SIDDHARTA GAUTAMA
fondatore fu Gautama
Siddharta, personaggio nato, secondo dati comunque molto incerti, nel
563 a.C. a Kapilavatsu, nell'India settentrionale. Raggiungere il Nirvana significa raggiungere
l'estinzione di ogni desiderio e la libertà da ogni
forma di condizionamento materiale e psicologico: ottenuta questa
liberazione interiore, il saggio prosegue il cammino della sua esistenza
terrena liberandosi gradualmente dal carico del karma
(premio/punizione per le proprie azioni e quindi reincarnazione in corpi di
animali, uomini, demoni, divinià) che lo lega al corpo materiale e
preparando la strada alla liberazione definitiva, la condizione del
parinirvana, il nirvana definitivo, l'annientamento totale che coincide
con la morte. I membri delle comunità di monaci (bonzi) hanno proprio questa
meta; gli altri fedeli devono rassegnarsi all'accumulo di meriti che
derivano dall'osservanza dei cinque precetti: in questo modo potranno
reincarnarsi finalmente nella condizione di monaco per compiere poi il passo
decisivo verso la liberazione.
DOTTRINA
Scopo della dottrina di Siddharta non era quello di fondare una nuova
religione. Egli era un induista, il suo obiettivo era
l'annullamento del dolore
(inteso come fatica delle rinascite ed anche come insieme delle grandi
delusioni dell'uomo); l'Induismo non poteva rispondere a questo
desiderio di annullamento del dolore a causa della sua accettazione
"passiva" del dolore.
Il Nobile Ottuplice Sentiero comprende otto
sentieri che, se seguiti
tutti e otto, porteranno al raggiungimento di uno stato di vita
distaccato da tutto e da tutti, quindi privo di desideri. L'Ottuplice
Sentiero è relativo alle tre dimensioni fondamentali della
vita umana: la moralità, la concentrazione, la saggezza.
Questi sentieri sono:
Moralità:
1. retta
parola (dire la
verità, usare parole che diffondono amore e amicizia, usare
un tono cortese, non dire sciocchezze);
2. retta
azione (non uccidere, non
rubare, non avere relazioni sessuali illegittime, rendere felici gli
altri);
3. retta
vita (non svolgere
attività in contrasto con l'insegnamento del Buddha).
Concentrazione:
4.
retto
sforzo (per eliminare il
male, per suscitare in tutti buone tendenze e qualità)
5. retto
ricordo (per richiamare alla
memoria che la fonte del dolore sono la
mutevolezza del mondo e le
pretese dell'Io)
6. retta
concentrazione (per favorire
il raccoglimento necessario a conseguire il Nirvana)
Saggezza:
7. retta
comprensione (per capire le
Nobile Verità)
8. retto
pensiero (per coltivare
pensieri di benevolenza e compassione per tutti e per distaccarsi dalle
passioni).
Il Sentiero
insegna l'assoluta sincerità e la benevolenza della parola,
l'onestà e l'altruismo delle azioni, la tensione di una
meditazione continua (sempre ricordando che l'esistenza è
soltanto dolore e illusione), l'eliminazione dell'odio e
dell'ingiustizia innanzi tutto in se stessi.
Simbolo
del Buddhismo è proprio una ruota ad otto bracci, ognuno
rappresenta uno degli otto sentieri del Nobile Sentiero.
Seguendo l'Ottuplice Sentiero si può raggiungere il Nirvana,
inteso non solo come liberazione dell'anima dalle rinascite dopo la
morte, ma anche come pace e serenità imperturbabile, assenza
di dolore.
Anche con la morte si entra nel Nirvana, la "calma
perfetta", somma
beatitudine, "felicità totale" che interrompe la
necessità delle reincarnazioni, anche se non si è
ancora perfetti.
Questo fin qui presentato è il Buddhismo inziale, in cui
Siddharta (Buddha) non ha mai negato l'esistenza di Dio, ma non ne ha
mai neanche parlato e non si è mai presentato come un
profeta di qualche divinità. La sua ossessione era la
liberazione dal dolore. In questo
senso il
Buddhismo non può essere considerato una "religione"
propriamente detta, dal
momento cha la religione è l'incontro tra l'uomo e Dio.
Gli insegnamenti di Siddahrta, diversi secoli dopo la sua morte, furono
raccolti in due canoni, denominati in base alle scritture usate, pali
e sanscrito.
