Il termine Chiesa
deriva dal greco dal greco "ek-kalein" (=chiamare da, chiamare fuori),
da cui "ekklèsia",
il significato più corretto
è
"convocazione". "comunità di chiamati". Designa
assemblee del popolo, generalmente di carattere religioso. E' il termine
frequentemente usato nell'Antico Testamento greco per indicare l'assemblea del
popolo eletto riunita davanti a Dio, soprattutto l'assemblea del Sinai, dove
Israele ricevette la Legge e fu costituito da Dio come suo popolo santo. Definendosi "Chiesa", la prima comunità di coloro che credevano in Cristo
si riconosce erede di quell'assemblea. In essa, Dio "convoca" il suo Popolo da
tutti i confini della terra. Nel linguaggio cristiano, il termine "Chiesa"
designa l'assemblea liturgica, ma anche la comunità locale o tutta la
comunità universale dei credenti. Di fatto
questi tre significati sono inseparabili. La "Chiesa" è il popolo che Dio raduna
nel mondo intero. Essa esiste nelle comunità locali e si realizza come assemblea
liturgica, soprattutto eucaristica. Essa vive della Parola e del Corpo di
Cristo, divenendo così essa stessa Corpo di Cristo. Per
estensione si
chiama "chiesa" anche il luogo in cui la comunità cristiana
si
riunisce, cioè l'edifico
sacro. (vedi anche spazi chiesa
medievale)
Per evitare confusione la
Chiesa-comunità la scriviamo con l'iniziale maiuscola, mentre la
chiesa-edificio in minuscolo.
PERSONE:
La Chiesa - Popolo di Dio
Le caratteristiche del Popolo di Dio
Il Popolo di Dio presenta caratteristiche che lo
distinguono nettamente da tutti i raggruppamenti religiosi, etnici, politici o
culturali della storia:
- E' il Popolo di Dio: Dio non appartiene in proprio ad alcun
popolo. Ma egli da coloro che un tempo erano non-popolo ha acquistato un popolo:
"la stirpe eletta, il sacerdozio regale, la nazione santa".
- Si diviene membri di questo Popolo non per la nascita fisica,
ma per la "nascita dall'alto", "dall'acqua e dallo Spirito", cioè
mediante la fede in Cristo e il Battesimo.
Tale Popolo di Dio, comprende fedeli laici e fedeli appartenenti al
clero.
CLERO: "Il ministero ecclesiastico di istituzione divina viene esercitato in
diversi ordini, da quelli che già anticamente sono chiamati vescovi,
presbiteri, diaconi".
La
dottrina cattolica, espressa nella Liturgia, nel magistero e nella pratica
costante della Chiesa, riconosce che esistono due gradi di partecipazione
ministeriale al sacerdozio di Cristo: l'episcopato e il presbiterato. Il
diaconato è finalizzato al loro aiuto e al loro servizio. Per questo il termine
" sacerdos " - sacerdote - designa, nell'uso attuale, i vescovi e i presbiteri,
ma non i diaconi. Tuttavia, la dottrina cattolica insegna che i gradi di
partecipazione sacerdotale (episcopato e presbiterato) e il grado di servizio
(diaconato) sono tutti e tre conferiti da un atto sacramentale chiamato
"ordinazione", cioè dal sacramento dell'Ordine:fanno parte del clero tutti coloro che hanno ricevuto il sacramento dell'ordine Sacro.
Questo sacramento
ha quindi la particolarità rispetto a tutti gli altri, di essere ricevuto
in tre gradi (o ordini) diversi: diaconato, presbiterio, episcopato.
1° grado: DIACONATO: si diventa diacono (parola greca
che significa "servitore"). "In un grado inferiore della gerarchia stanno i
diaconi, ai quali sono imposte le mani "non per il sacerdozio, ma per il
servizio". Per
l'ordinazione al diaconato soltanto il vescovo impone le mani, significando così
che il diacono è legato in modo speciale al vescovo nei compiti della sua
"diaconia".
I diaconi partecipano in una maniera particolare alla
missione e alla grazia di Cristo.
Il sacramento dell'Ordine imprime in loro un
segno ("carattere") che nulla può cancellare e che li configura a Cristo, il
quale si è fatto "diacono", cioè il servo di tutti.
Compete ai diaconi,
tra l'altro, assistere il vescovo e i presbiteri nella celebrazione dei divini
misteri, soprattutto dell'Eucaristia, distribuirla, assistere e benedire il
matrimonio, proclamare il Vangelo e predicare, presiedere ai funerali e
dedicarsi ai vari servizi della carità.
