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SIDDHARTA GAUTAMA
Il Buddhismo nasce all'interno dell'Induismo, nel VI secolo avanti Cristo;
Gotama Siddhartafondatore fu Gautama Siddharta, personaggio nato, secondo dati comunque molto incerti, nel 563 a.C. a Kapilavatsu, nell'India settentrionale.
E' difficile narrare la vita di Siddharta, in quanto i suoi discepoli hanno tramandato una biografia leggendaria ed edificante. Egli diffuse il suo insegnamento criticando alcuni principi fondamentali dell'induismo, come il valore dei sacrifici e l'autorità del brahmani e, di conseguenza, l'intero sistema delle caste.
Momento importante della sua fu la "Notte dell'illuminazione", a 35 anni, 6 anni dopo  aver lasciato moglie e figlio per iniziare un periodo di revisione di vita. La sua dottrina la espose nel famoso "Discorso di Benares": in esso Siddharta proclamò le "Quattro Nobili Verità", il nucleo essenziale della sua dottrina.
Siddharta fu proclamato poi il Buddha, cioè l'"illuminato" proprio per la scoperta di queste "quattro verità  fondamentali".

1. tutto è dolore (dukka) nell'esperienza umana, il dolore è infatti universale ("la nascita è dolore, la vecchiaia è dolore, la morte è dolore; l'unione con quel che dispiace è dolore, la separazione da ciò che piace è dolore, il non ottenere ciò che si desidera è dolore: dolore, in una parola, sono i cinque elementi dell'esistenza individuale");
2. l'origine del dolore è il desiderio che tormenta il cuore umano ("essa è quella sete che è causa di rinascita, che è congiunta con la gioia e col desiderio, che trova soddisfazione qua e là; la sete di piacere, sete di esistenza, sete di prosperità") e l'attaccamento alla persone e alle cose, alla vita stessa.
3. se si sopprimono i desideri, la gioia di vivere, le passioni si può
eliminare il dolore ("è la soppressione di questa sete, annientando completamente il desiderio, il bandirla, il reprimerla, il liberarsi da essa, il distaccarsene").
4. seguendo il Nobile Ottuplice Sentiero si può raggiungere il distacco assoluto, si può raggiungere la soppressione dei desideri e, quindi, si può eliminare il dolore dalla propria vita: si raggiunge il Nirvana

Raggiungere il Nirvana significa raggiungere l'estinzione di ogni desiderio e la libertà da ogni forma di condizionamento materiale e psicologico: ottenuta questa liberazione interiore, il saggio prosegue il cammino della sua esistenza terrena liberandosi gradualmente dal carico del karma (premio/punizione per le proprie azioni e quindi reincarnazione in corpi di animali, uomini, demoni, divinità) che lo lega al corpo materiale e preparando la strada alla liberazione definitiva, la condizione del parinirvana, il nirvana definitivo, l'annientamento totale che coincide con la morte. I membri delle comunità di monaci (bonzi) hanno proprio questa meta; gli altri fedeli devono rassegnarsi all'accumulo di meriti che derivano dall'osservanza dei cinque precetti: in questo modo potranno reincarnarsi finalmente nella condizione di monaco per compiere poi il passo decisivo verso la liberazione.


DOTTRINA

Scopo della dottrina di Siddharta non era
quello di fondare una nuova religione. Egli era un induista, il suo obiettivo era l'annullamento del dolore (inteso come fatica delle rinascite ed anche come insieme delle grandi delusioni dell'uomo); l'Induismo non poteva rispondere a questo desiderio di annullamento del dolore a causa della sua accettazione "passiva" del dolore.