Nel canone pali che è vastissimo, sono contenute le Regole
dell'ordine buddhista, i discorsi e la dottrina del Buddha, commenti e
approfondimenti della dottrina stessa.
In seguito, da questo
tipo di Buddhismo si svilupperà un
Buddhismo che può essere considerato più
propriamente una religione.
Infatti, intorno l 600 d.C., si sono stabilite tre grandi correnti
("veicoli") buddhiste:
il
Piccolo
Veicolo (Hinayana o Thera-Vada) rigorista e austero;
è il Buddhismo più antico. Questo è
fedele all'insegnamento del Buddha; non crede in alcun aiuto a sostegno
dello sforzo individuale di liberazione dalle passioni per raggiungere
la salvezza (nirvana); non accetta che il Buddha sia considerato
divinità e che gli si attribuiscano atti di culto. Questa scuola si
considera custode di quei testi sacri del buddhismo che, trasmessi oralmente
dapprima e redatti in forma scritta intorno al I secoloa.C., costituirebbero
secondo la tradizione, il resoconto fedele delle parole di Buddha, riguardo
ad argomenti disciplinari e dottrinali. Si tratta dei
Tripitaka (=tre canestri), divisi in:
Sutta pitaka (raccolta di discorsi, a sua
volta suddiviso in cinque sottosezioni); Vinaya
pitaka, (codice di disciplina monastica)
Abhidhamma pitaka (scritti di natura
filosofica). Monaci e monache devono osservare una disciplina composta da
227 regole, presenti nel Vinaka pitaka, accompagnate ciascuna da un
racconto che ne illustra l'origine e lo scopo, e dalla minaccia della
punizione prevista per chi osi infrangerle.
il Grande
Veicolo (Mahayana) di più ampie visioni. Qui Buddha viene
onorato come Dio, così come i "maestri" che hanno raggiunto
la "buddhità" (santità), cioè lo stato
di "risvegliato" e che sono particolarmente saggi e benevolenti. Questi
sono considerati protettori, esempi efficaci di vita e di dottrina per
raggiungere il Nirvana, anche se alcuni rinunciano volontariamente al
Nirvana per salvar il maggior numero di persone: questi maestri sono
chiamati "bodysattva". Questo buddhismo mahayana, anche grazie ai
continui contatti con il Cristianesimo, è molto attento ai
problemi e alle sofferenze di altri uomini e popoli. Sono considerati
principio irrinunciabili (generosità verso tutti,
onestà e astensione da imbrogli e furti, pazienza verso
tutti (nemici compresi), coraggio, contemplazione e saggezza,
non-violenza, verità nel parlare, astensione dalle bevande
alcoliche, pratica dell'elemosina).
il Veicolo
del Diamante (Vajarayana) che si rifà agli insegnamenti
segreti di Buddha.
Il modo migliore di essere
buddhisti è il monachesimo:
è l'istituzione che ha garantito la conservazione e
l'interpretazione dei libri sacri. Con Sddharta e il monachesimo
buddhista, di fatto verrano abolite le caste induiste. I monaci
buddhisti (bonzi), uomini e donne, conducono una vita molto
rigorosa. I monaci sono tenuti ad osservare un elevato numero di regole
di vita, ed inoltre devono: fare vita in comune, amare la
povertà, chiedere l'elemosina, osservare una rigida dieta
vegetariana, praticare la castità, avere simpatia amichevole
verso tutti.
Il Buddhismo ha cinque importanti precetti:
non
uccidere
non rubare
non praticare una sessualità disordinata
non mentire
non prendere sostanze inebrianti.
Buddhismo e Cristianesimo. Condivisione di
valori. |
Buddhismo
e Cristianesimo. Divergenze di vedute. |
| Promozione dell'unità fra gli uomini (della pace, della giustizia, della solidarietà) | Obiettivo dell'esistenza è la comunione con Dio per i cristiani; il nirvana per il buddhismo. |
| Scelte morali espresse dall'osservanza delle 5 regole e dall'Ottuplice Sentiero | L'esistenza è positiva; per il buddhismo la realtà terrena è illusione e dolore. |
| Distacco da passioni egoistiche e dai beni materiali | Dolore e sofferenza sono rifiutati dal Buddhismo; è mezzo di maturazione e di crescita spirituale per i Cristiani. |
| Rispetto per ogni forma di vita |