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Panoramica sulle divisioni del Cristianesimo - Glossario
  PROTESTANTESIMO
Non vorrei iniziare in questo modo, ma è la verità: parlare di "protestantesimo" è quanto mai difficile; per diversi motivi:
1) ancora oggi gli studiosi, non cristiani o cristiani cattolici e protestanti, stanno studiando il periodo della "riforma";
2) ci si sta rendendo conto sempre più che la "riforma" non è soltanto un fatto legato alla religione, ma riguarda tutto un contesto molto vasto di secoli XV e XVI e che abbraccia tutti i campi: da quello culturale a quello politico, da quello sociale a quello economico, e così via.
3) ci si è accorti, da parte di cattolici e di protestanti, che il problema spesso viene presentato da molti testi e manuali in termini molto semplici e non sempre corretti, come se tutto fosse stato causato semplicemente dalla "vendita delle indulgenze" e "dalla corruzione della Chiesa del tempo".
Numerose affermazioni dello stesso Lutero affermano infatti che: "La vita è cattiva fra noi come fra i papisti, ma noi non li condanniamo per la loro vita pratica. La questione è un'altra: se essi insegnino la verità". "Se anche il papa fosse Santo come Pietro, sarebbe sempre per noi un empio".

NaveC'è quindi una distorsione di fondo quando si parla della Riforma Protestante. Un po' come succedeva alle navi della fine del 1800: vedevano in lontananza un iceberg e non si preoccupavano, poco dopo affondavano perché avevano sbattuto proprio contro quell'iceberg! Non si erano ancora resi conto che il ghiaccio che vedevano in superficie era solo una piccolissima parte della vera montagna di ghiaccio; il problema non era quello che si vedeva, ma tutto quello che ancora non si vedeva.
Così quando si parla di Lutero: moltissimi testi parlano della Riforma come una conseguenza della "vendita delle indulgenze", dimenticando tutto il resto che è molto più importante; dimenticando i motivi  religiosi, politici e sociali che da quasi due secoli, stavano rodendo l'assetto del vecchio Medioevo.

Il termine "protestantesimo" deriva dalla protesta elevata nel corso della seconda dieta (parlamento) dell'impero, convocata da Carlo V a Spira nell'aprile del 1529, quando venne revocata la decisione della dieta precedente (avvenuta sempre a Spira nel 1526) di lasciare le autorità politiche di ciascun territorio dell'impero - in attesa della convocazione di un concilio generale - libere di autorizzare oppure no la predicazione evangelica e di attuare le riforme che essa comportava. Cinque prìncipi elettori e i rappresentanti di 14 città che avevano aderito alla Riforma protestarono per ben tre volte contro la revoca decisa dalla dieta.
Dal "noi protestiamo" pronunciato dai principi a Spira nel 1529, proviene il termine "protestantesimo".

Martin LutherStoricamente, alla fine del 1300 e agli inizi del 1400 la Chiesa stava attraversando una grave crisi: addirittura erano stati eletti contemporaneamente tre papi. Si discuteva quindi dell'autorità del Papa, cioè ci si domandava se l'autorità spettasse tutta completamente al Papa, oppure al Papa insieme ai cardinali o al Papa insieme al concilio (questo aspetto è conosciuto come conciliarismo).
L'età del Rinascimento, almeno dopo la morte di papa Paolo II nel 1471, nonostante le splendide apparenze, costituisce uno dei periodi più oscuri del papato: allo splendore culturale e civile si contrappone la mancanza di un autentico spirito religioso al vertice della gerarchia ecclesiastica, spesso animata da uno spirito mondano.
La curia viveva in un lusso fastoso: ogni cardinale aveva la sua corte sontuosa, con palazzi e ville dentro e fuori Roma. Questo tenore di vita esigeva naturalmente forti spese, alle quali si faceva fronte con vari mezzi: cumulo dei benefici (i cardinali avevano spesso il governo di parecchie diocesi, dalle quali erano abitualmente lontani); vendita di uffici, che giunse al culmine sotto Innocenzo VIII; aumento di tasse; concessione di indulgenze a scopo di lucro. Il sistema continuava ad ogni gradino della scala: gli acquirenti degli uffici si rifacevano a danno dei loro clienti delle spese sostenute, vendendo bolle e falsificando numerosi documenti. A Roma si ripeteva con sarcasmo: "Il Signore non vuole la morte del peccatore, ma che viva e paghi". Tuttavia non mancavano nel popolo, nemmeno in quest'epoca, autentici santi, ma - questa volta - il cattivo esempio veniva proprio dall'alto.