 Il Nobile Ottuplice Sentiero comprende otto sentieri che, se seguiti tutti e otto, porteranno al raggiungimento di uno stato di vita distaccato da tutto e da tutti, quindi privo di desideri. L'Ottuplice Sentiero è relativo alle tre dimensioni fondamentali della vita umana: la moralità, la concentrazione, la saggezza. Questi sentieri sono:
Moralità:
 1. retta parola (dire la verità, usare parole che diffondono amore e amicizia, usare un tono cortese, non dire sciocchezze);
2. retta azione (non uccidere, non rubare, non avere relazioni sessuali illegittime, rendere felici gli altri);
 3. retta vita (non svolgere attività in contrasto con l'insegnamento del Buddha).
Loto: simbolo della purezza nel BuddhismoConcentrazione:
4. retto sforzo (per eliminare il male, per suscitare in tutti buone tendenze e qualità)
5. retto ricordo (per richiamare alla memoria che la fonte
del dolore sono la mutevolezza del mondo e le pretese dell'Io)
6. retta concentrazione (per favorire il raccoglimento necessario a conseguire il Nirvana)
Saggezza:
7. retta comprensione (per capire le Nobile Verità)
8. retto pensiero (per coltivare pensieri di benevolenza e compassione per tutti e per distaccarsi dalle passioni).

Il Sentiero insegna l'assoluta sincerità e la benevolenza della parola, l'onestà e l'altruismo delle azioni, la tensione di una meditazione continua (sempre ricordando che l'esistenza è soltanto dolore e illusione), l'eliminazione dell'odio e dell'ingiustizia innanzi tutto in se stessi.
Sacra Ruota: simbolo del BuddhismoSimbolo del Buddhismo è proprio una ruota ad otto bracci, ognuno rappresenta uno degli otto sentieri del Nobile Sentiero.

Seguendo l'Ottuplice Sentiero si può raggiungere il Nirvana, inteso non solo come liberazione dell'anima dalle rinascite dopo la morte, ma anche come pace e serenità imperturbabile, assenza di dolore.
Anche con la morte si entra n
el Nirvana, la "calma perfetta", somma beatitudine, "felicità totale" che interrompe la necessità delle reincarnazioni, anche se non si è ancora perfetti.
Questo fin qui presentato è il Buddhismo iniziale, in cui Siddharta (Buddha) non ha mai negato l'esistenza di Dio, ma non ne ha mai neanche parlato e non si è mai presentato come un profeta di qualche divinità. La sua ossessione era la liberazione dal dolore. In questo senso il Buddhismo non può essere considerato una "religione" propriamente detta, dal momento cha la religione è l'incontro tra l'uomo e Dio.
Gli insegnamenti di Siddahrta, diversi secoli dopo la sua morte, furono raccolti in due cànoni, denominati in base alle scritture usate, pali e sanscrito. Nel canone pali che è vastissimo, sono contenute le Regole dell'ordine buddhista, i discorsi e la dottrina del Buddha, commenti e approfondimenti della dottrina stessa.

In seguito, da questo tipo di Buddhismo si svilupperà un Buddhismo che può essere considerato più propriamente una religione. 
Infatti, intorno l 600 d.C., si sono stabilite tre grandi correnti ("veicoli") buddhiste:
 il Piccolo Veicolo (Hinayana o Thera-Vada) rigorista e austero; è il Buddhismo più antico. Questo è fedele all'insegnamento del Buddha; non crede in alcun aiuto a sostegno dello sforzo individuale di liberazione dalle passioni per raggiungere la salvezza (nirvana); non accetta che il Buddha sia considerato divinità e che gli si attribuiscano atti di culto. Questa scuola si considera custode di quei testi sacri del buddhismo che, trasmessi oralmente dapprima e redatti in forma scritta intorno al I secolo a.C., costituirebbero secondo la tradizione, il resoconto fedele delle parole di Buddha, riguardo ad argomenti disciplinari e dottrinali. Si tratta dei Tripitaka (=tre canestri), divisi in: Sutta pitaka (raccolta di discorsi, a sua volta suddiviso in cinque sottosezioni); Vinaya pitaka, (codice di disciplina monastica) Abhidhamma pitaka (scritti di natura filosofica). Monaci e monache devono osservare una disciplina composta da 227 regole, presenti nel Vinaka pitaka, accompagnate ciascuna da un racconto che ne illustra l'origine e lo scopo, e dalla minaccia della punizione prevista per chi osi infrangerle.

