Prima di
affrontare il discorso del DECALOGO
(Decalogo, dal greco deca=10
e logos= parole, frasi,...) o 10 COMANDAMENTI, facciamo
un'analisi dei due testi biblici, presenti in Esodo (capitolo
20) e in Deteuronomio (capitolo)| ESODO (20, 2-17) |
DEUTERONOMIO (5,6-21) |
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[2] Io
sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dalla
terra d'Egitto, in schiavitù: [4] Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. [5] Non
ti prostrerai davanti a loro e non li servirai.
Perché io, il Signore, sono il tuo Dio, un Dio geloso, che
punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta
generazione, per coloro che mi odiano, [7] Non pronuncerai invano il nome del Signore, tuo Dio, perché il Signore non lascerà impunito chi pronuncia il suo nome invano. [8] Ricordati
del giorno di sabato per santificarlo: [11] Perché in sei giorni il Signore ha fatto il cielo e la terra e il mare e quanto è in essi, ma si è riposato il giorno settimo. Perciò il Signore ha benedetto il giorno di sabato e lo ha dichiarato sacro. [12] Onora tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che ti dà il Signore, tuo Dio. [13] Non uccidere. [14] Non commettere adulterio. [15] Non rubare. [16] Non pronunciare falsa testimonianza contro il tuo prossimo. [17] Non desiderare la casa
del tuo prossimo. |
[6] Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese di Egitto, dalla condizione servile. [7] Non avere altri dèi di fronte a me. [8] Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù in cielo, né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. [9] Non
ti prostrerai davanti a quelle cose e non le servirai.
Perché io il Signore tuo Dio sono un Dio geloso, che punisce
la
colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione per
quanti mi odiano, [11] Non pronunciare invano il nome del Signore tuo Dio perché il Signore non ritiene innocente chi pronuncia il suo nome invano. [12] Osserva il giorno di sabato per santificarlo, come il Signore Dio tuo ti ha comandato. [13] Sei
giorni faticherai e farai ogni lavoro, [15] Ricordati che sei stato schiavo nel paese d'Egitto e che il Signore tuo Dio ti ha fatto uscire di là con mano potente e braccio teso; perciò il Signore tuo Dio ti ordina di osservare il giorno di sabato. [16] Onora tuo padre e tua madre, come il Signore Dio tuo ti ha comandato, perché la tua vita sia lunga e tu sii felice nel paese che il Signore tuo Dio ti dà. [17] Non uccidere. [18] Non commettere adulterio. [19] Non rubare. [20] Non pronunciare falsa testimonianza contro il tuo prossimo. [21] Non desiderare la moglie del tuo prossimo. Non desiderare la casa del tuo prossimo, né il suo campo, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né il suo asino, né alcuna delle cose che sono del tuo prossimo. |
L'Ebraismo, ovviamente adotta il Decalogo, ma Maimonide ha lavorato
molto per controllare esattamente quale dei comandamenti scritti nella
Torah (il nostro Pentateuco) può essere considerato fissato,
rispetto ai comandi
che Dio ha dato in vari punti della Torah ma che si riferiscono ad
azioni particolari compiute una sola volta.Lui utilizza un insieme di 14 regole (shorashim)
per determinare
l'inclusione nella lista. Maimonide ha fatto alcune considerazioni ed
ha sostituito alcuni dei punti della lista con altri.
La sua lista comprende 613 comandamenti.
Sette
precetti noachidi. Sempre riguardo all'ebraismo, sono
importanti i "Sette precetti noachidi". Secondo
l'ebraismo
infatti Dio , prima della Toràh, diede al mondo leggi che
tutti i
popoli devono seguire se vogliono considerarsi civili. Pochi lo
sanno perché le fonti
piu’ antiche in cui si faccia menzione di queste leggi sono
quelle talmudiche, fonti orali che si cominciarono a trascrivere solo
all'inizio dell'era volgare: la Toseftà (discussione
rabbinica)
attribuita a Chiya bar Abbà, nato verso il 160 d.C., è il
primo libro di halachà a delineare le sette leggi. Secondo
l’insegnamento dei rabbini del Talmud, queste sette leggi non
solo in realtà sono sette regole, ma ognuna di esse
comprende un
intero ambito di leggi che vengono codificate in 66 precetti. Sono
cioè sette canoni che riguardano il vivere e il convivere
civile. Non bisogna cadere nell’equivoco di confrontare i 613
precetti per gli ebrei con i sette precetti noachidi, perchè
da
un lato abbiamo 613 precetti particolari comprendenti anche leggi su
purità e ritualità che gli ebrei devono seguire
per
svolgere il lavoro al Bet Hamikdash, mentre i 66 precetti noachidi
riguardano i rapporti umani e le relazioni sociali. Si dice che ci sia
stato il diluvio universale perchè gli uomini avevano
disatteso
queste leggi e Noè, subito dopo il diluvio, le abbia
codificate.