A questa crisi della Chiesa e della società, occorre aggiungere la situazione politico-religiosa presente nella Germania dell'epoca. Per esempio le pretese di autonomia di alcuni principi tedeschi e sovrani tedeschi rispetto sia all'imperatore, sia al papa: questi sovrani appoggiarono il protestantesimo per affermare la loro indipendenza. Il malcontento molto diffuso nel popolo per le tasse che pagavano in favore del clero. L'angoscia molto diffusa all'inizio del Cinquecento per la morte e il giudizio di Dio: in pratica c'era l'ansia di salvarsi dalla dannazione (vedi il Trionfo della Morte, di Pieter Bruegel il Vecchio) Questa ansia favorì molto la vendita delle indulgenze.
Le indulgenze sono la diminuzione della pena temporale, ossia del periodo che l'anima deve trascorrere in purgatorio in proporzione ai peccati commessi. E' concessa dalla Chiesa che ha il potere di dispensare il "tesoro" di grazie accumulate dal merito di Cristo e dei santi, perché siamo tutti un unico corpo mistico (=spirituale). Per finanziare la costruzione della Basilica di san Pietro, papa Leone X, nel 1517, decise di promuovere la raccolta delle elemosine in cambio delle indulgenze.
E' in questo periodo che si colloca Martin Lutero.

Lutero a Wittenberg (città in cui insegnava teologia), nel 1517 pubblicò le 95 tesi, un documento costituito appunto da 95 affermazioni in cui condannava la posizione della Chiesa di Roma sul tema delle indulgenze e su altri aspetti della dottrina cristiana. Per tutti i motivi che abbiamo esposto sopra, seguirono violento discussioni fra Lutero e gli inviati del papa, discussione che portò alla divisione della Chiesa d'Occidente.
Insieme a Lutero ci furono anche Ulrich Zwingli, a Zurigo, e Giovanni Calvino a Ginevra.
Da questo movimento, chiamato Riforma protestante, nacquero nacquero varie Chiese protestanti (dette anche evangeliche): la Chiesa luterana, la Chiesa riformata, la Chiesa battista, la Chiesa metodista e varie altre denominazioni.

 

La Chiesa protestante attuò una riforma sulla base di tre principi:
Meditando un passo della Lettera di San Paolo apostolo ai Romani 1,17 (
16Io infatti non mi vergogno del vangelo, poiché è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede, del Giudeo prima e poi del Greco. 17È in esso che si rivela la giustizia di Dio di fede in fede, come sta scritto: Il giusto vivrà mediante la fede") si sente illuminato, comprendendo che la giustizia di cui si parla in quel passo non è quella che userà Dio nel punire i peccatori e nel premiare i giusti, ma di come il Signore "copre" i peccati di coloro che si abbandonano a Lui, di coloro che hanno fede in Lui, si tratta di una giustizia che salva.
Giustificazione attraverso la fede (Sola fide)  
Lutero per diverso tempo era in dubbio tra due concetti opposti: giustizia intrinseca (cioè interiore), vista come un autentico rinnovamento interiore; e giustizia imputata (cioè attribuita, esterna e non accompagnata da un rinnovamento interiore).
Per Lutero la natura umana dopo il peccato originale è ormai corrotta per natura, l'uomo ha perso ogni libertà, quindi ogni sua opera (=comportamento dell'uomo) - poiché proviene appunto da un uomo "corrotto" - è sempre "macchiata" dal peccato. Tali opere non possono essere quindi presentate a Dio per la propria salvezza (=giustificazione). Ciò che effettivamente giustifica e salva è la fede.
Dio, senza effettivamente cancellare i peccati e rinnovare interiormente l'uomo che a Lui si affida,  gli attribuisce i meriti e la santità di Cristo, lo considera come se fosse rinnovato e giusto. In questo modo l'uomo, coperto dai meriti di Cristo come da un mantello, attraverso la sua fede in Cristo, può salvarsi. 
Le opere buone non servono per la salvezza eterna, ma si è comunque in dovere di compierle; se non altro per un buon vivere civile e dignitoso.

