CHIESA NASCENTE  Torna all'indice della tua classe

Gesu' e' il fondatore della Chiesa. L'avvenimento che segna la nascita della Chiesa e' la Pentecoste (Dio-Spirito Santo tra gli apostoli).
Questa avviene a Gerusalemme, intorno al 33 d.C., nella citta' in cui Gesu' e' morto e risorto; nello stesso luogo dell'ultima cena (nel Cenacolo).
Dopo la Pentecoste, Pietro fa il primo grande discorso della Chiesa e gia' li' evidenzia il cuore (kerygma) del Cristianesimo: Gesu' Cristo e' risorto dai morti.
La Chiesa comincia quindi ad organizzarsi:
Gli Apostoli (attuali vescovi): si occupano della diffusione del Vangelo.
I presbiteri (attuali sacerdoti): guidano le comunita'.
I diaconi (si occupano della distribuzione dei beni ai poveri).
Seguono l'organizzazione sacerdotale dei romani che, in quanto ad organizzazione avevano idee molto chiare.
A Roma i sacerdoti erano organizzati in collegi, a capo di ogni collegio c'era un pontefice e a capo dei pontefici c'era il pontefice massimo.
L'attuale organizzazione della Chiesa: Pontefice (il papa), vescovi, sacerdoti.

Il problema della conversione dei pagani.  Inizialmente i cristiani, che ancora non si chiamavano "cristiani", venivano confusi con una delle tante sette ebraiche; addirittura veniva loro permesso di  parlare nelle sinagoghe ebraiche! questo anche perché i  cristiani (che inizialmente erano tutti ebrei) non avevano affatto abbandonato le usanze ebraiche e, come tutti, continuavano a frequentare il Tempio di Gerusalemme.
Il problema principale sorse quando dei non-ebrei  (i pagani) vollero diventare cristiani. C'era infatti la convinzione che prima di diventare cristiani, i non-ebrei dovessero diventare ebrei, dovessero cioè entrare proprio a far parte del popolo ebreo (attraverso la circoncisione e ad altre usanze ebraiche del tempo).
Questo dilemma (direttamente cristiani o prima ebrei e poi cristiani?) trovo' una soluzione definitiva nel Concilio di Gerusalemme (49 d.C.) che stabili' che non era necessario costringere a diventare prima ebrei.
Prima di allora, comunque, la soluzione era gia' stata messa in pratica singolarmente dagli Apostoli (vedi Atti 9, 26-40 in cui Filippo battezza un etiope, e Atti 10,1-48 in cui Pietro battezza la figlia del centurione romano Cornelio).

"Martire" e "martiri di oggi" E' un termine greco (martyr) che significa "testimone". Inizialmente i martiri nel senso di testimoni sono gli Apostoli, testimoni della morte e della resurrezione di Gesu'.
Dal II secolo d.C. col termine "martire" si intendono tutti coloro che hanno testimoniato con la vita la loro fede in Cristo. Martire e' infatti colui che viene ucciso per testimoniare la propria fede in Cristo.
L'epoca dei martiri non e' affatto finita. Stefano e' stato il protomartire, ossia il primo martire della storia cristiana: ma l'ultimo?
Nel 2017 sono stati uccisi nel mondo 23 missionari: in America 11 operatori pastorali (8 sacerdoti, 1 religioso, 2 laici), in Africa 10 operatori pastorali (4 sacerdoti, 1 religiosa, 5 laici); in Asia 2 operatori pastorali  (1 sacerdote, 1 laico).
Nel 2016 sono stati uccisi 31 operatori pastorali, di cui 14 sono sacerdoti. Ma i cristiani uccisi per la loro fede sono stati circa 90mila nel 2016
Nel 2015 sono stati uccisi 22 operatori pastorali.
Nel 2004 sono stati uccisi 15 cristiani: 10 sacerdoti, 1 religioso, 1 religiosa, 3 laici (l'ultimo di questi, Suor Christiane Philippon, proprio il 26 dicembre)
Nel 2003 sono stati uccisi 35 cristiani:  1 arcivescovo, 20 sacerdoti, 3 religiosi, 2 religiose, 3 seminaristi, 1 catechista, 5 laici.
Nel 2002: 25 cristiani: 1 vescovo, 18 sacerdoti, 1 religioso, 2 religiose, 2 seminaristi, 1 laico consacrato.
Ovviamente in questo elenco mancano tanti altri cristiani ,“militi ignoti della fede”, in ogni angolo del pianeta, di cui forse non si avra' mai notizia.
In questo elenco, naturalmente non mancano martiri uccisi anche in Italia: don Pino Puglisi e' stato ucciso a Palermo, nel quartiere Brancaccio, il 15 settembre 1993; don Giuseppe Diana, ucciso a Casal di Principe (in Campania) il 19 marzo 1994; don Graziano Muntoni, ucciso a Orgosolo (in Sardegna) il 24 dicembre 1998; don Renzo Beretta, a Ponte Chiasso (frazione di Como) il 20 gennaio 1999.

