PROTESTANTESIMO
C'è
quindi una distorsione di
fondo quando si parla della Riforma Protestante. Un po' come succedeva
alle navi della fine del 1800: vedevano in lontananza un iceberg e non
si preoccupavano, poco dopo affondavano perché avevano
sbattuto
proprio contro quell'iceberg! Non si erano ancora resi conto che il
ghiaccio che
vedevano in superficie era solo una piccolissima parte della vera
montagna di ghiaccio; il problema non era quello che si vedeva, ma
tutto quello che ancora non si vedeva.
Storicamente, alla fine
del 1300 e agli inizi del 1400 la Chiesa stava attraversando
una grave crisi: addirittura erano stati eletti contemporaneamente tre
papi. Si discuteva quindi dell'autorità del Papa,
cioè ci
si domandava se l'autorità spettasse tutta completamente al Papa,
oppure al Papa insieme ai cardinali o al Papa insieme al concilio
(questo aspetto è conosciuto come
conciliarismo).
L'età del
Rinascimento, almeno dopo la morte di papa Paolo II nel 1471, nonostante le
splendide apparenze, costituisce uno dei periodi più oscuri del papato: allo
splendore culturale e civile si contrappone la mancanza di un autentico spirito
religioso al vertice della gerarchia ecclesiastica.
La curia viveva in un lusso fastoso: ogni cardinale aveva la sua corte
sontuosa, con palazzi e ville dentro e fuori Roma. Questo tenore di
vita
esigeva naturalmente forti spese, alle quali si faceva fronte con vari mezzi: cumulo
dei benefici (i cardinali avevano spesso il governo di parecchie
diocesi, dalle quali erano abitualmente lontani); vendita di uffici,
che giunse al culmine sotto Innocenzo VIII; aumento di tasse;
concessione di indulgenze a scopo di lucro. Il sistema
continuava ad ogni gradino della scala: gli acquirenti degli uffici si
rifacevano a danno dei loro clienti delle spese sostenute, vendendo
bolle e falsificando numerosi documenti. A Roma si ripeteva con
sarcasmo: "Il Signore non vuole la
morte del peccatore, ma che viva e
paghi". Tuttavia non mancavano nel popolo, nemmeno in quest'epoca,
autentici
santi, ma - questa volta - il cattivo esempio veniva proprio dall'alto.
Da qui, il passo verso gli
altri suoi princìpi fu semplice.
1) Solamente la Scrittura
(Sola Scriptura)
Secondo Lutero tutto
ciò che occorre per salvarsi è già tutto presente nella Sacra Scrittura (la Bibbia).
Questa è
la norma per la
fede e la vita: tutto il resto è subordinato. L'uomo
può e deve interpretare da solo questa Sacra Scrittura. Non
è più quindi necessario il Magistero (=Insegnamento) della Chiesa
né la Tradizione.
Per la Chiesa Cattolica, la corretta interpretazione della Sacra Scrittura
ci viene data dalla Chiesa, dal suo insegnamento: questo insegnamento si
chiama, appunto, Magistero. Inoltre, sempre per
i cattolici, sono fonti della Rivelazione sia la Sacra Scrittura,
sia la Tradizione. La Tradizione
di cui qui parliamo è quella che proviene dagli Apostoli e
trasmette ciò che costoro hanno ricevuto dall'insegnamento e
dall'esempio di Gesù e ciò che hanno appreso
dallo Spirito Santo.
Questo
principio di Lutero, ammettendo "Soltanto la Scrittura" nega
indirettamente sia il Magistero sia la Tradizione della Chiesa.
2)
Solamente la Grazia (Sola Gratia)
La grazia che
ci salva, che ci porta ad essere santi, secondo Lutero è un dono totalmente
gratuito di Dio. Fra l'uomo
e Dio, sempre per Lutero, c'è un rapporto diretto. Lutero
rifiuta qualunque "ponte" esterno tra l'uomo e Dio, qualunque ponte che
sia stato istituito dall'uomo. Niente e nessuno può far
ottenere la grazia. In questo c'è un rifiuto della grazia dei
sacramenti e, di conseguenza degli stessi sacramenti (che per i cattolici sono
proprio segni efficaci della grazia santificante).