Tali norme dunque sono state istituite agli albori della
civiltà
e sono le prime operanti nel mondo. Secondo la datazione che si ottiene
dalla Toràh, il codice di Hammurabi, quello ittita e i codici
assiri sono tutte leggi posteriori, e tutte si rifanno in parte alle
leggi di Noè. Ricordiamoci che Hammurabi visse circa
all'epoca
di Abramo, cioè dieci generazioni dopo Noè.
Ecco, in breve, le leggi "noachidi" con alcune derivazioni:
1)
Non commettere furti
Non
commettere rapina. Non spostare una pietra confinaria.
Non frodare. Non rifiutare di pagare una somma dovuta. Non far pagare
un prezzo eccessivo. Non concupire. Non desiderare la roba
d’altri. Il lavorante non mangi e non porti a casa il frutto
del
suo lavoro. Non rapire. Non fare uso di falsi pesi e misure. Non
possedere falsi pesi e misure.
2)
Costituire tribunali
Si
nominino giudici e guardie in ciascuna città. Si
trattino le parti in causa imparzialmente di fronte alla legge. Si
verifichi con diligenza la testimonianza di un teste. Non vi sia
deliberata cattiva amministrazione della giustizia da parte della
Corte. Non accetti il giudice somme o doni da una della parti in causa.
Non favorisca il giudice la parte in causa che sia povera, per
compassione. Non oda il giudice una delle parti in causa in assenza
dell’altra. Non vi sia discriminazione da parte del giudice
nei
confronti dello straniero e dell’orfano. Non venga nominato
un
giudice che abbia scarsa conoscenza della legge. La Corte non metta a
morte un innocente. Non si incrimini alcuno sulla base di prove
indiziarie. Nessuno faccia giustizia da sè, uccidendo
l’esecutore di un delitto capitale. Sia resa testimonianza
presso
la Corte. Non si faccia falsa testimonianza.
3)
Non commettere omicidio
Mettere
in salvo una persona perseguitata. Non restare
impassibili davanti al sangue di colui che si potrebbe salvare da
pericolo mortale.
4)
Non avere rapporti sessuali illeciti
Un
uomo non deve avere rapporti sessuali nè con sua
madre, nè con la sorella della madre, nè con un
altro
uomo, nè con la moglie di un altro uomo. Nè
l’uomo
nè la donna devono accoppiarsi con le bestie. Non si deve
indulgere in comportamenti provocanti che possano condurre a
un’unione proibita. Non sia castrato alcun maschio,
nè
uomo nè animale.
5)
Non smembrare un animale vivo
Non
ci si cibi della parte staccata di un animale vivo. Non
ci si cibi di un animale smembrato da vivo, anche se è ormai
morto. Non si deve commettere crudeltà verso gli animali.
Non si
deve rimanere insensibili di fronte alla crudeltà di altri
verso
gli animali. Non si deve bere il sangue di alcun animale, nè
uccidere
animali per scopo ludico o sportivo. Non si deve rimanere insensibili
di fronte alla preparazione del proprio cibo.
6)
Non commettere idolatria
Non
si nutra il pensiero che esista altra divinità al
di fuori del Signore. Non si intagli immagine alcuna. Non si facciano
idoli per uso altrui. Non ci si inchini davanti a un idolo e non si
facciano libagioni o sacrifici, nè si bruci incenso davanti
a un
idolo. Non si facciano passare i figli attraverso il fuoco del culto
del Moloch. Non si pratichi l’Ov e
l’Iddeonì,
cioe’ non si pratichino certe forme di magia.
7)
Non bestemmiare
Non
profanare il nome di Dio.
