CHIESA E PENTECOSTE -  Scarica il libro degli "Atti degli Apostoli" Torna all'indice della tua classe


La nascita della Chiesa è chiaramente descritta in uno dei 73 libri della Bibbia: gli "Atti degli Apostoli".  Il racconto-chiave che descrive la nascita ufficiale della Chiesa si trova al capitolo 2, subito dopo la scelta di Mattia come nuovo apostolo, al posto di Giuda:

Atti 2,1-11 Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all'improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d'esprimersi.
Si trovavano allora in Gerusalemme Giudei osservanti di ogni nazione che è sotto il cielo. Venuto quel fragore, la folla si radunò e rimase sbigottita perché ciascuno li sentiva parlare la propria lingua. Erano stupefatti e fuori di sé per lo stupore dicevano:
"Costoro che parlano non sono forse tutti Galilei? E com'è che li sentiamo ciascuno parlare la nostra lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamìti e abitanti della Mesopotàmia, della Giudea, della Cappadòcia, del Ponto e dell'Asia, della Frigia e della Panfilia, dell'Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirène, stranieri di Roma, Ebrei e prosèliti, Cretesi e Arabi e li udiamo annunziare nelle nostre lingue le grandi opere di Dio"
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"Il giorno di Pentecoste stava per finire...", Luca sta parlando della festa della Pentecoste ebraica, una festa ancora oggi presente tra gli Ebrei che ricorda il dono della Legge, cioè il dono dei Dieci  Comandamenti, sul monte Sinai, grazie al quale gli Ebrei divennero un popolo. Il racconto quindi è ben circostanziato, ci troviamo a Gerusalemme, alla fine della festa ebraica della Pentecoste: gli Apostoli, riuniti nel cenacolo assieme a Maria, la madre di Gesù, ricevono anche loro un dono: il dono dello Spirito Santo. La presenza dello Spirito Santo, Dio, viene descritta attraverso tre segni tipici:
fuoco - disegno di Calia Mattia vento - disegno di Calia Mattia tuono - disegno di Calia Mattia

Luca sta tentando di descrivere un incontro: quello fra Dio-Spirito Santo e gli Apostoli. Come si fa a descrivere un simile incontro? Dio non è una persona in carne ed ossa... ma se ne avverte la presenza.  Luca, da scrittore ebreo accorto, utilizza li stessi segni che gli autori dell'Antico Testamento utilizzavano per descrivere la presenza di Dio: vento - fuoco -  rombo o forte rumore.
Quei segni indicano quindi la presenza di Dio tra gli Apostoli, l'incontro dei Dodici con Dio, un incontro che li cambierà totalmente, così come cambia qualsiasi vero incontro con Dio.

Altro particolare molto importante:
"Siamo Parti, Medi, Elamìti e abitanti della Mesopotàmia, della Giudea, della Cappadòcia, del Ponto e dell'Asia, della Frigia e della Panfilia, dell'Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirène, stranieri di Roma, Ebrei e prosèliti, Cretesi e Arabi e li udiamo annunziare nelle nostre lingue le grandi opere di Dio". Cosa significherà? E' possibile che in quel giorno, a Gerusalemme, durante una festa ebraica, ci fossero tante persone così diverse? Persone di tutte le parti del mondo allora conosciuto?  Quale potrà essere la spiegazione?

Nel racconto della Pentecoste di Luca, troviamo moltissimi parallelismi tra questa Pentecoste e quella ebraica; tanti parallelismi che è difficile definire "semplici coincidenze").

Pentecoste ebraica Freccia Pentecoste cristiana
avviene dopo la Pasqua Freccia avviene dopo la Pasqua
"dono" dei Dieci Comandamenti Freccia "dono" dello Spirito Santo
12 tribù ebraiche Freccia 12 apostoli ebrei
fuoco, vento, tuono Freccia fuoco, vento, tuono
nasce un Popolo: Freccia nasce un nuovo popolo:
freccia freccia
il popolo ebreo, scelto per
l'Antica Alleanza
Freccia il popolo cristiano, scelto per la
Nuova Alleanza

La pentecoste, per i Cristiani, segna la nascita della Chiesa.

L'enorme messaggio di Luca, presente in questo racconto, è che la nuova Pentecoste si sovrappone a quella precedente; la nuova Pentecoste, sembra prendere il posto della vecchia Pentecoste ebraica.
Il nuovo popolo che nasce (i Cristiani, la Chiesa) prende il posto del vecchio popolo eletto (gli Ebrei). La vecchia Pentecoste e il popolo che da esso è nato "stava per finire" ed una nuova Pentecoste comincia dando vita ad un nuovo popolo.
Questo nuovo popolo non è più legato ad una razza o ad una nazione, ma è un popolo nel quale chiunque (di qualsiasi razza, nazionalità e lingua) può entrare, è il popolo dei Cristiani, la Chiesa.
Prima della venuta di Gesù, gli Ebrei hanno sempre pensato che "il popolo eletto" fosse soltanto il loro, quello ebraico: loro erano l'unico "popolo di Dio"; Luca - col fatto che tutti riescono ad udire le parole degli Apostoli, pur essendo di lingue totalmente diverse - vuol quindi far capire che il nuovo messaggio di Gesù non è comprensibile solo dagli ebrei, non è riservato solo agli ebrei, ma può riguardare chiunque.
Gli Apostoli ricevono il dono di farsi udire in tutte le lingue, non solo dagli ebrei di lingua diversa, ma da tutti coloro che erano a Gerusalemme e che ascoltavano Pietro nel suo primo discorso.
Adesso, con Gesù, chiunque può far parte del "nuovo popolo di Dio", un popolo che non è più legato ad una razza o ad una terra, ma è legato ad una persona: Gesù Cristo, morto e risorto.
Dio non abbandona assolutamente il popolo ebreo, tutto ricomincia sempre da loro:
    la Pentecoste avviene a Gerusalemme, cuore politico e religioso della vecchia Palestina;
    Gesù si è fatto uomo ebreo;
    i "fondatori" della Chiesa sono 12 ebrei;
    la Chiesa nasce a Gerusalemme;
    i primi che si convertono -quindi i primi cristiani - sono ebrei.
    La Chiesa si diffonde prima a Gerusalemme e in Palestina, poi esce fuori da quei confini e si diffonde in tutto il resto del mondo di allora.