3)
Giustificazione
attraverso la fede (Sola fide)
Lutero per diverso tempo era in dubbio tra due concetti opposti:
giustizia intrinseca (cioè interiore), vista come un
autentico rinnovamento interiore; e giustizia imputata (cioè
attribuita, esterna e non accompagnata da un rinnovamento interiore).
Per Lutero la natura umana dopo il peccato originale è ormai
corrotta per natura, l'uomo ha perso ogni libertà, quindi
ogni sua opera - poiché proviene appunto da un uomo
"corrotto" - è sempre "macchiata" dal peccato. Tali opere non possono
essere quindi presentate a Dio per la propria salvezza (=giustificazione).
Ciò che effettivamente giustifica e salva è la fede.
Dio, senza
effettivamente cancellare i peccati e rinnovare interiormente l'uomo che a Lui si
affida, gli attribuisce i meriti e la santità di
Cristo, lo considera come se fosse rinnovato e giusto. In questo modo
l'uomo, coperto dai meriti di Cristo come da un mantello, attraverso la
sua fede in Cristo, può salvarsi.
Le opere buone non servono per la salvezza
eterna, ma si è comunque in dovere di compierle; se non altro per un buon vivere
civile e dignitoso.
4)
Solamente Gesù Cristo.
L'uomo è sacerdote di se stesso; non è
necessario nessun mediatore e nessun "ponte" tra l'uomo e Dio. L'unico
mediatore che può mettere l'uomo in contatto con Dio
è lo stesso Cristo. La sua mediazione è
già sufficiente, tutte le altre sono superflue.
Con questo
principio viene annullato lo stesso significato della Chiesa come
istituzione: la Chiesa, infatti, è sacramento, è
mediazione, è ponte istituito da Cristo stesso, fra l'uomo e
Dio.
Nel 2000 i protestanti, su 1.693.015.000 Cristiani, erano
347.764.000.
Nel 2006, su 1.810.894.000 Cristiani, i protestanti erano 380.799.000
Nel 2025, su una stima di 2.166.813.000 Cristiani, i protestanti dovrebbero
essere 489.084.000
UN PO' DI CHIAREZZA SUI NOMI
Cominciamo col
dire che le Chiese che intendevano rifarsi in modo più radicale
al Vangelo e al Cristianesimo dei primi tempi e che derivano dalla
Riforma del XVI secolo vengono generalmente chiamate Chiese
Evangeliche. Questo termine, che all'inizio fu usato solo
per i Luterani e poi anche per i Riformati, è oggi impiegato
ufficialmente per distinguere le Chiese Protestanti dalle Chiese
Cattoliche e dai gruppi protestanti di sinistra.
Nei paesi cattolici si usa più di frequente il termine
"protestante", mentre gli stessi Protestanti preferiscono il termine
"evangelico".
Sono circa 292 milioni coloro che appartengono al Protestantesimo
(esclusi gli Anglicani).
Come
tutta la Riforma protestante, i luterani si sono posti in
continuità non solo con la fede biblica, ma anche con quella
della Chiesa antica. Ecco perché l'elenco dei "testi
simbolici",
che orientano e nutrono la loro teologia e ispirano la loro
testimonianza (pur essendo subordinati all'autorità
superiore
della Sacra Scrittura), inizia con tre confessioni della Chiesa antica
(il Credo detto apostolico,
il Niceno-costantinopolitano
e
l'Atanasiano), dopo c'è il
Piccolo e il Grande Catechismo di
Lutero
(1529), la Confessione di Augusta
(1530) e la sua Apologia
(1531)
entrambe di Melantone, gli Articoli
di Smalcalda (1537) di Lutero, il
Trattato sul potere e il primato del
papa (1537) di Melantone, la
Formula di Concordia (1577)
con la quale i teologi luterani raggiunsero
un consenso su alcune questioni controverse.
