CHIESA NASCENTE - Torna all'indice

La Chiesa che nasce, lì a Gerusalemme, è contraddistinta fin dall'inizio dalla certezza che Gesù è il Figlio di Dio. Una testimonianza che Pietro professa fin dal suo primo discorso subito dopo la discesa dello Spirito Santo.
Stefano, uno dei diaconi, predicherà con fervore questa verità e, proprio per questo, sarà processato e ucciso con la lapidazione.
Stefano è il primo martire della Chiesa. Questa comunità di cristiani non rifiuta di dare la propria vita per testimoniare ciò che crede. Il 26 dicembre la Chiesa festeggia santo Stefano, questo perché il 25 dicembre si celebra la natività del Cristo Figlio di Dio, il giorno dopo si celebra la festa di colui che per primo ha dato la vita per testimoniare che Gesù Cristo è veramente il Figlio di Dio.

"Martire" e "martiri di oggi" E' un termine greco (martyr) che significa "testimone". Inizialmente i martiri nel senso di testimoni sono gli Apostoli, testimoni della morte e della resurrezione di Gesù.
Dal II secolo d.C. col termine "martire" si intendono tutti coloro che hanno testimoniato con la vita la loro fede in Cristo. Martire è infatti colui che viene ucciso per testimoniare la propria fede in Cristo.
L'epoca dei martiri non è affatto finita. Stefano è stato il primo martire della storia cristiana: ma l'ultimo? 
Nel 2004 sono stati uccisi 15 cristiani: 10 sacerdoti, 1 religioso, 1 religisa, 3 laici (l'utlimo di questi, Suor Christiane Philippon, proprio il 26 dicembre)
Nel 2003 sono stati uccisi 35 cristiani:  1 arcivescovo, 20 sacerdoti, 3 religiosi, 2 religiose, 3 seminaristi, 1 catechista, 5 laici.
Nel 2002: 25 cristiani: 1 vescovo, 18 sacerdoti, 1 religioso, 2 religiose, 2 seminaristi, 1 laico consacrato.
Ovviamente in questo elenco mancano tanti altri cristiani ,“militi ignoti della fede”, in ogni angolo del pianeta, di cui forse non si avrà mai notizia.
In questo elenco, naturalmente non mancano martiri uccisi anche in Italia: don Pino Puglisi è stato ucciso a Palermo, nel quartiere Brancaccio, il 15 settembre 1993; don Giuseppe Diana, ucciso a Casal di Principe (in Campania) il 19 marzo 1994; don Graziano Muntoni, ucciso a Orgosolo (in Sardegna) il 24 dicembre 1998; don Renzo Beretta, a Ponte Chiasso (frazione di Como) il 20 gennaio 1999.

Insieme a coloro che testimoniavano con la vita la loro fede in Cristo, non mancavano problemi anche di natura "interna" agli Apostoli e ai cristiani.
Ciò che loro facevano era magia?
  Possono diventare cristiani anche i non ebrei (cioè i pagani)? Se sì, quale cammino devono compiere? Devono prima diventare ebrei facendosi circoncidere per poter poi diventare cristiani?

In quell'epoca, molti credevano nella magia, nei riti divinatori, negli oracoli. C'era quindi il rischio di confondere con magia ciò che facevano gli apostoli. Un esempio di mago del tempo era un certo Simon Mago (narrato in Atti 8, 9-24).

SIMON MAGO"V`era da tempo in città un tale di nome Simone, dedito alla magia, il quale mandava in visibilio la popolazione di Samaria, spacciandosi per un gran personaggio. A lui aderivano tutti, piccoli e grandi, esclamando: "Questi è la potenza di Dio, quella che è chiamata Grande". Gli davano ascolto, perché per molto tempo li aveva fatti strabiliare con le sue magie. Ma quando cominciarono a credere a Filippo, che recava la buona novella del regno di Dio e del nome di Gesù Cristo, uomini e donne si facevano battezzare. Anche Simone credette, fu battezzato e non si staccava più da Filippo. Era fuori di sé nel vedere i segni e i grandi prodigi che avvenivano. Frattanto gli apostoli, a Gerusalemme, seppero che la Samaria aveva accolto la parola di Dio e vi inviarono Pietro e Giovanni. Essi discesero e pregarono per loro perché ricevessero lo Spirito Santo; non era infatti ancora sceso sopra nessuno di loro, ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signore Gesù. Allora imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo. Simone, vedendo che lo Spirito veniva conferito con l`imposizione delle mani degli apostoli, offrì loro del denaro dicendo: "Date anche a me questo potere perché a chiunque io imponga le mani, egli riceva lo Spirito Santo". Ma Pietro gli rispose: "Il tuo denaro vada con te in perdizione, perché hai osato pensare di acquistare con denaro il dono di Dio. Non v`è parte né sorte alcuna per te in questa cosa, perché il tuo cuore non è retto davanti a Dio. Pèntiti dunque di questa tua iniquità e prega il Signore che ti sia perdonato questo pensiero. Ti vedo infatti chiuso in fiele amaro e in lacci d`iniquità". Rispose Simone: "Pregate voi per me il Signore, perché non mi accada nulla di ciò che avete detto".

Da questo personaggio e dal suo desiderio di comprare da san Pietro il potere di trasmettere con l'imposizione delle mani lo Spirito Santo, è nato il termine "simonia" che significa, appunto, acquisto per mezzo di denaro di beni spirituali, quali le funzioni sacerdotali, da quelle del prete a quelle del papa.

Il problema della conversione dei pagani.  Inizialmente i cristiani venivano, che ancora non si chiamavano "cristiani", venivano confusi con una delle tante sette ebraiche; addirittura veniva loro permesso di  parlare nelle sinagoghe ebraiche! questo anche perché i  cristiani (che inizialmente sono tutti ebrei) non avevano affatto abbandonato le usanze ebraiche e, come tutti, continuavano a frequentare il Tempio di Gerusalemme. Prima però che il problema trovasse una sua soluzione definitiva nel Concilio di Gerusalemme (49 d.C.), già era stato messo in pratica singolarmente dagli Apostoli (vedi Atti 9, 26-40 in cui Filippo battezza un etiope, e Atti 10,1-48 in cui Pietro battezza la figlia del centurione romano Cornelio).

Impero romano