Da qui, il passo verso gli altri suoi princìpi fu semplice. 
Solamente la Scrittura (Sola Scriptura)  
Secondo Lutero tutto ciò che occorre per salvarsi è già tutto presente nella Sacra Scrittura (la Bibbia).
Questa è la norma per la fede e la vita: tutto il resto è subordinato. L'uomo può e deve interpretare da solo questa Sacra Scrittura, senza l'aiuto della Chiesa, secondo il principio del libero esame. Non è più quindi necessario il Magistero (=Insegnamento) della Chiesa né la Tradizione.

Per la Chiesa Cattolica, la corretta interpretazione della Sacra Scrittura ci viene data dalla Chiesa, dal suo insegnamento: questo insegnamento si chiama, appunto, Magistero.
Inoltre, sempre per i cattolici, sono fonti della Rivelazione sia la Sacra Scrittura, sia la Tradizione.
La Tradizione di cui qui parliamo è quella che proviene dagli Apostoli e trasmette ciò che costoro hanno ricevuto dall'insegnamento e dall'esempio di Gesù e ciò che hanno appreso dallo Spirito Santo.
Questo principio di Lutero, ammettendo "Soltanto la Scrittura" nega indirettamente sia il Magistero sia la Tradizione della Chiesa.


Solamente la Grazia (Sola Gratia)  
La grazia che
ci salva, che ci porta ad essere santi, secondo Lutero è un dono totalmente gratuito di Dio. Fra l'uomo e Dio, sempre per Lutero, c'è un rapporto diretto. Lutero rifiuta qualunque "ponte" esterno tra l'uomo e Dio, qualunque ponte che sia stato istituito dall'uomo. Niente e nessuno può far ottenere la grazia. In questo c'è un rifiuto della grazia dei sacramenti e, di conseguenza degli stessi sacramenti (che per i cattolici sono proprio segni efficaci della grazia santificante). 


Solamente Gesù Cristo.
L'uomo è sacerdote di se stesso; non è necessario nessun mediatore e nessun "ponte" tra l'uomo e Dio. L'unico mediatore che può mettere l'uomo in contatto con Dio è lo stesso Cristo. La sua mediazione è già sufficiente, tutte le altre sono superflue.
Con questo principio viene annullato lo stesso significato della Chiesa come istituzione: la Chiesa, infatti, è sacramento, è mediazione, è ponte istituito da Cristo stesso, fra l'uomo e Dio.
 

Potremmo riassumere in questo modo: Per i Protestanti la Chiesa è la comunità di salvezza voluta da Cristo, che ne è l'unico capo. L'unica autorità nella Chiesa è la Parola di Dio rivelata nelle Sacre Scritture. Tutti i Cristiani sono sacerdoti, non esiste il ministero ordinato o ministeriale. I pastori, uomini e donne, hanno solo il compito di guidare le celebrazioni; devono sostenere la comunità. Possono sposarsi. Non esiste gerarchia: le Chiese locali disegnano i pastori e il Consiglio degli Anziani.
I sacramenti istituiti da Gesù Cristo sono due: il Battesimo e l'Eucaristia. Nell'Eucaristia non avviene la transustanziazione, ma c'è la consustanziazione (coesistenza del pane e del vino con il corpo ed il sangue di Cristo. Gesù è presente solo durante la celebrazione e l'Eucaristia non è un sacrificio.
I Calvinisti hanno un solo sacramento: il Battesimo. L'Eucaristia è solo un ricordo dell'Ultima Cena.
La salvezza è donata esclusivamente da Dio attraverso la morte e la resurrezione di Gesù. La salvezza è quindi ottenuta con la fede e l'intervento gratuito di Dio, che "rende giusti" con il perdono (la giustificazione). La salvezza è indipendente dalle colpe e dai meriti dell'uomo in questa vita. L'uomo è infatti radicalmente corrotto dal peccato.
La coscienza individuale decide da sola in merito alle scelte morali. Il matrimonio non è un sacramento, quindi può essere sciolto con il divorzio.
Maria e i santi non possono intercedere presso Dio. Essi sono solo modelli di comportamento.
Nel tempio, spoglio ed essenziale, è ammesso solo il crocifisso.

Per i Calvinisti esiste la doppia predestinazione: fin dalla nascita si è predestinati al Paradiso o all'Inferno; la Grazia è accordata solo agli eletti (predestinati). Il tempio calvinista non ha neanche il crocifisso.
Le opere buone non hanno influenza sulla salvezza.
 