Durante la celebrazione si distingue dal
sacerdote, perché indossa la stola in
senso diagonale. Prima del diaconato si ricevono i ministeri del
lettorato e dell'accolitato; almeno sei
mesi dopo tali ministeri si può ricevere il
diaconato.
2°grado: PRESBITERATO: sono i sacri Ministri che hanno ricevuto l'Ordine sacro. "I presbiteri, pur non possedendo il vertice del
sacerdozio e dipendendo dai vescovi nell'esercizio della loro potestà, sono
tuttavia a loro uniti nell'onore sacerdotale e in virtù del sacramento
dell'Ordine, a immagine di Cristo, sommo ed eterno sacerdote, sono consacrati per predicare il Vangelo, pascere i fedeli e
celebrare il culto divino, quali veri sacerdoti del Nuovo Testamento ". Il loro ministero si compie nel consacrare l'Eucaristia, amministrare i sacramenti, insegnare e guidare le comunità di fedeli. Essi agiscono in persona di Cristo divenendo dispensatori della grazia di Dio.
3° grado:
EPISCOPATO. "La consacrazione episcopale conferisce
pure, con l'ufficio di santificare, gli uffici di insegnare e di
governare... Infatti... con l'imposizione delle mani e con le parole
della consacrazione la grazia dello Spirito Santo viene conferita e
viene impresso un sacro carattere, in maniera che i vescovi, in modo
eminente e visibile, sostengono le parti dello stesso Cristo Maestro,
Pastore e Pontefice, e agiscono in sua persona. "Perciò i vescovi, per
virtù dello Spirito Santo, che loro è stato dato, sono divenuti i veri e
autentici maestri della fede, i pontefici e i pastori".
Per
divina istituzione, sono i successori degli Apostoli, e i Pastori delle
Chiese particolari (o Diocesi), nelle quali esercitano
l'ufficio di santificare, insegnare e governare, in piena comunione col Papa
e con gli altri vescovi.
Caratteristiche esteriori della consacrazione episcopale sono: la mitria (o
mitra), formata da due parti piatte, a punta, e da due nastri cadenti
sulle spalle; il pastorale: bastone che richiama nella forma quello usato
dai pastori (il Vescovo è il pastore della comunità); la croce pettorale,
l'anello della consacrazione,
simbolo del legame tra il Vescovo e la sua chiesa; la casula, mantello di
colore diverso, a seconda del periodo
dell'anno
liturgico; coloro
distintivo è il fucsia.
Arcivescovo e
metropolita: alcuni gruppi di diocesi si raccolgono in province. Tra i
vescovi, colui che svolge funzioni di primazia, è detto
metropolita.
I vescovi responsabili di diocesi molto grandi (come Milano, New York, Città
del Capo...) vengono chiamati spesso
arcivescovi
e sono affiancati da altri vescovi ausiliari o coadiutori.
In Oriente,
tra gli ortodossi, il vescovo ha l'epigonatio (insegna onorifica tipica
della chiesa ortodossa); il sacco (è una specie di mantello
che riprende
quello degli antichi imperatori); l'omoforio (la stola tipica dei vescovi
orientali); la mitra (o mitria, la forma ricorda la corono imperiale);
il pastorale
(la forma richiama il bastone dei medici antichi).
Anche i cardinali,
come sacramento, sono vescovi;
questi sono scelti dal Papa ed hanno il compito di eleggere il nuovo Papa e
di aiutare il papa nella guida della Chiesa;
colore tipico dei cardinali è il rosso. Lo stesso Papa, come sacramento, è
un vescovo.
E' il vicario
di Cristo, successore dell'Apostolo Pietro (come tale quindi capo della
Chiesa), sommo Pontefice della Chiesa,
Vescovo di
Roma, Patriarca delll'Occidente, sovrano dello Stato della Città del
Vaticano.
I
cardinali sono i vescovi chiamati ad essere i più vicini collaboratori e
consiglieri del Papa nella guida della Chiesa.
Costituiscono
il Sacro Collegio. Alla morte del Papa, riuniti in Conlave, eleggono il suo
successore.
RELIGIOSI:
dalle fila dei fedeli laici e dei fedeli appartenenti al clero (chierici)
nasce il grande filone dei religiosi: ossia
tutti quei battezzati che hanno deciso di dedicare la propria vita
completamente a Dio e al prossimo.