Il culto luterano, che conserva alcune antiche parti liturgiche cantate
dal pastore, ruota intorno alla predicazione dell'Evangelo,
accompagnata dalla celebrazione degli unici due sacramenti riconosciuti: il battesimo e la
cena del Signore (eucaristia). Molto ricca e sostanziosa, nel passato
e nel presente, è la produzione di inni e canti comunitari.
IL PROTESTANTESIMO NELLE SUE CORRENTI DAL 1530 AD OGGI
(rielaborazione di un
articolo di Massimo Introvigne)
Nel 1991 si contavano 21.104 diverse denominazioni che potevano
essere
considerate "protestanti", il cui numero si accresceva in ragione di 5
alla settimana.
Distinguere il numero di famiglie protestanti è quanto
mai complesso.
Per una corretta suddivisione occorrerebbe distinguere tra Riforma
storica (da cui nasce il protestantesimo) e Riforma radicale (da cui
nascono diverse famiglie di movimenti religiosi). In questo caso, per
quanto riguarda la Riforma storica, si dovrebbe parlare di almeno tre
filoni
della riforma radicale:
1- ANABATTISTA: MENNONITI, AMISH, HUTTERITI
2- SPIRITUALISTA: QUACCHERI
3- RAZIONALISTA: UNITARIANI, UNIVERSALISTI
che sono ormai difficili da ricondurre nello stesso ambito specifico
del cristianesimo.
Tra i sociologi, che tengono ancora conto delle categorie del
sociologo Max Weber, è utilizzata la divisione del
protestantesimo in tre
categorie. Avremo allora:
PROTESTANTESIMO:
1. TRADIZIONALE:
ANGLICANI, LUTERANI, CALVINISTI DI PRIMA
GENERAZIONE.
2. ASCETICO: CALVINISTI
DI SECONDA GENERAZIONE, PIETISTI, BATTISTI,
METODISTI.
3. ROMANTICO:
PENTECOSTALISMO.
Nello studio pratico, si preferisce ricorrere a questo tipo di schema che comprende QUATTRO PROTESTANTESIMI, che, da punto di vista teologico, sono caratterizzati ciascuno sulla insistenza su un tipo particolare di esperienza (che non elimina le esperienze già emerse nelle correnti precedenti, ma le reinterpreta e le integra).
1. PRIMO PROTESTANTESIMO
(STORICO).
Costituito dalle comunità nate direttamente dalla Riforma storica: valdesi (eredi di una tradizione pre-riformata).
In questo "primo protestantesimo" entrano quindi le:
chiese luterane, presenti soprattutto in Germania e in Scandinavia. Si
basano sulla dottrina della "giustificazione per fede", confidano sulla libera
grazia del Signore, più che sulle opere, si richiamano alla "sola Scrittura"
come criterio di discernimento, accettano solo due sacramenti: battesimo e santa
cena (eucaristia). La forma di governo è costituita da un'assemblea (Sinodo)
presieduta da un sovrintendente generale e, in alcuni casi, dal vescovo. Dal
1947 esiste la Federazione luterana mondiale.
chiese riformate
(presbiteriane e congregazionaliste). Sono le Chiese che, in polemica con
Lutero, seguirono i principi di Calvino e di Zwingli. Riunite nell'Alleanza
riformata mondiale, anche per queste Chiese l'autorità della Bibbia è centrale,
il culto è essenziale e basato sulla lettura e sulla predicazione della
Scrittura, sulla preghiera spontanea e sul canto. Il governo ecclesiale è
improntato a uno spirito democratico, gestito da Sinodi e Assemblee di anziani (presbyterium).
Il forte spirito di indipendenza di queste Chiese ha però favorito le tendenze
al separatismo.
chiesa anglicana. Chiesa che si separò da Roma con
Enrico VIII (nel 1534). Pur rifiutando il primato del Papa, la comunione
anglicana (1867), che comprende la Chiesa d'Inghilterra e le Chiese figlie,
conserva una gerarchia e una liturgia vicine a quella cattolica, mentre
l'arcivescovo di Canterbury è "primo tra pari". Secondo la Conferenza di Lambeth
(1888) è possibile ristabilire l'unità della Chiesa su quattro pilastri: 1.
sacra Scrittura; 2. Simbolo di Nicea; 3. battesimo ed eucaristia; 4. episcopato
storico. Gli anglicani in USA sono chiamati episcopaliani.
valdesi (eredi di una tradizione pre-riformata).