Nel 2000 i protestanti, su 1.693.015.000 Cristiani, erano 347.764.000.
Nel 2006, su 1.810.894.000 Cristiani, i protestanti erano 380.799.000
Nel 2025, su una stima di 2.166.813.000 Cristiani, i protestanti dovrebbero essere 489.084.000


 
UN PO' DI CHIAREZZA SUI NOMI
Cominciamo col dire che le Chiese che intendevano rifarsi in modo più radicale al Vangelo e al Cristianesimo dei primi tempi e che derivano dalla Riforma del XVI secolo vengono generalmente chiamate Chiese Evangeliche. Questo termine, che all'inizio fu usato solo per i Luterani e poi anche per i Riformati, è oggi impiegato ufficialmente per distinguere le Chiese Protestanti dalle Chiese Cattoliche e dai gruppi protestanti di sinistra.
Nei paesi cattolici si usa più di frequente il termine "protestante", mentre gli stessi Protestanti preferiscono il termine "evangelico".
Sono circa 292 milioni coloro che appartengono al Protestantesimo (esclusi gli Anglicani).

Come tutta la Riforma protestante, i luterani si sono posti in continuità non solo con la fede biblica, ma anche con quella della Chiesa antica. Ecco perché l'elenco dei "testi simbolici", che orientano e nutrono la loro teologia e ispirano la loro testimonianza (pur essendo subordinati all'autorità superiore della Sacra Scrittura), inizia con tre confessioni della Chiesa antica (il Credo detto apostolico, il Niceno-costantinopolitano e l'Atanasiano), dopo c'è il Piccolo e il Grande Catechismo di Lutero (1529), la Confessione di Augusta (1530) e la sua Apologia (1531) entrambe di Melantone, gli Articoli di Smalcalda (1537) di Lutero, il Trattato sul potere e il primato del papa (1537) di Melantone, la Formula di Concordia (1577) con la quale i teologi luterani raggiunsero un consenso su alcune questioni controverse.
Il culto luterano, che conserva alcune antiche parti liturgiche cantate dal pastore, ruota intorno alla predicazione dell'Evangelo, accompagnata dalla celebrazione degli unici due sacramenti riconosciuti: il battesimo e la cena del Signore (eucaristia). Molto ricca e sostanziosa, nel passato e nel presente, è la produzione di inni e canti comunitari.

 

  IL PROTESTANTESIMO NELLE SUE CORRENTI DAL 1530 AD OGGI
(rielaborazione di un articolo di Massimo Introvigne)

Nel 1991 si contavano 21.104 diverse denominazioni che potevano essere considerate "protestanti", il cui numero si accresceva in ragione di 5 alla settimana.

Distinguere il numero di famiglie protestanti è quanto mai complesso.
Per una corretta suddivisione occorrerebbe distinguere tra Riforma storica (da cui nasce il protestantesimo) e Riforma radicale (da cui nascono diverse famiglie di movimenti religiosi). In questo caso, per quanto riguarda la Riforma storica, si dovrebbe parlare di almeno tre filoni della riforma radicale:
1- ANABATTISTA: MENNONITI, AMISH, HUTTERITI
2- SPIRITUALISTA: QUACCHERI
3- RAZIONALISTA: UNITARIANI, UNIVERSALISTI
che sono ormai difficili da ricondurre nello stesso ambito specifico del cristianesimo.

Tra i sociologi, che tengono ancora conto delle categorie del sociologo Max Weber, è utilizzata la divisione del protestantesimo in tre categorie. Avremo allora:
PROTESTANTESIMO:
        1. TRADIZIONALE: ANGLICANI, LUTERANI, CALVINISTI DI PRIMA GENERAZIONE.
        2. ASCETICO: CALVINISTI DI SECONDA GENERAZIONE, PIETISTI, BATTISTI, METODISTI.
        3. ROMANTICO: PENTECOSTALISMO.

Nello studio pratico, si preferisce ricorrere a questo tipo di schema che comprende QUATTRO PROTESTANTESIMI, che, da punto di vista teologico, sono caratterizzati ciascuno sulla insistenza su un tipo particolare di esperienza (che non elimina le esperienze già emerse nelle correnti precedenti, ma le reinterpreta e le integra).