I religiosi
fanno vita
fraterna e vivono in comunità; emettono dei "voti" pubblici,
cioè seguono i
cosiddetti
"consigli evangelici" (consigli quindi, non obblighi, presenti nel
Vangelo) per vivere una vita
in perfetta
sintonia col le parole di Cristo. Si tratta del consiglio di
povertà, castità e obbedienza.
A queste tre
promesse, se ne aggiunge una quarta, chiamata "carisma" (dal greco
"dono"), che da una parte
distingue i
vari gruppi religiosi, dall'altra indica qual è il loro
"dono"
alla Chiesa. Per esempio, i francescani,
nati nel XIII
sec., avevano come carisma quello di annunciare Cristo tra le persone,
in semplicità e povertà.
I domenicani,
nati sempre nel XIII sec., avevano come carisma quello di studiare per
combattere le eresie
contro la
Chiesa.
I religiosi
sono quindi suore,frati, monaci e monache che formano gli Istituti
Religiosi, o le Congregazioni Religiose.
I religiosi
più antichi si chiamano Ordini Religiosi.
Vivono in comunità, indossano un abito particolare e seguono le norme contenute in una Regola.
Dei religiosi, alcuni sono presbiteri, altri no. I religiosi diventano tali attraverso la Professione religiosa.
Una particolare forma di consacrazione è quella che permette di entrare a far parte degli Istituti Secolari,
i cui membri, pur vincolati all'osservanza di castità, povertà e obbedienza, continuano a vivere nel mondo (per es. il Terz'Ordine Francescano).
LAICI:
"Col nome di laici si intendono tutti i fedeli a esclusione dei membri
dell'ordine sacro e dello stato religioso riconosciuto dalla Chiesa, i
fedeli cioè, che, dopo essere stati incorporati a Cristo col Battesimo e
costituiti Popolo di Dio, e nella loro misura resi partecipi della funzione
sacerdotale, profetica e regale di Cristo, per la loro parte compiono, nella
Chiesa e nel mondo, la missione propria di tutto il popolo cristiano.
"I laici
sono quindi tutti quei battezzati che non appartengono né al clero,
né ai religiosi, ma vivono il loro stato di battezzati
secondo il loro proprio stato di vita.
Un insegnante,
ad es., vive il proprio essere cristiano nel proprio lavoro, come
insegnante.
Dal greco laos, che significa popolo, indica i battezzati che non hanno ricevuto il sacramento dell'Ordine sacro.
I laici di sesso maschile possono ricevere dal vescovo un ministero stabile a servizio della Liturgia della Parola e dell'Eucaristia:
sono i Lettori e gli Accoliti. I primi hanno il compito di proclamare le letture durante la Messa e di collaborare con il parroco nell'organizzazione
della catechesi; i secondi possono distribuire l'Eucaristia durante la Messa, portarla ad anziani e malati,
si impegnano in particolar modo nelle opere di carità. I laici sono, nella Chiesa, la categoria più numerosa, e sono chiamati anche Fedeli.
DOCUMENTI:
al di sopra di qualsiasi documento, c'è la Bibbia che, per i
Cristiani, è Parola di Dio;
da questa
la Chiesa trae la sua
linfa vitale. DOCUMENTI
DEL CONCILIO
ECUMENICO VATICANO II. Si
tratta dei documenti prodotti
dall'ultimo Concilio, il 21°.
Questi ultimi documenti hanno preparato
i binari per
l'attuale vita della Chiesa; hanno prodotto grandi cambiamenti;
alcuni di quali sono ancora in fase di
attuzione. Il
Concilio Vaticano II (in sigla CVII), ha prodotto 4 costituzioni,
9 decreti e 3 dichiarazioni.
Precisamente:
1. Costituzione: "Sacrosantum
Concilium", (Il Sacro Concilio...), 4/12/1963, sulla
Sacra Liturgia;
2. Costituzione dogmatica: "Lumen
Gentium", (Luce delle genti...), 16/11/1964, sulla
Chiesa;
3. Costituzione dogmatica: "Dei Verbum",
(La Parola di Dio...), 18/11/1965, sulla
Divina Rivelazione;
4. Costituzione pastorale: "Gaudium et
Spes", (Le gioie e le speranze...), 7/12/1965, sulla
Chiesa nel mondo contemporaneo.
