro praticato sulla parete sud, proiettando sulla meridiana un disco luminoso; è la dimostrazione che il sole passa sull'equinozio quel giorno, anziché il 21 marzo, alterando il momento esatto della celebrazione della Pasqua secondo le intenzioni del concilio di Nicea. E quella linea retta non verrà cancellata nella costruzione che ingliba l'antico ambiente tra il 1578 e il 1580 ad opera di Ottavio Mascherino con affreschi deel Pomarancio e dei fiamminghi Matteo e Paolo Brill. Viene chiamata la Torre dei Venti e con quell'ambiente che sarà detto la Sala della Meridiana, appunto; e sul soffitto sarà anche fissato l'anemoscopio, il congegno meccanico inventato dal Danti per consentire la misurazione della direzione dei venti e la loro identificazione, anche se il suo meccanismo smetterà di funzionare quasi subito.
Ma la cosa non finisce qui. Gregorio XIII vuole un più ampio consenso a quella teoria e istituisce una commissione presieduta dal gesuita bavarese Cristoforo Clavio. Ne fanno parte anche teologi, matematici e astronomi, tra i queli Luigi e Antonio Giglio, il patriarca dei Siri Ignazio Nemeel, lo spagnolo Pietro Ciacconio e naturalmente Ignazio Danti. A settembre ci si raduna nella vlla Mondragone di Monte Porzio Catone, fatta costruire dal cardinale Marco Sittico Altemps su suggerimento del papa, al quale il cardinale ha reso omaggio inserendo sulla facciata lo stemma papale, il drago della sua famiglia, il Boncompagni. E c'è anche una cappella dedicata a san Gregorio, il nome del papa, con tanto di affreschi fiamminghi su episodi della sua vita. E leggenda vuole che originariamente la villa abbia 365 finestre, premonitrici in qualche modo della riforma del calendario che dal suo interno sarebbe nata.
Riforma che è fruto di un lavoro di nove anni. E che parte dalla illustrazione fatta alla commissione dallo scienziato Luigi Lilio di una elaborazione della soluzone di Copernico e del rilievo fatto dal Danti in un manoscritto purtroppo andato perduto. La sua illustrazione evidenzia che, fino ad allora, tutti gli studiosi (Copernico incluso), erano erroneamente convinti che le diverse misurazioni dell'anno tropico ottenute nei secoli fossero da impurarsi al fatto che l'anno tropico è variabile.
Lilio proponne, pertanto, di servirsi di una valutazione media delle misurazioni dell'anno tropico, e di basarsi sulle Tavole Alfonsine, che, originariamente scritte nel 1252, e aggiornate nel corso degli anni, includono anche la miruzione fatta da Copernico. Il valore medio delle misurazioni dell'anno tropico, chiamato "anno alfonsino", che così viene calcolato, risulta più corto rispetto all'anno giuliano della "centrotrentaquattresima parte di un giorno". Tale valore medio diventa l'anno vera da impiegare, per colmare la differenza esistente con l'anno del calendario giuliano, lungo 365 giorni e 1/4. E quella "134° parte di un giorno" equivale a "un giorno perduto ogni 134 anni giuliani". Lilio approssima peraltro il risultato di 134 moltiplicato 3, ovvero 402, a 400, e conclude che il calendario giuliano perde 3 giorni ogni 400 anni.
I lavori della commissione vanno avanti su questa teoria di Luigi Lilio, morto pochi giorni dopo averla illustrata, e determinano nel gennaio del 1582 la scrittura di un opuscolo scientifico intitolato Compendium novae rationis restituendi kalendarium, ovvero una più particolare illustrazione della teoria di Lilio. Viene precisato che, per mettere d'accordo calendario e Sole, bisogna calcolare l'anno in 365 giorni, 5 ore, 49 minuti e 12 secondi, e che vanno soppressi 10 giorni dell'anno, ovvero facendo diventare 15 marzo il prossimo 5 marzo, il che rimette così in armonia l'anno solare con quello civile, riportando appunto la data dell'quinozio di primavera al 21 marzo. Ma per non ricadere in nuovi errori si prescrive di non considerare bisestili gli anni divisibili per 100, ad eccezione di quelli divisibile per 400.