1. PRIMO PROTESTANTESIMO (STORICO).
Costituito dalle comunità nate direttamente dalla Riforma storica: valdesi (eredi di una tradizione pre-riformata).
In questo "primo protestantesimo" entrano quindi le:
  chiese luterane, presenti soprattutto in Germania e in Scandinavia. Si basano sulla dottrina della "giustificazione per fede", confidano sulla libera grazia del Signore, più che sulle opere, si richiamano alla "sola Scrittura" come criterio di discernimento, accettano solo due sacramenti: battesimo e santa cena (eucaristia). La forma di governo è costituita da un'assemblea (Sinodo) presieduta da un sovrintendente generale e, in alcuni casi, dal vescovo. Dal 1947 esiste la Federazione luterana mondiale.
chiese riformate (presbiteriane e congregazionaliste). Sono le Chiese che, in polemica con Lutero, seguirono i principi di Calvino e di Zwingli. Riunite nell'Alleanza riformata mondiale, anche per queste Chiese l'autorità della Bibbia è centrale, il culto è essenziale e basato sulla lettura e sulla predicazione della Scrittura, sulla preghiera spontanea e sul canto. Il governo ecclesiale è improntato a uno spirito democratico, gestito da Sinodi e Assemblee di anziani (presbyterium). Il forte spirito di indipendenza di queste Chiese ha però favorito le tendenze al separatismo.
chiesa anglicana. Chiesa che si separò da Roma con Enrico VIII (che nel 1534 impose l'Atto di Supremazia, con il quale toglieva al papa l'autorità sulla Chiesa nel suo regno e si proclamava unico capo supremo in terra della Chiesa d'Inghilterra). Nacque una Chiesa che univa elementi cattolici e protestanti. Pur rifiutando il primato del Papa, la comunione anglicana (1867), che comprende la Chiesa d'Inghilterra e le Chiese figlie, conserva una gerarchia e una liturgia vicine a quella cattolica, mentre l'arcivescovo di Canterbury è "primo tra pari". Secondo la Conferenza di Lambeth (1888) è possibile ristabilire l'unità della Chiesa su quattro pilastri: 1. sacra Scrittura; 2. Simbolo di Nicea; 3. battesimo ed eucaristia; 4. episcopato storico. Gli anglicani in USA sono chiamati episcopaliani.

valdesi (eredi di una tradizione pre-riformata).

2. SECONDO PROTESTANTESIMO (EVANGELICO E DI RISVEGLIO-REVIVAL)
Costituito da movimenti di risveglio che protestano contro la mancanza di fervore (specie missionario), attribuito spesso al legame troppo stretto con gli Stati del protestantesimo storico, insistendo sull'incontro con Gesù Cristo come esperienza personale che spinge alla missione. Questo tipo di protestantesimo, accentua molto l'incontro personale con Gesù Cristo (che nel metodismo diventa la  "santificazione", che per John Wesley è un secondo lavoro della grazia). Si tratta del:
Pietismo che nasce in Germania, dal mondo luterano.
Metodismo, che nasce dal mondo anglicano. Le Chiese metodiste sorte in seno all'anglicanesimo a seguito della predicazione di "risveglio" di John Wesley (1703-1791), e separatesi poi dalla Chiesa madre. Le Chiese (o "società") sono organizzate in distretti e il governo è affidato ad un conferenza di ministri e di vari rappresentanti. Sono diffuse in circa 90 Paesi; i metodisti italiani sono uniti alla Chiesa valdese.
Battismo, che nasce dal mondo presbiteriano (anche se oggi si tende a derivare il battismo dal calvinismo e non dall'anabattismo, cioè dalla riforma radicale). La Chiese battiste, nate in Inghilterra nel XVII secolo, si sono sviluppate soprattutto negli USA. Si rifanno al movimento degli "anabattisti" (ribattezzati), combattuti dallo stesso Lutero per la loro posizione in campo sociale. I battisti respingono il battesimo dei bambini, privilegiano la fede adulta. L'organizzazione è di tipo congregazionalista e ogni comunità è indipendente dalle altre.

3. TERZO PROTESTANTESIMO: I MOVIMENTI DI SANTITA' (HOLINESS)
Considerano troppo istituzionalizzate e fredde le stesse comunità nate dai risvegli del secondo protestantesimo: movimenti di santità, le correnti del perfezionismo, il fondamentalismo (che è però una tendenza che attraversa tutte le comunità protestanti).
Qui si accentua la "perfezione" come esperienza radicale che costituisce il fedele, già giustificato per fede e santificato, in uno stato di libertà dal peccato che non potrà più essere perduto.