1. Decreto: "Inter
mirifica", (Tra le meravigliose invenzione...), 4/12/1963, sugli
strumenti della
comunicazione sociale;
2. Decreto: "Orientalium
Ecclesiarum",
(Delle Chiese orientali...), 21/11/1964, sulla Chiesa
Orientali Cattoliche;
3. Decreto: "Unitatis
Redintegratio",
(Il ristabilimento dell'unità...), 21/11/1964, sull'Ecumenismo;
4. Decreto: "Christus
Dominus",
(Cristo Signore...), 28/10/1965, sull'Ufficio
pastorale dei Vescovi;
5. Decreto: "Perfectae
Caritatis", (Il raggiungimento della perfetta carità...),
28/10/1965, sul
rinnovamento della vita religiosa;
6. Decreto: "Optatam
totius", (Il rinnovamento di tutta la Chiesa...),
28/10/1965, sulla
formazione
sacerdotale;
7. Decreto: "Apostolicam
actuositatem",
(L'attività apostolica...), 18/11/1965, sull'apostolato dei
laici;
8. Decreto: "Ad
Gentes",
(Alle genti...), 7/12/1965, sull'attività
missionaria della Chiesa;
9. Decreto: "Presbiterorum
Ordinis", (L'ordine dei presbiteri...), 7/12/1965, sul
ministero e
la vita sacerdotale.
1. Dichiarazione: "Gravissimum
educationis", (La grande importanza dell'educazione...),
28/10/1965,
sull'educazione cristiana;
2. Dichiarazione: "Nostra
Aetate", (Nel nostro tempo...), 28/10/1965, sulle
relazione
della Chiesa con le religioni non cristiane.
3. Dichiarazione: "Dignitatis
humanae",
(La dignità umana...), 7/12/1965, sulla
libertà religiosa.
Questi
documenti, sono stati
scritti nella lingua ufficiale della Chiesa, il latino, prendono il
nome dalle prime
due
parole - latine - con le quali inzia il
documento.
CODICE
DI DIRITTO
CANONICO: è stato
promulgato nel 1983, lo stesso Papa di
allora, Giovanni Paolo II, ha definito
"atto storico" la
promulgazione
di questo codice. Si tratta del principale strumento legislativo della
Chiesa,
complementare all'insegnamento del
Concilio Vaticano
II. Sempre lo stesso Papa, lo ha definito "come lo strumento
indispensabile per assicurare il debito
ordine sia
nella vita individuale e sociale, sia nell'attività stessa
della
Chiesa.
Comprende
1752 canoni (articoli di legge),
divisi in sette libri; I libro: Norme generali (canoni 1-203); II
libro: Il popolo di
Dio (canoni 204-746); III libro: La
funzione di
insegnare della Chiesa (canoni 747-833); IV libro: La
funzione di
santificare
della Chiesa (canoni 834-1253); V libro:
I beni
temporali della Chiesa (canoni 1254-1310); VI libro: Le
sanzioni
nella Chiesa
(canoni 1311-1399); VII libro:
I processi
(canoni 1400-1752).
CATECHISMO
DELLA CHIESA
CATTOLICA: nato nel 1992, il
Papa Giovanni Paolo II, nella
presentazione, lo definisce come
"un'esposizione della fede della Chiesa
e della
dottrina cattolica, attestate o illuminate dalla Sacra Scrittura,
dalla Tradizione apostolica e dal
Magistero della
Chiesa. Io Lo riconosco come
uno strumento valido e legittimo al
servizio della comunione ecclesiale e
ome una norma
sicura per l'insegnamento della fede."... "Questo Catechismo viene
dato perché serva come testo
di riferimento
sicuro e autentico per l'insegnamento della dottrina cattolica...".
Questo Catechismo, quindi, spiega in
modo semplice e
chiaro per tutti, ciò che la Chiesa crede e proclama;
semplifica i testi del CVII.
Sono 2865 articoletti divisi in 4 parti: La professione della fede; la
celebrazione del mistero cristiano; la vita in Cristo;
la preghiera cristiana.
RIUNIONI: CONCILIO
ECUMENICO:
il Concilio Ecumenico è la riunione di tutti i Vescovi del
mondo
insieme al Papa.
E' infatti il Papa che convoca il
concilio ecumenico
e indica gli argomenti da trattare.
Finora sono stati convocati 21 concili, l'ultimo è il
Concilio
Ecumenico Vaticano II, convocato da Papa Giovanni XXIII
(morto, nel 1963), l'11 ottobre 1962, si
è concluso l'8 dicembre
del 1965 con Papa
Paolo VI (moro nel 1978);
a questo concilio hanno partecipato 2400
vescovi.