Il papa è entusiasta del progetto e decide di mettere in pratica il brillante studio del calabrese Luigi Lilio, ma per apportare le necessarie correzioni ritiene opportuno a questo punto comunicare a tutto il mondo il rivoluzionario progeto, inviando il libretto della commissione ai "principi cristiani e alle più celebri università, affinché una cosa che è comune a tutti si facesse col consiglio di tutti", come segnala nel breve di accompagnamento; cosa che viene fatta nel più grande segreto, tanto che gli stessi ambasciatori ignoreranno il nuovo calendario prima che sia approvato dai loro sovrani.
I principi cristiani e le unviersità comunicano al papa il lor assenso al progetto, tenendo presente che è stato redatto da insigni scienziati, e restano in attesa di una definitiva legislazione. Tutto questo per Gregorio XIII cosistuisce un autentico trionfo, ancor prima della stessa adozione del calendario. E finalmente il 24 febbraio 1582 nella grande sala del piano noble della villa Mondragone, ovviamente chiamata in seguito Sala del Calendario, il papa firma la bolla Inter Gravissimas che istituisce il nuovo calendario, secondo le indicazioni già date nel libretto della commissione.
Singolare il fatto che il papa si riservi oltretutto il diritto esclusivo di stampa del nuovo calendario, nonché del nuovo martirologio, che evidentemente ritiene far parte della stessa dottrina controriformista nata nel concilio di Trento, anche se motiva quel diritto per far sì che le copie risultino "incorrotte e libere da mende ed errori". Pertanto precisa che per gli eventuali "stampatori residenti nel territorio soggetto al dominio della Santa Romana Chiesa" è prevista "la pena della perdita dei libri e di una multa di 100 ducati d'oro da pagare alla Camera apostolica", mentre per quelli residenti in qualsiasi parte del mondo è prevista "la scomunica latae sententiae e altre pene da stabilirsi a nostro arbitrio".
La bolla viene affissa alle porte della basilica di San Pietro e a quella della Cancelleria apostolica, e nella piazza di Campo de' Fiori, con annesso il Lunario Nuovo stampato "appresso Vincentio Accolti in Roma", ma ne viene inviata copia a tutti i sovrani della terra, indipendentemente dalla loro religione, evdenziando l'aspetto tutto scientifico della riforma.C'è solo un particolare: l'inizio dell'anno del calendario astronomico coincide ancora con quello liturgico, il 25 dicembre. Questo tabù cadrà solo il 24 dicembre 1691, quando Innocenzo XII stabilità che l'anno del calendario astronomico cominci il primo gennaio, separandolo da quello liturgico.
In ogni caso il nuovo rivoluzionario calendario viene accolto gradatamente dai vari sovrani; i primi fra tutti sono gli italiani, qunidi i cattolici di Francia, Spagna e Portogallo, che adottandolo in ritardo cambiano il 5 ottobre in 14 ottobre, mentre non l'adottano i Paesi riformati e le chiese scimastiche orientali, perché interpretano l'adozione della riforma come un'obbedienza al papa. Questo determina una grande confusione, specialmente in Germania, nel misto di principi cattolici e protestanti. E si solleva la voce critica di Keplero ai primi del 1600 nella sua Lettera a un amico della verità: dichiara che il novo calendario è astronomicamente esatto e pertanto non ci si soppone al papa osservandolo, ma alla verità, perché in problemi del genere bisogna farsi convincere da argomeni scientifici e non teologici.
E gradatamente cadono gli ostacoli. Tra il 1601 e il 1610 adottano il nuovo calendario la Baviera e i principati cattolici della Germania e della Svizzera,  seguiti dalla Prussia; nel 1706 aderirà la Danimarca e sono importanti le adesioni dell'Inghilterra nel 1752 e della Svezia nel 1753. Il Giappone lo adotterà meò 1873, seguito dalla Cina nel 1911; la Bulgaria nel 1917; la Russia comincerà a seguirlo nel 1878, ma l'adozione totale avverrà con il governo sovietico nel 1919. La Romania nel 1919 e la Grecia nel 1923. Mentre la Turchia, legata alla religione islamica, lo metterà in atto solo nel 1927.
Peraltro le Chiese ortodosse russa, serba e di Gerusalemme continueranno a seguire il calendario giuliano: resta in pratica la differenza di 13 giorni tra le festività religiose "fisse" ortodosse e quelle delle altre confessioni cristiane. In fondo la finalità religiosa ha spinto Gregorio XIII a dare unità alla Chiesa cristiana nella celebrazione delle feste non è stata coronata da successo.