2. SECONDO PROTESTANTESIMO
(EVANGELICO E DI RISVEGLIO-REVIVAL)
Costituito da movimenti di risveglio che protestano contro la mancanza
di fervore (specie missionario), attribuito spesso al legame troppo
stretto con gli Stati del protestantesimo storico, insistendo
sull'incontro con Gesù Cristo come esperienza personale che
spinge alla missione.
Questo tipo di protestantesimo, accentua molto l'incontro personale
con Gesù
Cristo (che nel metodismo diventa la "santificazione", che
per John
Wesley è un secondo lavoro della grazia). Si tratta del:
Pietismo che nasce in Germania, dal
mondo luterano.
Metodismo, che nasce dal mondo anglicano. Le Chiese metodiste sorte
in seno all'anglicanesimo a seguito della predicazione di "risveglio" di John
Wesley (1703-1791), e separatesi poi dalla Chiesa madre. Le Chiese (o "società")
sono organizzate in distretti e il governo è affidato ad un conferenza di
ministri e di vari rappresentanti. Sono diffuse in circa 90 Paesi; i metodisti
italiani sono uniti alla Chiesa valdese.
Battismo, che nasce dal mondo presbiteriano (anche se oggi si tende a
derivare il
battismo dal calvinismo e non dall'anabattismo, cioè dalla
riforma radicale).
La Chiese battiste, nate in Inghilterra nel XVII secolo, si sono sviluppate
soprattutto negli USA. Si rifanno al movimento degli "anabattisti"
(ribattezzati), combattuti dallo stesso Lutero per la loro posizione in campo
sociale. I battisti respingono il battesimo dei bambini, privilegiano la fede
adulta. L'organizzazione è di tipo congregazionalista e ogni comunità è
indipendente dalle altre.
3. TERZO
PROTESTANTESIMO: I MOVIMENTI DI SANTITA' (HOLINESS)
Considerano troppo istituzionalizzate e fredde le stesse
comunità nate dai risvegli del secondo protestantesimo:
movimenti di santità, le correnti del perfezionismo, il
fondamentalismo (che è però una tendenza che attraversa
tutte le comunità protestanti).
Qui si accentua la "perfezione" come esperienza radicale
che costituisce il fedele, già giustificato per fede e
santificato, in uno stato di libertà dal peccato che non
potrà più essere perduto.
4. QUARTO PROTESTANTESIMO:
LA CORRENTE PENTECOSTALE-CARISMATICA
(XX SECOLO).
In questo tipo di protestantesimo, l'esperienza della perfezione,
ribattezzata "battesimo nello Spirito", è collegata al dono
delle lingue che ne costituisce la "prova".
Le Chiese pentecostali, nate nel 1906 negli USA, si caratterizzano per
l'importanza data allo Spirito, alle guarigioni, alla conversione e alla
glossolalia (dono delle lingue). Il movimento è spontaneo e trasversale alle
varie Chiese (presente anche nel cattolicesimo), perché l'esperienza della
Pentecoste si può vivere sia dentro che fuori le strutture ecclesiali. Gli
aderenti sono molto numerosi, anche in Italia.
A queste confessioni e movimenti cristiani, occorre
aggiungere:
Chiesa evangelica valdese. Storicamente si rifà al
movimento valdese, una protesta religiosa medioevale capeggiata da Valdo, un
mercante di Lione, che richiama la Chiesa alla povertà evangelica e fa
predicare i laici. Entrato in conflitto con la gerarchia del tempo, il
movimento valdese è condannato per scisma ed eresia (1190 ca.),
disperdendosi in Francia e in Italia (Lombardia e Piemonte). Con la Riforma
il movimento aderisce al protestantesimo, pur con delle perplessità su temi
come fede/opere, libero arbitrio, predestinazione e modificando sia
l'orientamento teologico che l'organizzazione. Le Chiese valdesi professano
la fede nella sua forma calvinista o riformata, pongono al centro la Bibbia
e rifiutano il ministero sacerdotale. Ogni comunità è guidata da
un'Assemblea, mentre gli organismi di governo sono il Sinodo e la Tavola
Valdese, che rappresentano anche le Chiese metodiste italiane.
