Parole
di un docente battista
Come i Protestanti
concepiscono la vita dopo la morte?
In generale ritengono che dopo la morte non esista nulla,
cioè
è una morte totale, non c'è nessuna forma
intermedia sia
per i credenti sia per i non credenti. E’ soltanto con la
parusia, cioè con il ritorno di Cristo, che i salvati
avranno
modo di riottenere la vita, ossia la salvezza, intesa come vita eterna.
Il corpo non muore e l’anima non va in cielo,
perché non
c’e’ distinzione tra corpo e anima. Non esistono
neanche
l’inferno, il paradiso e il purgatorio, luoghi in cui
l’anima si congiunge con lo Spirito. L’idea che
dopo la
morte non ci sia assolutamente nulla rafforza ancora di più
l’idea che con il ritorno di Cristo c’e’
il ritorno
alla vita.
-Quindi non è che non esistano
Paradiso e Inferno, ma
è
un modo diverso di intenderli?
Naturalmente quando si parla di Paradiso e di Inferno si tratta di
metafore, sono sostanzialmente delle entità che
hanno un
grandissimo valore simbolico. Molte volte quando pensiamo al Paradiso e
all'Inferno, immaginiamo le creazioni potenti di Dante, che con la sua
opera ha creato gli stereotipi dell'immaginario collettivo. In
realtà non esistono il Paradiso e l'Inferno, esistono la
vita e
la non vita, esiste il camminare alla destra di Dio, e il camminare da
soli. L'Inferno non è un luogo di pena, di punizione, ma
è solo la non vita.
-I Protestanti credono nella
resurrezione "della carne"?
Non ha senso, per noi Protestanti, parlare di resurrezione "della
carne" come di resurrezione dello spirito. Non ci poniamo il problema
se l'uomo sarà più bello, più felice e
che non
vivrà più in un stato di peccato. Sarà
Cristo che
ritorna, inaugurando un regno di beatitudine, ove il male non
esisterà più.
-Qual è il fondamento dell'
etica protestante in un breve
slogan?
Qualsiasi scelta è dettata dalla propria coscienza, quindi
non
c'è nessuna regola che vale per tutti, l'ultima parola,
l'ultimo
atto di responsabilità è quello del cristiano
solo di
fronte al problema, con uno sguardo il più possibile
profondo e
diretto alla propria fede e alla parola di Dio con un atteggiamento di
profonda preghiera e umiltà. La decisione è
personale, e
vale per ogni problema che l'uomo si trovi ad affrontare,
come
l'eutanasia, l'aborto, il divorzio, ecc…
-Qual è la visione del male e
del diavolo?
Sicuramente il diavolo non è un'entità fisica che
si
possa identificare con il male. Siamo monoteisti e non crediamo quindi
in un Dio del male, per cui non esiste il diavolo. Però,
paradossalmente, il diavolo c'è; è un atto della
coscienza che dice " no" a Dio.
-Credete negli angeli?
Gli angeli sicuramente non sono importanti nel protestantesimo, ma a
volte effettivamente la lettura biblica impone una certa
familiarità con loro. Sostanzialmente questo angelo
è
qualcuno, un personaggio che, a seconda della pagina biblica, assume
diversi significati. Prima di tutto è colui che porta un
messaggio di Dio, molte volte un messaggio di speranza, è
colui
che ci conforta, che ci indica una strada, che ci sta vicino quando
siamo in difficoltà, o stiamo smarrendo la via di Dio. E'
una
figura simpatica e piacevole che non abbiamo ragione di negare.