il Grande Veicolo  (Mahayana) di più ampie visioni. Qui Buddha viene onorato come Dio, così come i "maestri" che hanno raggiunto la "buddhità" (santità), cioè lo stato di "risvegliato" e che sono particolarmente saggi e benevolenti. Questi sono considerati protettori, esempi efficaci di vita e di dottrina per raggiungere il Nirvana, anche se alcuni rinunciano volontariamente al Nirvana per salvar il maggior numero di persone: questi maestri sono chiamati "bodysattva". Questo buddhismo mahayana, anche grazie ai continui contatti con il Cristianesimo, è molto attento ai problemi e alle sofferenze di altri uomini e popoli. Sono considerati principio irrinunciabili : generosità verso tutti, onestà e astensione da imbrogli e furti, pazienza verso tutti - nemici compresi-, coraggio, contemplazione e saggezza, non-violenza, verità nel parlare, astensione dalle bevande alcoliche, pratica dell'elemosina.

il Veicolo del Diamante (Vajarayana) che si rifà agli insegnamenti segreti di Buddha.

Monaco buddhistaIl modo migliore di essere buddhisti è il monachesimo: è l'istituzione che ha garantito la conservazione e l'interpretazione dei libri sacri. Con Siddharta e il monachesimo buddhista, di fatto verranno abolite le caste induiste. I monaci buddhisti (bonzi), uomini e donne, conducono una vita molto rigorosa. I monaci sono tenuti ad osservare un elevato numero di regole di vita, ed inoltre devono: fare vita in comune, amare la povertà, chiedere l'elemosina, osservare una rigida dieta vegetariana, praticare la castità, avere simpatia amichevole verso tutti.

Il Buddhismo ha cinque importanti precetti:
non uccidere
non rubare
non praticare una sessualità disordinata
non mentire
non prendere sostanze inebrianti (ubriacanti).

Buddhismo e Cristianesimo. Condivisione di valori. Buddhismo e Cristianesimo.
Divergenze di vedute.
Promozione dell'unità fra gli uomini (della pace, della giustizia, della solidarietà) Obiettivo dell'esistenza è la comunione con Dio per i cristiani; il nirvana per il buddhismo.
Scelte morali espresse dall'osservanza delle 5 regole e dall'Ottuplice Sentiero L'esistenza è positiva per i cristiani; per il buddhismo la realtà terrena è solo illusione e dolore.
Distacco da passioni egoistiche e dai beni materiali Dolore e sofferenza sono rifiutati dal Buddhismo; è invece mezzo di maturazione e di crescita spirituale per i Cristiani.
Rispetto per ogni forma di vita


Nel 1950 è nata in Sri Lanka la Federazione Mondiale dei Buddhisti, che promuove la diffusione degli scritti di Buddha e l'espansione missionaria anche fuori dall'Asia. C'è da dire che non è comunque possibile parlare di Buddhismo in senso pieno, perché in ogni stato in cui si è diffuso ha assunto forme con differenze molto marcate tra di loro.

Nel Tibet il Buddhismo è chiamato Lamaismo (dal termine tibetano lama, cioè maestro). E' una dottrina mista tra Buddhismo Mahayana ed elementi religiosi locali. Ha avuto una diffusione in tre periodi. Nel terzo periodo visse il riformatore Tsong-Kha-pa (1357-1419) che fondò la scuola dei berretti gialli alla quale appartiene anche la serie dei dalai lama (oceanico maestro). Ognuno di questi lama fu ritenuto la reincarnazione del lama precedente (e la manifestazione in terra di Buddha e Bodhisattva) e divenne il governatore spirituale e temporale del Paese. Nel 1959 il Dalai-lama, guida e capo del Buddhismo Tibetano, con centro a Laza, appunto nel Tibet, dovette fuggire davanti all'invasione cinese insieme a migliaia di civili tibetani e a numerosi altri lama. Da allora essi vivono in esilio soprattutto in India, ma anche in Nepal e altrove.
Il Dalai-lama è autorità religiosa e politica insieme; il panchen-lama è autorità solamente religiosa.
I lama, nella loro funzione, hanno carattere sacerdotale e hanno l'obbligo di osservare 250 regole disciplinari.
Interessanti due film sul Buddhismo: "Il Piccolo Budda" e "Sette anni in Tibet".
Il primo, con dei flash-back racconta la storia di Gotama Siddharta e la ricerca della reincarnazione del nuovo dalai lama; il secondo racconta anche l'invasione del Tibet da parte della Cina.

Numero di fedeli delle varie religioni