Attualmente, nelle relazioni internazionali, il calendario gregoriano è quello maggiormente adottato anche da quelle popolazioni che mantengono un proprio calendario.

ORE - SETTIMANA - MESE

La divisione del giorno in 12 ore è opera dei babilonesi, anche se non si sa di preciso perché scelsero proprio il numero 12.
I nomi dei giorni della settimana si ricollegano ai nomi delle divinità con i quali erano chiamati i pianeti conosciuti in passato (5, oltre il sole e la luna).
Lunedì, deriva da Lunae dies (giorno della luna);
martedì da Martis dies (giorno di Marte);
mercoledì da Mercurii dies (giorno di Mercurio);
giovedì da Jovis dies (giorno di Giove);
venerdì da Veneris dies (giorno di Venere), a cui faceva seguito il "giorno di Saturno" e, dopo ancora, il "giorno del sole" (Solis dies, l'attuale domenica).
Al giorno di Saturno, i Cristiani sostituirono il vocabolo sabato, che deriva dall'ebraico shabbat (cioè giorno di riposo), così il termine "domenica" si ricollega a "dies Dominus", giorno del Signore.
In Gran Bretagna, sabato è rimasto Saturday (giorno di Saturno) e domenica Sunday (giorno del sole).

I nomi dei mesi. Il calendario romano aveva solo 10 mesi e cominciava a marzo. Da questa usanza derivano i nomi settembre (settimo mese), ottobre (ottavo), novembre (nono), dicembre (decimo).
Con la riforma di Numa Pompilio, abbiamo detto che i mesi furono portati a 12, fu introdotto
* gennaio (dal latino Ianuaris, cioè il mese dedicato al dio Ianus, Giano);
* febbraio (dal latino februarius, derivante da "februa" che significava "mezzi di purificazione", anche se non si sa con certezza in cosa consistessero);
* marzo si collega al latino Martius, dedicato cioè al dio Marte, secondo la leggenda Romolo e Remo erano figli di Marte, quindi in suo onore il primo mese dell'anno romano (appunto marzo) era dedicato a lui;
* aprile, deriva dal latino Aprilis, non è ancora chiara l'etimologia corretta;
*
maggio deriva da Maius, cioè Maia, la moglie del dio Vulcano e la madre di Mercurio; questa è comunque solo un'ipotesi;
* giugno deriva dal latino Iunius che, a sua volta, potrebbe derivare da Iunuo, cioè Giunone, la dea dei matrimoni e moglie di Giove;
* luglio da Iulius, cioé Giulio, in onore di Giulio Cesare. Prima della riforma del calendario, da parte di Giulio Cesare appunto, questo mese di chiamava Quintilius, essendo il quinto mese dell'anno (ricorda che l'anno iniziava con Marzo);
* agosto deriva dal latino Augustus; tale denominazione entrò in vigore nell'anno 8 a.C., in onore dell'imperatore Cesare Augusto. Anticamente, questo mese era chiamato Sestilius, cioè sesto.

Curiosità: l'anno 2000 del calendario gregoriano, corrisponde al 1421 per i musulmani (che contano gli anni dall'égira, avvenuta il 16 luglio 622 d.C.) e il 5760 del calendario ebraico!

nLa nascita di Gesù e l'anno zero.
Intorno al IV secolo d.C., il monaco Dionigi il Piccolo cercò di
ordinare il calendario a partire dalla nascita di Gesù, ma commise un errore di calcolo. Secondo lui, infatti, la nascita di Gesù sarebbe avvenuta nell’anno 754 dell’era romana (iniziata con la fondazione di Roma).
L’anno 754 diventò dunque l’”anno zero” per i cristiani.
In realtà, Dionigi si sbagliava. Nel 754, infatti, Erode il Grande era già morto da quattro anni e Gesù, affermano i Vangeli, è nato “al tempo di Erode”. Bisogna allora anticipare la nascita di Gesù di qualche anno e risalire, con buone probabilità, al 747-748 dalla fondazione di Roma.
Gesù sarebbe nato, dunque, 7-6 anni prima di quando pensiamo.
nCosì stando le cose, oggi saremmo non nel 2005, ma nel 2012 o nel 2013.
La morte di Gesù, si fa risalire con una certa sicurezza all'anno 30, il giorno del 15 del mese di Nisa, secondo il calendario ebraico. La data corrisponderebbe al 7 aprile, secondo il nostro calendario.