4. QUARTO PROTESTANTESIMO: LA CORRENTE PENTECOSTALE-CARISMATICA (XX SECOLO).
In questo tipo di protestantesimo, l'esperienza della perfezione, ribattezzata "battesimo nello Spirito", è collegata al dono delle lingue che ne costituisce la "prova".
Le Chiese pentecostali, nate nel 1906 negli USA, si caratterizzano per l'importanza data allo Spirito, alle guarigioni, alla conversione e alla glossolalia (dono delle lingue). Il movimento è spontaneo e trasversale alle varie Chiese (presente anche nel cattolicesimo), perché l'esperienza della Pentecoste si può vivere sia dentro che fuori le strutture ecclesiali. Gli aderenti sono molto numerosi, anche in Italia.


A queste confessioni e movimenti cristiani, occorre aggiungere:
Chiesa evangelica valdese. Storicamente si rifà al movimento valdese, una protesta religiosa medioevale capeggiata da Valdo, un mercante di Lione, che richiama la Chiesa alla povertà evangelica e fa predicare i laici. Entrato in conflitto con la gerarchia del tempo, il movimento valdese è condannato per scisma ed eresia (1190 ca.), disperdendosi in Francia e in Italia (Lombardia e Piemonte). Con la Riforma il movimento aderisce al protestantesimo, pur con delle perplessità su temi come fede/opere, libero arbitrio, predestinazione e modificando sia l'orientamento teologico che l'organizzazione. Le Chiese valdesi professano la fede nella sua forma calvinista o riformata, pongono al centro la Bibbia e rifiutano il ministero sacerdotale. Ogni comunità è guidata da un'Assemblea, mentre gli organismi di governo sono il Sinodo e la Tavola Valdese, che rappresentano anche le Chiese metodiste italiane.
Darbismo o assemblea dei fratelli. Usciti dall'anglicanesimo verso il 1832, i darbisti (da J.N. Darby) rifiutano le Chiese istituzionali e l'organizzazione ministeriale. In Italia sono presenti come Chiese cristiane evangeliche dei fratelli, che si ricollegano ai credenti fiorentini de 1833 (tra cui Piero Guicciardini), desiderosi di tornare alle sorgenti evangeliche.
Quaccheri o società degli amici. Fondati da G. Fox nel 1649, detti quakers (tremolanti) per gli atteggiamenti estatici durante i riti, non pretendono di costituire una Chiesa, rifiutando definizioni di fede e sacramenti. Celebrano un culto interiore, attento allo Spirito; rifiutano la violenza e s'impegnano in opere sociali. Diffusi negli USA e in Canada.
Esercito della salvezza. Fondato nel XIX secolo dal metodista William Booth (1865) per portare il Vangelo e svolgere attività sociali tra i quartieri poveri della città, non si considera Chiesa (non vi sono sacramenti), anche se conserva i principi dottrinali del metodismo. L'organizzazione è di tipo militare, con un quartier generale e un generale responsabile del corpo. Il movimento è presente in Italia dal 1886.
 

Infine, esistono altre comunità di derivazione cristiana:
Comunità unitaria. Fondata da due teologici di origine italiana (Sozzini) costretti a lasciare la Svizzera protestante, la Chiesa socinina si sviluppò in Polonia nel XVI secolo e poi nei Paesi Bassi e in Inghilterra. Contraria alla Trinità, essa professa un razionalismo soprannaturalista, che in alcuni gruppi si avvicina al panteismo.
Testimoni di Geova. Il fondatore è l'americano C.T. Russell (1852-1916) che organizzò dei gruppi biblici, intorno a una rivista e società (la Torre di Guardia). Fortemente missionari, perseguitati per le posizioni contro la guerra e il servizio militare, i testimoni di Geova (pronuncia errata del sacro tetragramma ebraico che rappresenta il nome di Dio) si basano su una discutibile interpretazione della Bibbia, rifiutano i principali dogmi cristiani (Trinità, immortalità dell'anima, divinità di Cristo), hanno una visione millenaristica. Sono in forte crescita in molti Paesi per l'insistente proselitismo, Italia compresa.
Chiese avventiste. Gli avventisti attendono come prossimo l'avvento di Gesù Cristo. Il fondatore è W. Miller (1781.1849), un predicatore battista. Sono suddivisi in vari gruppi, tra cui gli avventisti del Settimo Giorno (1844) o sabbatisti: santificano il sabato e sono fedeli alla Bibbia. Il centro è a Washington, ma sono presenti in circa 200 Paesi, tra cui l'Italia.
Mormoni. Il nome ufficiale è "Chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni"; fu fondata dall'americano J. Smith (1805-1844). Sostengono che la Bibbia deve essere completata con il Libro di Mormon, rivelato a Smith dall'angelo Moroni. Osservano i Dieci Comandamenti; conducono una vita austera (niente alcool, fumo, ecc...), dando molta importanza alla famiglia e all'educazione. I giovani fanno un servizio missionario volontario. Il loro centro è a Salt Lake City, negli USA.

