CRISTIANI PROTESTANTI - Torna all'indice

Panoramica sulle divisioni del Cristianesimo
Non vorrei iniziare in questo modo, ma è la verità: parlare di "protestantesimo" è quanto mai difficile; per diversi motivi:
1) ancora oggi gli studiosi, non cristiani o cristiani cattolici e protestanti, stanno studiando il periodo della "riforma";
2) ci si sta rendendo conto sempre più che la "riforma" non è soltanto un fatto legato alla religione, ma riguarda tutto un contesto molto vasto del XV e XVI secolo, che abbraccia tutti i campi: da quello culturale a quello politico, da quello sociale a quello economico, e così via.
3) ci si è accorti, da parte di cattolici e di protestanti, che il problema spesso viene presentato da molti testi e manuali in termini molto semplici e non sempre corretti, come se tutto fosse stato causato semplicemente dalla "vendita delle indulgenze" e "dalla corruzione della Chiesa del tempo".
Numerose affermazioni dello stesso Lutero affermano infatti che: "La vita è cattiva fra noi come fra i papisti, ma noi non li condanniamo per la loro vita pratica. La questione è un'altra: se essi insegnino la verità". "Se anche il papa fosse Santo come Pietro, sarebbe sempre per noi un empio".

NaveC'è quindi una distorsione di fondo quando si parla della Riforma Protestante. Un po' come succedeva alle navi della fine del 1800: vedevano in lontananza un iceberg e non si preoccupavano, poco dopo affondavano perché avevano sbattuto proprio contro quell'iceberg! Non si erano ancora resi conto che il ghiaccio che vedevano in superficie era solo una piccolissima parte della vera montagna di ghiaccio; il problema non era quello che si vedeva, ma tutto quello che non si vedeva.
Così quando si parla di Lutero: moltissimi testi parlano della Riforma come una consueguenza della "vendita delle indulgenze", dimenticando tutto il resto che è molto più importante; dimenticando i motivi  religiosi, politici e sociali che da quasi due secoli, stavano rodendo l'assetto del vecchio Medioevo.

Il termine "protestantesimo" deriva dalla protesta elevata nel corso della seconda dieta (parlamento) dell'impero, convocata da Carlo V a Spira nell'aprile del 1529, quando venne revocata la decisione della dieta precedente (Spira, 1526) di lasciare le autorità politiche di ciascun territorio dell'impero -­ in attesa della convocazione di un concilio generale ­- libere di autorizzare oppure no la predicazione evangelica e di attuare le riforme che essa comportava. Cinque prìncipi elettori e i rappresentanti di 14 città che avevano aderito alla Riforma protestarono per ben tre volte contro la revoca decisa dalla dieta.
Dal "noi protestiamo" pronunciato dai principi a Spira nel 1529, proviene il termine "protestantesimo".

Martin LutherStoricamente, alla fine del 1300 e agli inizi del 1400 la Chiesa stava attraversando una grave crisi: addirittura erano stati eletti contemporaneamente tre papi. Si discuteva quindi dell'autorità del Papa, cioè ci si domandava se l'autorità spettasse completamente al papa, oppure al Papa insieme ai cardinali o al papa insieme al concilio (questo aspetto è conosciuto come conciliarismo).
Per questo, l'età del Rinascimento, almeno dopo la morte di Paolo II nel 1471, nonostante le splendide apparenze, costituisce uno dei periodi più oscuri del papato: allo splendore culturale e civile si contrappone la mancanza di un autentico spirito religioso al vertice della gerarchia ecclesiastica. Già durante lo Scisma d'Occidente umanisti come Poggio Bracciolini, Leonardo Bruni ed altri furono accolti numerosi nella curia in qualità di scrittori o di segretari.
La curia viveva in un lusso fastoso: ogni cardinale aveva la sua corte sontuosa, con palazzi e ville dentro e fuori Roma. Questo tenore di vita esigeva forti spese, alle quali si faceva fronte con vari mezzi: cumulo dei benefici (i cardinali avevano spesso il governo di parecchie diocesi, dalle quali erano abitualmente lontani); vendita di uffici, che giunse al culmine sotto Innocenzo VIII; aumento di tasse; concessione di indulgenze a scopo di lucro. E, naturalmente, il sistema continuava ad ogni gradino della scala: gli acquirenti degli uffici si rifacevano a danno dei loro clienti delle spese sostenute, vendendo bolle e falsificando numerosi documenti. A Roma si ripeteva con sarcasmo: "Il Signore non vuole la morte del peccatore, ma che viva e paghi". Non mancavano nel popolo, nemmeno in quest'epoca, autentici santi, ma, questa volta, il cattivo esempio veniva proprio dall'alto.