Insieme a coloro che testimoniavano con la vita la loro fede in Cristo, non mancavano problemi anche di natura "interna" agli Apostoli e ai cristiani.
Per esempio, cio' che loro facevano era magia?
In quell'epoca, molti credevano nella magia, nei riti divinatori, negli oracoli.
C'era quindi il rischio di confondere con magia cio' che facevano gli apostoli. Un esempio di mago del tempo era un certo Simon Mago (narrato in Atti 8, 9-24).

SIMON MAGO "V`era da tempo in citta' un tale di nome Simone, dedito alla magia, il quale mandava in visibilio la popolazione di Samaria, spacciandosi per un gran personaggio. A lui aderivano tutti, piccoli e grandi, esclamando: "Questi e' la potenza di Dio, quella che e' chiamata Grande". Gli davano ascolto, perché per molto tempo li aveva fatti strabiliare con le sue magie. Ma quando cominciarono a credere a Filippo, che recava la buona novella del regno di Dio e del nome di Gesu' Cristo, uomini e donne si facevano battezzare. Anche Simone credette, fu battezzato e non si staccava piu' da Filippo. Era fuori di sé nel vedere i segni e i grandi prodigi che avvenivano. Frattanto gli apostoli, a Gerusalemme, seppero che la Samaria aveva accolto la parola di Dio e vi inviarono Pietro e Giovanni. Essi discesero e pregarono per loro perché ricevessero lo Spirito Santo; non era infatti ancora sceso sopra nessuno di loro, ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signore Gesu'. Allora imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo. Simone, vedendo che lo Spirito veniva conferito con l`imposizione delle mani degli apostoli, offri' loro del denaro dicendo: "Date anche a me questo potere perché a chiunque io imponga le mani, egli riceva lo Spirito Santo". Ma Pietro gli rispose: "Il tuo denaro vada con te in perdizione, perché hai osato pensare di acquistare con denaro il dono di Dio. Non v`e' parte né sorte alcuna per te in questa cosa, perché il tuo cuore non e' retto davanti a Dio. Pe'ntiti dunque di questa tua iniquita' e prega il Signore che ti sia perdonato questo pensiero. Ti vedo infatti chiuso in fiele amaro e in lacci d`iniquita'". Rispose Simone: "Pregate voi per me il Signore, perché non mi accada nulla di cio' che avete detto".

Da questo personaggio e dal suo desiderio di comprare da san Pietro il potere di trasmettere con l'imposizione delle mani lo Spirito Santo, e' nato il termine "simonia" che significa, appunto, acquisto per mezzo di denaro di beni spirituali, quali le funzioni sacerdotali, da quelle del prete a quelle del papa.