freccia Ecco,  le parole di un docente presso l’istituto "B. Pascal", esponente della Chiesa Battista e del Pastore Battista, Casanova.

freccia  Scheda CRISTIANI NEL MONDO  e fedeli delle religioni - Ecumenismo.

freccia  Panoramica a 360° su chiese evangeliche - Altre panoramiche

Protestanti e Cattolici: somiglianze e differenze

Hanno in comune: Si differenziano perché:
* la fede in Gesù Cristo;

* il credere in un solo Dio creatore, che si è fatto conoscere e si è rivelato nella storia;

* il credere nello Spirito Santo che con il Padre e il Figlio costituisce la Trinità;

* la Sacra Scrittura.
* i protestanti ritengono che per salvarsi sia sufficiente la fede; invece, secondo i cattolici, l'uomo si salva se ha fede e compie opere buone;
* la Chiesa è vista come l'assemblea del popolo di Dio, ma non vengono riconosciute una gerarchia e l'autorità del papa di Roma. Ogni Chiesa locale è indipendente;
* non vi sono sacerdoti, ma pastori, che possono essere sposati;
* i sacramenti sono in genere ridotti a due: battesimo e cena del Signore;
* non vengono riconosciuti il culto dei santi e della Madonna;
* al centro del culto sta la predicazione della Parola di Dio (il sermone), da parte del pastore o di un predicatore laico;
* la cena del Signore (eucaristia) è intesa come una conferma simbolica della predicazione della Parola di Dio. Questa è una differenza di un certo peso, dal momento che la messa cattolica è invece tutta incentrata sulla celebrazione eucaristica.

 

  IL RINNOVAMENTO DELLA CHIESA

Contemporaneamente alla Riforma protestante, ci fu pure una Riforma cattolica, che prese il nome di Controriforma. Queste due espressioni mettono in evidenza due aspetti dello stesso fenomeno:
* Riforma cattolica sottolinea il rinnovamento che avvenne all'interno della Chiesa cattolica;
* Controriforma sottolinea la reazione cattolica alla Riforma protestante.
La Riforma cattolica avvenne per opera della Chiesa che convocò il Concilio di Trento (dal 1545-1563). Nello stesso periodo, inoltre, nascevano all'interno della Chiesa grandi figure di santi, fondatori di ordini religiosi, che portarono nuovo vigore alla Chiesa stessa.

Il Concilio di Trento fu importantissimo: da essa la Chiesa fu rinvigorita e purificata, anche se non riuscì a sanare la divisione provocata dalla Riforma protestante.
Durante il Concilio di Trento vennero riconfermati alcuni principi fondamentali della Chiesa cattolica, messi in discussione dal protestantesimo:

* la validità della Tradizione accanto alla Sacra Scrittura;
* il principio che per salvarsi occorrono sia la fede sia le opere;
* la presenza reale di Cristo nell'eucaristia;
* la sacralità e la necessità di tutti e sette i sacramenti;
* l'esistenza del purgatorio;
* la funzione delle indulgenze;
* il culto della Madonna e dei santi.

Il Concilio di Trento servì inoltre:
* a migliorare la preparazione dei sacerdoti con l'istituzione dei seminari (luoghi di formazione dei sacerdoti, anche attraverso lo studio);
* a far sì che i vescovi risiedessero nelle loro diocesi, così da occuparsi effettivamente delle parrocchie del loro territorio (mentre prima molti vescovi se ne disinteressavano, vivendo in tutt'altre zone rispetto alle diocesi che gli erano state affidate);
* ad aumentare la moralità del clero, anche riconfermando il celibato (cioè l'obbligo di non sposarsi) per i sacerdoti.

Per combattere il protestantesimo venne inoltre potenziato il Tribunale dell'Inquisizione (tribunale ecclesiastico istituito per combattere le eresie e condannare gli eretici) e fu compilato un elenco di libri proibiti (i libri contrari alla dottrina cattolica).
Questi ultimi due fatti contribuirono però a rendere più aspra l'intolleranza e l'incomprensione che si era ormai diffusa, senza distinzione, fra cattolici e protestanti.