E' in questo periodo che si colloca Lutero, a questa crisi della Chiesa e della società, occorre aggiungere la situazione politico-religiosa presente nella Germania dell'epoca: tra principi e imperatore non c'era accordo
sulla scia del Rinascimento, desidera un rinnovamento della vita della Chiesa. A questo si cag

Meditando un passo della Lettera di San Paolo apostolo ai Romani 1,17, si sente illuminato, comprendo che la giustizia di cui si parla in quel passo non è quella che userà Dio nel punire i peccatori e nel premiare i giusti, ma di come il Signore "copre" i peccati di coloro che si abbandonano a Lui, di coloro che hanno fede in Lui, si tratta di una giustizia che salva. Da qui, il passo verso gli altri suoi princìpi fu semplice. 

1) Solamente la Scrittura. Secondo Lutero tutto ciò che occorre per salvarsi è già presente tutto nella Sacra Scrittura (la Bibbia). Questa è la norma per la fede e la vita: tutto il resto è subordinato. L'uomo può e deve interpretare da solo questa Sacra Scrittura. Non è più necessario il Magistero della Chiesa né la Tradizione. Cosa significa? Per i cattolici la corretta interpretazione della Sacra Scrittura ci viene data dalla Chiesa, dal suo insegnamento: questo insegnamento si chiama, appunto Magistero.
Inoltre, per i cattolici, sono fonti della Rivelazione sia la Sacra Scrittura, sia la Tradizione.
La Tradizione di cui qui parliamo è quella che proviene dagli Apostoli e trasmette ciò che costoro hanno ricevuto dall'insegnamento e dall'esempio di Gesù e ciò che hanno appreso dallo Spirito Santo. Questo principio di Lutero, ammettendo "Soltanto la Scrittura" negano indirettamente sia il Magistero sia la Tradizione della Chiesa.

2)
Solamente la Gratia. La grazia che ci salva, che ci porta ad essere santi, secondo Lutero la grazia è un dono totalmente gratuito di Dio. Fral'uomo e Dio, secondo Lutero, c'è un rapporto diretto; Lutero rifiuta qualunque "ponte" esterno tra l'uomo e Dio, qualunque ponte che sia stato istituito dall'uomo. Niente e nessuno può far ottenere la grazia. In questo c'è un rifiuto della graia dei sacramenti (e quindi degli stessi sacramaneti.

3) 
Solamente Gesù Cristo. L'uomo è sacerdote di se stesso; non è necessario nessun mediatore e nessun "ponte" tra l'uomo e Dio. L'unico mediatore che può mettere l'uomo in contatto con Dio è lo stesso Cristo. La sua mediazione è già sufficiente, tutte le altre sono superflue. Con questo principio viene annullato lo stesso significato della Chiesa come istituzione: la Chiesa, infatti, è sacramento, è mediazione, è ponte istituito da Cristo stesso, fra l'uomo e Dio.

4)
Giustificazione attraverso la fede. Lutero per diverso tempo era in dubbio tra due concetti opposti: giustizia intrinseca (cioè interiore), vista come un autentico rinnovamento interiore; e giustizia imputata (cioè attribuita, esterna e non accompagnata da un rinnovamento interiore). Per Lutero la natura umana dopo il peccato originale è ormai corrotta per natura, l'uomo ha perso ogni libertà, quindi ogni sua opera - poiché proviene appunto da un uomo "corrotto" - è sempre "macchiata" dal peccato. Dio, senza cancellare i peccati e rinnovare interiormente l'uomo che a Lui si affida,  gli attribuisce i meriti e la santità di Cristo, lo considera come se fosse rinnovato e giusto. In questo modo l'uomo, coperto dai meriti di Cristo come da un mantello, attraverso la sua fede in Cristo, può salvarsi.  Con questo principio, vengono escluse le opere buone; infatti, poiché sono sempre un poco macchiate dal peccato, non servono per la salvezza eterna.