 
SAN PIETRO E SAN PAOLO
La Chiesa e' fondata da Gesu'. Tuttavia coloro che l'hanno fatta nascere "materialmente" sono stati gli Apostoli e, in particolare, san Pietro e san Paolo.
San Paolo, nelle sue tredici lettere, evidenzia il ruolo decisivo di Gesu' Cristo nella salvezza di tutti gli uomini. La forza di questa verita' e' capace di colpire tutti gli uomini, sia gli ebrei quanto i pagani perché essa coinvolge, converte e salva tutti. Per san Paolo la Chiesa e' il corpo di Cristo, il corpo visibile del Signore (c'e' il corpo fisico, il corpo fisico crocifisso sulla croce, il corpo della risurrezione, il corpo eucaristico, c'e' anche quello ecclesiale).
San Paolo, nei suoi lunghi tre viaggi ha fondato diverse comunita' con le quali si e' mantenuto in contatto attraverso le lettere.
Le sue lettere sono una grande chiarificazione del messaggio cristiano.
San Pietro e' colui che per primo riconosce in Gesu' il Messia, il Cristo; e' anche il primo testimone della risurrezione ed e' colui che incoraggia gli altri apostoli a credere nella risurrezione di Gesu'. E' il primo a fare un discorso pubblico subito dopo la Pentecoste. Egli ricorda ai cristiani che la loro roccia e' Cristo e che essi formano con Lui il muro ben solido su cui costruire la Chiesa.
Viaggi interattivi di san Paolo (occorre attivare Macromedia per l'interattività, in basso sulla pagina del sito)
Viaggio virtuale nella Basilica di San Paolo Fuori le Mura, a Roma (e altre tre basiliche maggiori di Roma)
 
 
PERSECUZIONI EBRAICHE
Le prime comunita' cristiane si diffusero a Gerusalemme e nel resto della Palestina. Il Sinedrio (organo religioso ebraico) ordino' la carcerazione di coloro che affermavano che Gesu' era risorto.
Il primo cristiano ucciso per questo fu il diacono Stefano (32-33 d.C.): e' chiamato protomartire (primo martire) e la Chiesa lo celebra il 26 dicembre:
il messaggio che si e' voluto dare e' questo:  il 25 dicembre la Chiesa celebra la nascita di Gesu', Figlio di Dio.
Il giorno successivo si celebra la festa del primo cristiano che ha dato la sua vita proprio per quel Figlio di Dio.

Intorno al 43 sara' ucciso l'apostolo Giacomo (fratello di Giovanni) e intorno al 63 anche l'altro Giacomo.
 
PERSECUZIONI ROMANE
Quando il Cristianesimo giunse nel cuore dell'Impero romano, a Roma, anche qui venne perseguitato.
L'inizio delle persecuzioni fu dato da un editto dell'imperatore Nerone, nel 64 d.C. perché per allontanare da sé le accuse dell'incendio di Roma, le riverso' sui cristiani (questo dice lo storico romano Tacito nei suoi Annales).
Seguirono duri anni di persecuzioni; l'ultima, quella di Diocleziano, dal 303 al 304 d.C. Fu tra le piu' sanguinose.
Quali furono le cause delle persecuzioni?
- rifiuto da parte dei cristiani di venerare l'imperatore, quindi accusati di tradimento verso Roma;
- diffusione dei valori dell'amore per il prossimo, dell'uguaglianza, dell'aiuto verso i poveri: valori totalmente contrari alla vita dei romani;
- ostilità nei confronti dei cristiani accusati di infanticidio, di cannibalismo e di incesto;
Durante questo periodo, i cristiani utilizzarono le catacombe per seppellire i propri defunti e martiri.
Visita alla Necropoli Vaticana - Viaggio virtuale alle Catacombe di Priscilla

Simboli cristiani antichi:

 

 

 

 

 

 

 

 