 

La Pasqua e la determinazione della sua data
Per i Cristiani, la Pasqua è una "festa mobile". La sua data dipende non dal calendario solare, ma da quello solare. La data della Pasqua non coincide con un giorno prestabilito del calendario gregoriano, ma è variabile, all'interno di un periodo che va dal 22 marzo al 25 aprile (inclusi). Fu il primo Concilio, quello di Nicea (anno 325d.C.) che stabilì che la solennità della Pasqua di Resurrezione sarebbe stata celebrata nella domenica seguente il primo plenilunio (quattordicesimo giorno della luna ecclesiastica) che viene dopo l'equinozio di primavera.
Significa che: l'equinozio di primavera avviene il 21 marzo: occorre porre attenzione al primo giorno di luna piena successivo a questo giorno, infatti la domenica successiva a questa prima luna piena sarà la "Domenica di Pasqua".
Una volta fissata la data di Pasqua, si ricava il Mercoledì delle Ceneri, la Pentecoste e tutte le altre date mobili del ciclo pasquale (Ascensione e Pentecoste).

La questione sul metodo di calcolo della data di Pasqua fu molto dibattuta all'interno della Chiesa, sia prima sia dopo il Concilio di Nicea.
Nel corso dei secoli V-VII si affermò (grazie soprattutto all'opera di Dionigi il Piccolo) il metodo di compilare delle tavole delle date di Pasqua, basato sul ciclo diciannovennale di Metone. In pratica, la data di Pasqua era il risultato di un algoritmo che combinava il ciclo di Metone, e quindi il numero d'oro, con il ciclo solare, ottenendo un ciclo di 19 x 28 = 532 anni.
Nel 2008 la domenica di Pasqua sarà il 23 marzo; nel 2009 sarà il 12 aprile e nel 2010 sarà il 4 aprile; nel 2011 la domenica di Pasqua sarà il 24 aprile e nel 2012 sarà come quest'anno l'8 aprile: prima del 2050 la domenica di Pasqua non cadrà più l'8 aprile! In quell'anno la domenica di Pasqua sarà due giorni dopo, il 10 aprile!

L'annuncio della data di Pasqua viene dato ogni anno durante la celebrazione della messa del 6 gennaio, l'Epifania. Anche questo particolare mostra come la Pasqua sia la festa centrale della liturgia cristiana: da essa dipendono quasi tutte le altre feste dell'anno. Purtroppo, una delle differenze ancora presenti tra le diverse confessioni cristiane è la ricostruzione della data del giorno di Pasqua. Non tutte le Chiese orientali, infatti, acettano questa ricostruzione della data e accade sovente che esistano due giorni di Pasqua: uno festeggiato dai cristiani cattolici ed uno festeggiato dai cristiani ortodossi.
Anche per la festa del Natale c'è una differenza nella data di festeggiamento: per i cattolici è sempre il 25 dicembre, per gli ortodossi è sempre il 6 gennaio).

Ecco un prospetto di alcune date relative alle prossime domeniche di Pasqua.
 

Anno Mercoledì delle  Ceneri Luna piena Domenica di Pasqua Domenica di Pentecoste
2009 25 febbraio martedì 9 aprile 12 aprile 31 maggio
2010 17 febbraio martedì 30 marzo 4 aprile 23 maggio
2011 9 marzo lunedì 18 aprile 24 aprile 12 giugno
2012 22 febbraio venerdì 6 aprile 8 aprile 27 maggio
2013 13 febbraio mercoledì 27 marzo 31 marzo 19 maggio
2014 5 marzo martdì 15 aprile 20 aprile 8 giugno
2015 18 febbraio sabato 4 aprile 5 aprile 24 maggio
2016 10 febbraio mecoledì 23 marzo 27 marzo 15 maggio
2017 1 marzo martedì 11 aprile 16 aprile 4 giugno
2018 14 febbraio sabato 31 marzo 1 aprile 20 maggio
2019 6 marzo venerdì 19 aprile 21 aprile 9 giugno
2020 26 febbraio mercoledì 8 aprile 12 aprile 31 maggio
2021   domenica 28 marzo    
2022   sabato 16 aprile    
2023   giovedì 6 aprile