Facciamo un po' di chiarezza sui nomi
Cominciamo col dire che le Chiese che intendevano rifarsi in modo più radicale al Vangelo e al Cristianesimo dei primi tempi e che derivano dalla Riforma del XVI secolo vengono generalmente chiamate Chiese Evangeliche. Questo termine, che all'inizio fu usato solo per i Luterani e poi anche per i Riformati, è impiegato ufficialmente per distinguere le Chiese Protestanti dalle Chiese Cattoliche e dai gruppi protestanti di sinistra.
Nei paesi cattolici si usa più di frequente il termine "protestante", mentre gli stessi Protestanti preferiscono il termine "evangelico".
Sono circa 292 milioni coloro che appartengono al Protestanetisimo (esclusi gli Anglicani).

Come tutta la Riforma protestante, i luterani si sono posti in continuità non solo con la fede biblica, ma anche con quella della Chiesa antica. Ecco perché l'elenco dei "testi simbolici", che orientano e nutrono la loro teologia e ispirano la loro testimonianza (pur essendo subordinati all'autorità superiore della Sacra Scrittura), inizia con tre confessioni della Chiesa antica (il Credo detto apostolico, il Niceno-costantinopolitano e l'Atanasiano), dopo vengono il Piccolo e il Grande Catechismo di Lutero (1529), la Confessione di Augusta (1530) e la sua Apologia (1531) entrambe di Melantone, gli Articoli di Smalcalda (1537) di Lutero, il Trattato sul potere e il primato del papa (1537) di Melantone, la Formula di Concordia (1577) con la quale i teologi luterani raggiunsero un consenso su alcune questioni controverse.
Il culto luterano, che conserva alcune antiche parti liturgiche cantate dal pastore, ruota intorno alla predicazione dell'Evangelo, accompagnata dalla celebrazione dei due sacramenti: il battesimo e la cena del Signore (eucaristia). Molto ricca e sostanziosa, nel passato e nel presente, è la produzione di inni e canti comunitari.


Protestantesimo nelle sue correnti dal 1530 ad oggi
(rielaborazione di un articolo di Massimo Introvigne)

Nel 1991 si contavano 21.104 diverse denominazioni che potevano essere considerate "protestanti", il cui numero si accresceva in ragione di 5 alla settimana.

Distinguere il numero di famiglie protestanti è quanto mai complesso.
Per una corretta suddivisione occorrerebbe distinguere tra Riforma storica (da cui nasce il protestantesimo) e Riforma radicale (da cui nascono diverse famiglie di movimenti religiosi). In questo caso, per quanto riguarda la Riforma storica, si dovrebbe parlare di almeno tre filoni della riforma radicale:
1- ANABATTISTA: MENNONITI, AMISH, HUTTERITI
2- SPIRITUALISTA: QUACCHERI
3- RAZIONALISTA: UNITARIANI, UNIVERSALISTI
che sono ormai difficili da ricondurre nello stesso ambito specifico del cristianesimo.

Tra i sociologi, che tengono ancora conto delle categorie del sociologo Max Weber, è utilizzata la divisione del protestantesimo in tre categorie. Avremo allora:
PROTESTANTESIMO:
        1. TRADIZIONALE: ANGLICANI, LUTERANI, CALVINISTI DI PRIMA GENERAZIONE.
        2. ASCETICO: CALVINISTI DI SECONDA GENERAZIONE, PIETISTI, BATTISTI, METODISTI.
        3. ROMANTICO: PENTECOSTALISMO.

Nello studio pratico, si preferisce ricorrere a questo tipo di schema che comprende QUATTRO PROTESTANTESIMI, che, da punto di vista teologico, sono caratterizzati ciascuno sulla insistenza su un tipo particolare di esperienza (che non elimina le esperienze già emerse nelle correnti precedenti, ma le reinterpreta e le integra).