PESCE: Ichthýs: Il simbolo che stilizza un pesce usato dai primi cristiani.
Il termine ichthýs e' la traslitterazione in caratteri latini della parola in greco antico ἰχϑύς, “pesce”, ed e' un simbolo religioso del Cristianesimo perché e' l’acronimo delle parole:
‘Ι
ησοῦς Χριστός Θεoῦ Υιός Σωτήρ
(Iesu's CHristo's  THeu' HYio's Sote'r)
(Gesu' Cristo Figlio di Dio Salvatore).
Si definisce ichthýs il simbolo di un pesce stilizzato, formato da due curve che partono da uno stesso punto, a sinistra (la “testa”), e che si incrociano quindi sulla destra (la “coda”). La simbologia cristiana dei tempi delle Persecuzione dei cristiani nell’impero romano (I-IV secolo) e' molto ricca. A causa della diffidenza di cui erano oggetto da parte delle autorita' Imperiali, i seguaci di Gesu' sentirono l’esigenza di inventare nuovi sistemi di riconoscimento che sancissero la loro appartenenza alla comunita' senza destare sospetti tra i pagani.
Veniva presumibilmente adoperato come segno di riconoscimento: quando un cristiano incontrava uno sconosciuto di cui aveva bisogno di conoscere la lealta', tracciava nella sabbia uno degli archi che compongono l’ichthýs. Se l’altro completava il segno, i due individui si riconoscevano come seguaci di Cristo e sapevano di potersi fidare l’uno dell’altro.

CRISTO-ORFEO: nella tradizione latina e greca, Orfeo era un giovane che, avendo perduto la sua sposa, morta per il morso di un serpente, era disceso nel regno dei morti per poterla riportare in vita. I primi cristiani videro in questo racconto un'immagine di Gesu': come la sposa di Orfeo, anche l'umanita' era perduta negli inferi a causa di un serpente e, come Orfeo,Gesu' era andato nel regno dei morti per liberarla. Per questo una delle prime raffigurazioni cristiane nel mondo latino e greco fu proprio un Cristo con l'aspetto di Orfeo.

Il CHI-RHO (o monogramma di Cristo). E' per antonomasia il monogramma di Cristo
(nome abbreviato talora in chrismon o crismon).
Esso e' un monogramma costituito essenzialmente dalla sovrapposizione delle prime due lettere del nome greco di Kristo's, X (la lettera chi, equivalente a “ch” nel nostro alfabeto) e P (la lettera rho, che indica il nostro suono “r”).
Alcune altre lettere e simboli sono spesso aggiunti.

ALFA e OMEGA: sono la prima e l'ultima lettera dell'alfabeto greco. Gesu' e' indicato cosi' nel libro dell'Apocalisse: "Io sono l'Alfa e l'Omega, il Principio e la Fine", per indicare che tutto cio' che esiste ed esistera' va compreso a partire da Cristo.

Il BUON PASTORE: se il mito di Orfeo era comunque un mito pagano, rivisitato in ottica cristiana, il buon pastore e' un'immagine tipicamente biblica; e' Gesu' stesso che si paragona a un pastore buono che va in cerca delle sue pecore perdute. L'immagine e' presente anche nelle catacombe.

La COLOMBA: con il ramoscello d'ulivo nel becco: simbolo che proviene dalla salvezza apportata dall'arca di Noe' e conseguentemente immagine dell'anima nella pace divina.

La VIGNA: simbolo della Chiesa; l'immagine della vigna venne molto usata nelle prime comunita' cristiane, che le diedero il significato di Chiesa come Comunita'.

La RETE e la BARCA: la rete da pesca simboleggia l'opera della Chiesa: i pescatori, gli apostoli e i pesci coloro che entrano nella Chiesa.
La BARCA: la Chiesa viene rappresentata come una barca guidata e protetta da Cristo.

La LANTERNA ACCESA: la luce accesa della lampada e' il simbolo della fede che illumina ogni dubbio e le tenebre, portando serenita' e chiarezza.

L'ANCORA: rappresenta la fede con la quale si rimane saldi anche nelle situazioni difficili.

FENICE: mitico uccello d'Arabia, che, secondo la credenza degli antichi, dopo un dato numero di secoli risorge dalle sue ceneri, e' il simbolo della risurrezione.