Da quanto leggiamo nelle leggi di Noè, possiamo dedurre che queste leggi pongono il noachismo e l'ebraismo su un piano paritario, il che garantisce a tutti i popoli di entrare nel novero dei giusti, e di avere il diritto al Mondo a Venire.
Codice di Hammurabi.
Il
codice, in
282 leggi, è redatto su 3600 colonne orizzontali in
scrittura cuneiforme
e 49 verticali e
riporta molte attinenze con le Tavole della Legge che il Signore diede
a Mosè sul monte Sinai, secondo la Bibbia. Vediamo qui alcuni
passi del codice di Hammurabi:
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- Non
commettere rapina. - Non frodare. - Non concupire. - Non desiderare la roba d’altri. - Non rapire. - Non si faccia falsa testimonianza. - Un uomo non deve avere rapporti sessuali nè con sua madre, nè con la sorella della madre, nè con un altro uomo, nè con la moglie di un altro uomo. Nè l’uomo nè la donna devono accoppiarsi con le bestie. Non si deve indulgere in comportamenti provocanti che possano condurre a un’unione proibita. Non sia castrato alcun maschio, nè uomo nè animale. - Non si nutra il pensiero che esista altra divinità al di fuori del Signore. Non si intagli immagine alcuna. Non si facciano idoli per uso altrui. Non ci si inchini davanti a un idolo e non si facciano libagioni o sacrifici, né si bruci incenso davanti a un idolo. Non si facciano passare i figli attraverso il fuoco del culto del Moloch. - Non profanare il nome di Dio (...) |
innegabile a questo punto l’incredibile somiglianza che c’è tra le varie raccolte di leggi.
Il
libro dei defunti degli Egizi| Non ho commesso ingiustizie Non ho rubato esercitando violenza Non ho commesso atti violenti Non ho rubato Non ho ucciso né uomo né donna Non ho agito in modo ingannevole Non ho rubato oggetti di proprietá divina Non ho pronunciato il falso Non ho pronunciato malvagità Non ho attaccato altri Non ho violato la donna d'altri Non ho commesso peccato contro la purezza Non ho intimorito altri Non ho vissuto nella rabbia Non ho finto sorditá alle parole giuste e veritiere Non ho incoraggiato conflitti Non ho abusato d'altri Non ho espresso giudizi affrettati Non ho contaminato le acque Non non stato insolente Non ho perseguito alcuna distinzione |
Non ho detto il falso Non ho commesso razzie Non ho rubato Non ho ucciso uomini Non ho commesso slealtà Non ho sottratto le offerte al dio Non ho detto bugie Non ho sottratto cibo Non ho disonorato la mia reputazione Non ho commesso trasgressioni Non ho ucciso tori sacri Non ho commesso spergiuro Non ho rubato il pane Non ho origliato Non ho parlato male di altri Non ho litigato se non per cose giuste Non ho commesso atti omosessuali Non ho avuto comportamenti riprovevoli Non ho spaventato nessuno Non ho ceduto all'ira Non sono stato sordo alle parole di verità Non ho arrecato disturbo Non ho compiuto inganni Non ho avuto una condotta cattiva Non mi sono accoppiato (con un ragazzo) Non sono stato negligente Non sono stato litigioso Non sono stato esageratamente attivo Non sono stato impaziente Non ho commesso affronti contro l'immagine di un dio Non ho mancato alla mia parola Non ho commesso cose malvagie Non ho avuto visioni di demoni Non ho congiurato contro il re Non ho proceduto a stento nell'acqua Non ho alzato la voce Non ho ingiuriato dio Non ho avuto dei privilegi a mio vantaggio Non sono ricco se non grazie a ciò che mi appartiene Non ho bestemmiato il nome del dio della città |
BUDDHISMO:
osserviamo i cinque comandamenti del Buddhismo.
Se analizziamo lo SHINTOISMO
troviamo che non c’è
uno codice morale preciso; esiste invece
l’autocoscienza. L’uomo, per sua natura, sente in
ogni
momento ciò che deve fare. La vita è sentita
positivamente. Solo la morte, la sofferenza,
l’infedeltà
sono valutati negativamente ed evitati come cattivi. Non esiste quindi
senso di colpa. La virtù che conta è il senso
dell’onore. Tra i più alti ideali : la
fedeltà ai
propri doveri, all’imperatore, ai superiori, il non
disturbare il
gruppo , la famiglia, la società.