1. PRIMO PROTESTANTESIMO (STORICO).
Costituito dalle comunità nate direttamente dalla Riforma storica: valdesi (eredi di una tradizione pre-riformata).
In questo "primo protestantesimo" entrano quindi le:
  chiese luterane, presenti soprattutto in Germania e in Scandinavia. Si basano sulla dottrina della "giustificazione per fede", confidano sulla libera grazia del Signore, più che sulle opere, si richiamano alla "sola Scrittura" come criterio di discernimento, accettano solo due sacramenti: battesimo e santa cena (eucaristia). La forma di governo è costituita da un'assemblea (Sinodo) presieduta da un sovrintendente generale e, in alcuni casi, dal vescovo. Dal 1947 esiste la Federazione luterana mondiale.
chiese riformate (presbiteriane e congregazionaliste). Sono le Chiese che, in polemica con Lutero, seguirono i principi di Calvino e di Zwingli. Riunite nell'Alleanza riformata mondiale, anche per queste Chiese l'autorità della Bibbia è centrale, il culto è essenziale e basato sulla lettura e sulla predicazione della Scrittura, sulla preghiera spontanea e sul canto. Il governo ecclesiale è improntato a uno spirito democratico, gestito da Sinodi e Assemblee di anziani (presbyterium). Il forte spirito di indipendenza di queste Chiese ha però favorito le tendenze al separatismo.
chiesa anglicana. Chiesa che si separò da Roma con Enrico VIII (nel 1534). Pur rifiutando il primato del Papa, la comunione anglicana (1867), che comprende la Chiesa d'Inghilterra e le Chiese figlie, conserva una gerarchia e una liturgia vicine a quella cattolica, mentre l'arcivescovo di Canterbury è "primo tra pari". Secondo la Conferenza di Lambeth (1888) è possibile ristabilire l'unità della Chiesa su quattro pilastri: 1. sacra Scrittura; 2. Simbolo di Nicea; 3. battesimo ed eucaristia; 4. episcopato storico. Gli anglicani in USA sono chiamati episcopaliani.

valdesi (eredi di una tradizione pre-riformata).

2. SECONDO PROTESTANTESIMO (EVANGELICO E DI RISVEGLIO-REVIVAL)
Costituito da movimenti di risveglio che protestano contro la mancanza di fervore (specie missionario), attribuito spesso al legame troppo stretto con gli Stati del protestantesimo storico, insistendo sull'incontro con Gesù Cristo come esperienza personale che spinge alla missione. Questo tipo di protestantesimo, accentua molto l'incontro personale con Gesù Cristo (che nel metodismo diventa la  "santificazione", che per John Wesley è un secondo lavoro della grazia). Si tratta del:
Pietismo che nasce in Germania, dal mondo luterano.
Metodismo, che nasce dal mondo anglicano. Le Chiese metodiste sorte in seno all'anglicanesimo a seguito della predicazione di "risveglio" di John Wesley (1703-1791), e separatesi poi dalla Chiesa madre. Le Chiese (o "società") sono organizzate in distretti e il governo è affidato ad un conferenza di ministri e di vari rappresentanti. Sono diffuse in circa 90 Paesi; i metodisti italiani sono uniti alla Chiesa valdese.
Battismo, che nasce dal mondo presbiteriano (anche se oggi si tende a derivare il battismo dal calvinismo e non dall'anabattismo, cioè dalla riforma radicale). La Chiese battiste, nate in Inghilterra nel XVII secolo, si sono sviluppate soprattutto negli USA. Si rifanno al movimento degli "anabattisti" (ribattezzati), combattuti dallo stesso Lutero per la loro posizione in campo sociale. I battisti respingono il battesimo dei bambini, privilegiano la fede adulta. L'organizzazione è di tipo congregazionalista e ogni comunità è indipendente dalle altre.

3. TERZO PROTESTANTESIMO: I MOVIMENTI DI SANTITA' (HOLINESS)
Considerano troppo istituzionalizzate e fredde le stesse comunità nate dai risvegli del secondo protestantesimo: movimenti di santità, le correnti del perfezionismo, il fondamentalismo (che è però una tendenza che attraversa tutte le comunità protestanti).
Qui si accentua la "perfezione" come esperienza radicale che costituisce il fedele, già giustificato per fede e santificato, in uno stato di libertà dal peccato che non potrà più essere perduto.

4. QUARTO PROTESTANTESIMO: LA CORRENTE PENTECOSTALE-CARISMATICA (XX SECOLO).
In questo tipo di protestantesimo, l'esperienza della perfezione, ribattezzata "battesimo nello Spirito", è collegata al dono delle lingue che ne costituisce la "prova".
Le Chiese pentecostali, nate nel 1906 negli USA, si caratterizzano per l'importanza data allo Spirito, alle guarigioni, alla conversione e alla glossolalia (dono delle lingue). Il movimento è spontaneo e trasversale alle varie Chiese (presente anche nel cattolicesimo), perché l'esperienza della Pentecoste si può vivere sia dentro che fuori le strutture ecclesiali. Gli aderenti sono molto numerosi, anche in Italia.