Grandi santi del XVI secolo furono:
* Ignazio di Loyola, un cavaliere spagnolo che, convertitosi e divenuto sacerdote, fondò la Compagnia di Gesù (Gesuiti). Questi si caratterizzarono per un fortissimo spirito di obbedienza e di fedeltà alla Chiesa, in particolare al Papa. Si dedicarono alla predicazione, alle missioni nelle Americhe e in Estremo Oriente (vedi il sacerdote scienziato Matteo Ricci), alla creazione di collegi e seminari per la formazione dei sacerdoti e dei giovani, all'assistenza agli ammalati e ai poveri. Colti e preparatissimi, furono spesso confessori e consiglieri di re, regine, principi e uomini di governo, che a loro affidavano l'educazione dei loro figli.
* Camillo de Lellis, fondatore dei Ministri degli Infermi (Camilliani), una congregazione religiosa dedita al servizio dei malati. I Camilliani vestivano un abito bianco con una grande croce rossa (da questo nacque, molto tempo dopo, l'idea della Croce Rossa).
* Filippo Neri fu un uomo originalissimo e affascinante, un vero prodigio di carità e di umanità tanto da essere chiamato il "santo dell'allegria". Egli si dedicò a raccogliere la più sfortunata gioventù romana negli Oratori, la sua vera invenzione: luogo di incontri giocosi e di animazione.
* Teresa d'Avila, spagnola, fondò l'ordine religione delle Carmelitano scalze.
* Carlo Borromeo, vescovo di Milano, contribuì ad attuare la Riforma cattolica nella sua diocesi. Carlo interpretò il suo ruolo alla luce del Concilio di Trento: lottò contro le eresie e si impegnò affinché il clero fosse più coerente al messaggio evangelico. Con grande rigore operò per riorganizzare la struttura ecclesiastica milanese.
* Altri ordini con i loro fondatori si dedicarono soprattutto all'educazione e fondarono scuole in moltissime città italiane: fu questo il caso dei Teatini, Scolopi, Barnabiti.

CONCILIO VATICANO II
Un'altra grande riforma della Chiesa avvenne nel XX secolo. In quest'epoca recente ci fu un momento di grande rinnovamento nella Chiesa che prese l'avvio dal Concilio Vaticano II. Quest'ultimo concilio fu indetto da papa Giovanni XXIII e si tenne nella Città del Vaticano, dal 1961 al 1965.
Il Concilio Vaticano II è stato il più grande avvenimento della storia recente della Chiesa. Dopo aver svolto un lavoro intensissimo, il Concilio terminò senza pronunciare condanne contro errori o deviazioni, ma piuttosto cercando di stabilire con il mondo contemporaneo un dialogo attivo, ponendosi di fronte a esso, alla sua cultura, ai suoi problemi con spirito nuovo e aperto:
* furono affrontati i temi di maggiore attualità, come quelli del rinnovamento sociale, della miseria, della giustizia e della pace;
* venne istituita la messa in lingua locale (prima la messa era celebrata solo in latino);
* venne dato slancio all'ecumenismo e al dialogo interreligioso (con le altre religioni);
* si indicò il ruolo dei laici nella Chiesa.

Sulla scia del CVII si consolidarono e presero vita diverse associazioni, movimenti ecclesiali e nuove comunità che tuttora contribuiscono al rinnovamento della Chiesa secondo il proprio carisma (doni particolari elargiti dallo Spirito Santo ai singoli per il bene della comunità).
Fra questi si possono contare:
* l'Azione Cattolica (AC);
* la F.U.C.I. (Federazione Universitaria Cattolica Italiana);
* Comunione e Liberazione (CL);
* la Comunità di Sant'Egidio;
* il Movimento dei Focolari;
* il Rinnovamento Carismatico Cattolico;
* la Comunità Neocatecumenale;
* Regnum Christi;
* Cursillos de Cristiandad;
* L'Arché;
* L'Equipes Notre-Dame
e molte altre realtà che segnano con il loro slancio spirituale, educativo ed evangelizzatore la vita della Chiesa del nostro tempo.
L'importanza di queste forme di vita cristiana, unite alla Chiesa, fu sancita da papa Giovanni Paolo II in un celebre incontro in piazza San Pietro durante la ricorrenza della Pentecoste del 1998.