AGNELLO:  E’ l’immagine del Cristo. Simbolo di dolcezza, di semplicita', di innocenza, di purezza e di obbedienza, per il suo comportamento e per il suo colore bianco, l’agnello in ogni tempo e' stato considerato l’animale sacrificale per eccellenza.
Dopo la profezia di Isaia, «Dio ha fatto ricadere su di lui l’iniquita' di noi tutti. Lo si maltratta, e lui patisce e non apre bocca, simile all’agnello condotto al macello», Giovanni il Battista dira' di Gesu' che gli veniva incontro nella valle del Giordano: «Ecco l’agnello di Dio: ecco Colui che toglie i peccati del mondo». Il venerdi' santo Gesu', come vittima espiatoria, prende su di sé i peccati dell’umanita' ed assume il senso del sacrificio dell’agnello preparato per la pasqua ebraica e il ruolo salvifico del sangue con cui gli ebrei avevano contrassegnato le loro porte prima dello sterminio. Per questo suo patire, le piu' antiche immagini ce lo mostrano coricato e non in piedi. Il simbolo pero', rimanda anche al Cristo resuscitato e glorificato, come si legge piu' volte nell’Apocalisse. In questo caso, la docile bestia si afferma non solo come il Purificatore del mondo, ma anche come il dominatore, e l’iconografia medievale ce la presenta con una croce che le trapassa il corpo da parte a parte e verso la quale la sua testa si rivolge con la bocca semiaperta ad invitare con le parole del Signore: «Venite a me che sono dolce e umile di cuore e troverete il riposo delle vostre anime».
Per evitare confusione di culti e di credenze che avrebbero potuto sorgere per analogie di simboli (nel culto di Dioniso i fedeli sacrificavano un agnello per indurre il dio a tornare dagli inferi), il Concilio di Costantinopoli del 692 impose che l’arte cristiana rappresentasse il Cristo in Croce, non piu' sotto la forma dell’agnello affiancato dal sole e dalla luna, ma in forma umana.

PELLICANO: Il fatto che i pellicani adulti curvino il becco verso il petto per dare da mangiare ai loro piccoli i pesci che trasportano nella sacca, ha indotto all’errata credenza che i genitori si lacerino il torace per nutrire i pulcini col proprio sangue, fino a divenire “emblema di carita'” (O. Wirth).
Il pellicano e' divenuto pertanto il simbolo dell’abnegazione con cui si amano i figli. Per questa ragione l’iconografia cristiana ne ha fatto l’allegoria del supremo sacrificio di Cristo, salito sulla Croce e trafitto al costato da cui sgorgarono il sangue e l’acqua, fonte di vita per gli uomini.

PAVONE: simbolo della resurrezione e della vita eterna.
La sua celebrita' risale al mondo classico ed era tale da farlo comparire persino in alcune monete dell’antica Grecia. Si riteneva che sue carni, in particolari condizioni, non sarebbero mai andate in putrefazione. Per questo era considerato anche come un simbolo di immortalita'.
La straordinarieta' di questo uccello non finiva qui.
Il fatto che nella stagione invernale perdesse le piume e ne acquistasse di nuove ed addirittura piu' belle a primavera, fece si' che il mondo cristiano dei primi secoli lo adottasse come simbolo di resurrezione.
Questa e' la ragione per cui le sue raffigurazioni sono state ritrovate numerose nelle catacombe di Roma.

 

 

 

 

 

 

PALMA: l’antica simbologia della palma del martirio e, in generale, la palma intesa come simbolo del Cristianesimo, si collega all’Oriente, cioe' alla terra dove maggiormente si trova questo albero slanciato e vigoroso con possenti pennacchi di foglie disposti a raggio come quelli del sole.
Il legame con il martirio e' dovuto al fatto che nell’iconografia cristiana ai martiri la palma era spesso associata.
Il suo significato e' quello della vittoria, dell’ascesa, della rinascita e dell’immortalita'. Si collega anche alla fenice e ha la funzione di albero della vita. Questa simbolo gia' presente fin dall’epoca paleocristiana e' legato a un passo dei Salmi, dove si dice che come fiorira' la palma cosi' fara' il giusto: la palma infatti produce un’infiorescenza quando sembra ormai morta, cosi' come i martiri hanno la loro ricompensa in paradiso.
Nella domenica detta appunto delle Palme la simbologia rimanda all’entrata trionfale di Gesu' Cristo in Gerusalemme (Vangeli, Giovanni 12,13) prefigurando in anticipo la Resurrezione dopo la morte. Ugualmente, la palma ha lo stesso valore di simbolo della resurrezione dei martiri (Apocalisse 7, 9).