A queste confessioni e movimenti cristiani, occorre aggiungere:
Chiesa evangelica valdese. Storicamente si rifà al movimento valdese, una protesta religiosa medioevale capeggiata da Valdo, un mercante di Lione, che richiama la Chiesa alla povertà evangelica e fa predicare i laici. Entrato in conflitto con la gerarchia del tempo, il movimento valdese è condannato per scisma ed eresia (1190 ca.), disperdendosi in Francia e in Italia (Lombardia e Piemonte). Con la Riforma il movimento aderisce al protestantesimo, pur con delle perplessità su temi come fede/opere, libero arbitrio, predestinazione e modificando sia l'orientamento teologico che l'organizzazione. Le Chiese valdesi professano la fede nella sua forma calvinista o riformata, pongono al centro la Bibbia e rifiutano il ministero sacerdotale. Ogni comunità è guidata da un'Assemblea, mentre gli organismi di governo sono il Sinodo e la Tavola Valdese, che rappresentano anche le Chiese metodiste italiane.
Darbismo o assemblea dei fratelli. Usciti dall'anglicanesimo verso il 1832, i darbisti (da J.N. Darby) rifiutano le Chiese istituzionali e l'organizzazione ministeriale. In Italia sono presenti come Chiese cristiane evangeliche dei fratelli, che si ricollegano ai credenti fiorentini de 1833 (tra cui Piero Guicciardini), desiderosi di tornare alle sorgenti evangeliche.
Quaccheri o società degli amici. Fondati da G. Fox nel 1649, detti quakers (tremolanti) per gli atteggiamenti estatici durante i riti, non pretendono di costituire una Chiesa, rifiutando definizioni di fede e sacramenti. Celebrano un culto interiore, attento allo Spirito; rifiutano la violenza e s'impegnano in opere sociali. Diffusi negli USA e in Canada.
Esercito della salvezza. Fondato nel XIX secolo dal metodista William Booth (1865) per portare il Vangelo e svolgere attività sociali tra i quartieri poveri della città, non si considera Chiesa (non vi sono sacramenti), anche se conserva i principi dottrinali del metodismo. L'organizzazione è di tipo militare, con un quartier generale e un generale responsabile del corpo. Il movimento è presente in Italia dal 1886.
 

Infine, esistono altre comunità di derivazione cristiana:
Comunità unitaria. Fondata da due teologici di origine italiana (Sozzini) costretti a lasciare la Svizzera protestante, la Chiesa socinina si sviluppò in Polonia nel XVI secolo e poi nei Paesi Bassi e in Inghilterra. Contraria alla Trinità, essa professa un razionalismo soprannaturalista, che in alcuni gruppi si avvicina al panteismo.
Testimoni di Geova. Il fondatore è l'americano C.T. Russell (1852-1916) che organizzò dei gruppi biblici, intorno a una rivista e società (la Torre di Guardia). Fortemente missionari, perseguitati per le posizioni contro la guerra e il servizio militare, i testimoni di Geova (pronuncia errata del sacro tetragramma ebraico che rappresenta il nome di Dio) si basano su una discutibile interpretazione della Bibbia, rifiutano i principali dogmi cristiani (Trinità, immortalità dell'anima, divinità di Cristo), hanno una visione millenaristica. Sono in forte crescita in molti Paesi per l'insistente proselitismo, Italia compresa.
Chiese avventiste. Gli avventisti attendono come prossimo l'avvento di Gesù Cristo. Il fondatore è W. Miller (1781.1849), un predicatore battista. Sono suddivisi in vari gruppi, tra cui gli avventisti del Settimo Giorno (1844) o sabbatisti: santificano il sabato e sono fedeli alla Bibbia. Il centro è a Washington, ma sono presenti in circa 200 Paesi, tra cui l'Italia.
Mormoni. Il nome ufficiale è "Chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni"; fu fondata dall'americano J. Smith (1805-1844). Sostengono che la Bibbia deve essere completata con il Libro di Mormon, rivelato a Smith dall'angelo Moroni. Osservano i Dieci Comandamenti; conducono una vita austera (niente alcool, fumo, ecc...), dando molta importanza alla famiglia e all'educazione. I giovani fanno un servizio missionario volontario. Il loro centro è a Salt Lake City, negli USA.

freccia Ecco,  le parole di un docente presso l’istituto "B. Pascal", esponente della Chiesa Battista e del Pastore Battista, Casanova.

freccia  Scheda CRISTIANI NEL MONDO  e fedeli delle religioni - Ecumenismo.