Nel numero dei questi 21 concili, non
rientra il Concilio di Gerusalemme del 49 d.C., al quale parteciparono
gli
stessi 12 Apostoli: è il
primo concilio della storia della Chiesa.
Tutti e 21 concili sono importantissimi,
ma non
tutti sono riconosciuti da tutti i cristiani (collegare a grafico
cristiani),
infatti solo i primi 7
concili sono
validi per tutti i cristiani; si tratta dei concili:
1.
Nicea I (325 d.c.) -
2. Costantinopoli (381) - 3. Efeso (431) - 4 Calcedonia (451)
- 5. Costantinopoli II (553)
6. Costantinopoli III (680-681) - 7. Nicea II
(787) (vedi le città).
SINODO:
La parola "Sinodo" viene dal
greco e significa più
o meno convegno, riunione,
ritrovarsi insieme.
Nel linguaggio cristiano ha una lunga
storia,
perché è il termine tecnico usato fin
dall’antichità per designare la riunione,
un
convegno di vescovi nella Chiesa orientale. Questa
riunione, chiamata "sinodo", è stata istituita
da Paolo VI il
15 settembre del 1965,
all’indomani del
Concilio Vaticano II. Il Sinodo può essere convocato solo
dal Papa
quando
sorge la
necessità di consultare l’episcopato su argomenti
che interessano l’intera Chiesa Cattolica.
Lo
scopo con cui Paolo VI istituì il Sinodo
dei vescovi è descritto molto chiaramente in un Canone del
Diritto Canonico
(canone 342), che dice
che si tratta di un’assemblea di vescovi, i quali - scelti
dalle diverse regioni del mondo -
si riuniscono in tempi determinati
per favorire una stretta unione tra il Romano Pontefice ed i vescovi
stessi e per prestare aiuto,
con il loro consiglio, al Romano
Pontefice
nella salvaguardia della disciplina e della dottrina cristiana. Si
riuniscono, quindi,
per dare un aiuto ed un sostegno al Papa
nel
governo della Chiesa universale. Si tratta di un organismo di consulta,
cioè
ha un’autorità, almeno finora, non deliberativa,
non decisionale, ma dà dei consigli, dei pareri, fa delle
proposte.
Concistoro è, in qualche modo, uguale al sinodo, ma riguarda
i
Cardinali.
CONCISTORO:
Nei Concistori, i Cardinali
prestano principalmente aiuto con attività collegiale al
Supremo Pastore della Chiesa.
Il Concistoro si riunisce per ordine del
Romano Pontefice e sotto la sua presidenza; un Concistoro
può essere
ordinario o straordinario. In
quello ordinario vengono convocati tutti i Cardinali, almeno quelli che
si trovano nell'Urbe,
per essere consultati su qualche
questione grave, che tuttavia si verifica più comunemente, o
per compiere determinati
atti della massima solennità.
In quelo straordinario, che si celebra quando lo suggeriscono
particolari necessità della
Chiesa o la trattazione di questioni
particolarmente gravi, vengono convocati tutti i Cardinali.
Solo il Concistoro ordinario in cui si
celebrino particolari solennità può essere
pubblico, in cui cioè, oltre ai Cardinali,
vengono ammessi i Prelati, i legati
delle società civili ed altri che vi sono invitati.
CONCLAVE:
deriva
dal latino "cum clavis" cioè "chiuso a chiave", indicava
infatti
la stanza, appunto "chiusa a chiave",
nella quale i cardinali, eleggono il
nuovo
Pontefice. Oggi, più che la stanza, che è sempre
la
Cappella Sistina, indica la riunione
con la quale i
Cardinali (e soltanto
loro), eleggono il Papa. Il 22 febbraio 1986, Il Papa Giovanni Paolo II
ha emanato
la Costituzione Apostolica
"Universi Dominici Gregis" che
riguarda la vacanza della Sede Apostolica e le norme
l'elezione del Papa (la Sede Apostolica
si dice "vacante" quando è morto il Papa o quando, per altro
motivo, non c'è
un Papa alla guida della Chiesa).