CROCE: e' il simbolo cristiano piu' diffuso, riconosciuto in tutto il mondo. e' una rappresentazione stilizzata dello strumento usato dai romani per la tortura e l’esecuzione capitale tramite crocifissione, il supplizio che secondo i vangeli e la tradizione cristiana e' stato inflitto a Gesu' Cristo. Tuttavia si tratta di una forma simbolica molto antica, un arche'tipo che prima del cristianesimo aveva gia' assunto un significato universale: rappresenta l’unione del cielo con la terra, della dimensione orizzontale con quella verticale, congiunge i quattro punti cardinali ed e' usata per misurare e organizzare le piante degli edifici e delle citta'. Con il cristianesimo assume significati nuovi e complessi come il ricordo della passione, morte e risurrezione di Gesu'; e come un monito dell’invito evangelico ad imitare Gesu' in tutto e per tutto, accettando pazientemente anche la sofferenza. Tipi di croce:
"crux commissa" (T), "croce latina" (†, detta anche "crux immissa"), "croce greca" (con i bracci uguali)

INRI: e' il Titulus crucis, un acronimo ottenuto dalla frase latina 
Iesous Nazarenus Rex Iudaeorum

che significa: 

Gesu' di Nazaret, re dei giudei
.
Secondo i Vangeli la scritta fu voluta da Pilato
e posta sopra la croce di Gesu' crocifisso.

ICXC: e' un acronimo ottenuto dalla prima ed ultima lettera delle due parole Gesu' e Cristo, scritte secondo l’alfabeto greco (ΙΗΣΟΥC ΧΡΙΣΤΟC). 
Si noti che la lettera finale sigma (esse) viene scritta nella forma lunata che ricorda la lettera latina C).
Compare molto spesso sulle icone ortodosse, dove il monogramma puo' essere diviso: “
IC” nella parte sinistra dell’immagine e “XC” nella parte destra.

JHS: la sigla JHS o Trigramma (in alfabeto greco JЙΣ) compare per la prima volta nel III secolo fra le abbreviazioni utilizzate nei manoscritti greci del Nuovo Testamento, abbreviazioni chiamate oggi Nomina sacra.
Essa indica l’abbreviazione del nome ΙΗΣΟΥΣ (cioe' “Iesous”, Gesu', in lingua greca antica e caratteri maiuscoli).
La sigma (la esse), che nell’originale greco era scritta nella forma di sigma lunata, molto simile a una “C“, da cui le varianti tardo-antiche: IHC oppure JHC, nell’alfabeto latino divenne una a tutti gli effetti e la H che in greco e' una eta (cioe' una E) fu scambiata per acca per cui nel Medio Evo il simbolo fu riportato con un significato differente:  
J
ESUS HOMINUM SALVATOR 
(Gesu' Salvatore degli uomini).

 
 
 
FINE DELLE PERSECUZIONI
La fine delle persecuzioni arrivera' nel 311, quando Galerio emanera' un editto di tolleranza.
Nel 313 l'imperatore Costantino emanera' l'editto di Milano col quale concedera' la piena liberta' di religione a tutti.
Nel 380 Teodosio proclamera' il Cristianesimo unica religione dell'impero.
Nel 392, sempre Teodosio, proibira' tutti i culti pagani.

 

Impero romano

 

Curiosita': I SIMBOLI DEGLI APOSTOLI
1. Pietro: la chiave o il pesce
2. Giovanni: il calice con il serpente
3. Filippo: pastorale con la piccola croce
4. Simone: la sega
5. Andrea: la croce trasversale
6. Tommaso: la squadra e la lancia
7. Bartolomeo: il pugnale
8. Giuda: l'alabarda e la lancia
9. Giacomo il maggiore: il cappello da pellegrino
10. Giacomo il minore: il bastone
11. Matteo: la borsa
12. Mattia (colui che sostitui' Giuda Iscariota): la lancia