Darbismo o assemblea dei fratelli. Usciti
dall'anglicanesimo verso il 1832, i darbisti (da J.N. Darby) rifiutano le
Chiese istituzionali e l'organizzazione ministeriale. In Italia sono
presenti come Chiese cristiane evangeliche dei fratelli, che si
ricollegano ai credenti fiorentini de 1833 (tra cui Piero Guicciardini),
desiderosi di tornare alle sorgenti evangeliche.
Quaccheri o società degli amici. Fondati da G. Fox
nel 1649, detti quakers (tremolanti) per gli atteggiamenti estatici
durante i riti, non pretendono di costituire una Chiesa, rifiutando
definizioni di fede e sacramenti. Celebrano un culto interiore, attento allo
Spirito; rifiutano la violenza e s'impegnano in opere sociali. Diffusi negli
USA e in Canada.
Esercito della salvezza. Fondato nel XIX secolo dal
metodista William Booth (1865) per portare il Vangelo e svolgere attività
sociali tra i quartieri poveri della città, non si considera Chiesa (non vi
sono sacramenti), anche se conserva i principi dottrinali del metodismo.
L'organizzazione è di tipo militare, con un quartier generale e un generale
responsabile del corpo. Il movimento è presente in Italia dal 1886.
Infine, esistono altre comunità di derivazione cristiana:
Comunità unitaria. Fondata da due teologici di
origine italiana (Sozzini) costretti a lasciare la Svizzera protestante, la
Chiesa socinina si sviluppò in Polonia nel XVI secolo e poi nei Paesi Bassi e in
Inghilterra. Contraria alla Trinità, essa professa un razionalismo
soprannaturalista, che in alcuni gruppi si avvicina al panteismo.
Testimoni di Geova. Il fondatore è l'americano C.T.
Russell (1852-1916) che organizzò dei gruppi biblici, intorno a una rivista e
società (la Torre di Guardia). Fortemente missionari, perseguitati per le
posizioni contro la guerra e il servizio militare, i testimoni di Geova
(pronuncia errata del sacro tetragramma ebraico che rappresenta il nome di Dio)
si basano su una discutibile interpretazione della Bibbia, rifiutano i
principali dogmi cristiani (Trinità, immortalità dell'anima, divinità di
Cristo), hanno una visione millenaristica. Sono in forte crescita in molti Paesi
per l'insistente proselitismo, Italia compresa.
Chiese avventiste. Gli avventisti attendono come
prossimo l'avvento di Gesù Cristo. Il fondatore è W. Miller (1781.1849), un
predicatore battista. Sono suddivisi in vari gruppi, tra cui gli avventisti
del Settimo Giorno (1844) o sabbatisti: santificano il sabato e sono
fedeli alla Bibbia. Il centro è a Washington, ma sono presenti in circa 200
Paesi, tra cui l'Italia.
Mormoni. Il nome ufficiale è "Chiesa di Gesù
Cristo dei santi degli ultimi giorni"; fu fondata dall'americano J. Smith
(1805-1844). Sostengono che la Bibbia deve essere completata con il Libro di
Mormon, rivelato a Smith dall'angelo Moroni. Osservano i Dieci Comandamenti;
conducono una vita austera (niente alcool, fumo, ecc...), dando molta importanza
alla famiglia e all'educazione. I giovani fanno un servizio missionario
volontario. Il loro centro è a Salt Lake City, negli USA.
Ecco,
le parole di un docente presso
l’istituto "B.
Pascal", esponente della Chiesa Battista e del Pastore Battista, Casanova.
Scheda
CRISTIANI NEL MONDO
e fedeli delle religioni -
Ecumenismo.