Possono partecipare
all'elezione del Papa solo i cardinali che, il giorno
prima della
morte del Papa, non abbiano compiuto gli
ottant'anni di età; quelli ultra ottantenni possono
partecipare solo
alle riunioni
preliminari al Conclave. Nella Costituzione
"Universi Dominici Grecis" è stato
fissato a 120 il numero massimo
dei cardinali elettori. Voto.
L'elezione del Pontefice continua ad avvenire nella Cappella Sistina,
nel Vaticano; non può comunque avvenire al
di fuori del Vaticano. Per eleggere il
Papa è necessaria una maggioranza di due
terzi dei votanti. "Ciascun Cardinale elettore,
in ordine di precedenza, dopo aver
scritto e piegato la scheda, tenendola sollevata in modo che sia
visibile, la porta all'altare,
in fondo alla Sistina, presso il quale
stanno gli Scrutatori e sul quale è posto un recipiente
coperto da un
piatto per raccogliere
le schede. Giunto colà, il
Cardinale elettore
pronuncia ad alta voce la seguente formula di giuramento: 'Chiamo a
testimone
Cristo Signore, il quale mi
giudicherà, che il mio voto è
dato a colui che, secondo Dio, ritengo debba essere eletto.'
Depone,
quindi, la scheda nel piatto e con questo la
introduce nel recipiente.
Eseguito ciò, fa inchino all'altare e torna
al suo posto". Fumata
bianca. Al termine di ogni
votazione le schede, votate e lette, saranno forate con un ago, "nel
punto in cui si trova
la parola Eligo (scelgo, eleggo)",
legate con un filo e bruciate, insieme ai fogli sui quali i cardinali
si segnano i risultati.
Quel fuoco è la "fumata" che
usciva dal comignolo della Sistina. Per rendere
più facile la comprensione dell'andamento
del voto, si colora il fumo: lo si rende
nero con un candelotto nero, se il voto va a vuoto; , bianco (paglia
asciutta, poi
candelotto bianco) se il Papa viene
eletto.
Una traccia del voto resta e
resterà: alla fine del Conclave il cardinale camerlengo
stende una relazione delle votazioni
"chiusa in una busta sigillata", che
potrà essere aperta solo da un Papa. Accettazione.
Arrivati alla scelta dell'eletto, a lui sarà posta la
domanda: "Accetti
la tua elezione a Sommo Pontefice?";
alla risposta affermativa, ci
sarà l'ossequio dei cardinali, ultimo atto del Conclave,
dopo che all'eletto sarà stata posta
l'ultima domanda: "Come
vuoi essere chiamato?".
"Habemus
papam". Ormai Papa, l'eletto
verrà condotto alla Camera lachrimatoria, una piccola stanza
sulla sinistra
dell'altare, che prende nome dalle
lacrime che i Papi appena eletti versano sulla propria nuova
condizione.
Là saranno stati collocati i
tre abiti bianchi di taglia diversa. Il nuovo Papa indosserà
la veste bianca e il cardinale
protodiacono, annuncerà alla
gente riunita in piazza san Pietro: "Nuntio
vobis gaudium
magnum: Habemus papam"
(Vi annuncio una grande gioia: abbiamo
il Papa).
In questo ultimo conclave del 2oo5
durante il quale è stato eletto il 265° pontedice,
Benedetto XVI, hanno partecipato
117 cardinali elettori. E'
stato il conclave con il maggior numero di cardinali.
LA FEDE DELLA CHIESA
CATTOLICA: I dogmi:
Con il termine Fede della Chiesa si intendono le Verità in cui essa crede e che
propone a credere ai fedeli. Queste verità si chiamano Dogmi.
Il Dogma è una Verità rivelata da Dio e, come tale, definita dal Magistero della
Chiesa.
I dogmi:
I primi e fondamentali Dogmi sono contenuti nei Simboli, che, fin dai primi
secoli, divennero le formule ufficiali da conoscere e da credere per ricevere il
Battesimo.
Il più completo di essi è il Simbolo Niceno-Costantinopolitano, che viene
recitato durante la Messa.
Esso contiene le principali verità che riguardano Dio Padre, lo Spirito Santo,
Gesù Cristo, vero uomo e vero Dio, incarnato, morto e risorto per la salvezza
dell'uomo, la Chiesa, la risurrezione dei corpi, il giudizio finale e la vita
eterna: Credo in un solo Dio, Padre onnipotente,
creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili. Credo in un solo Signore, Gesù Cristo,
unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio,
Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza
del Padre; per mezzo di Lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e
per la nostra salvezza discese dal Cielo, e per opera dello Spirito Santo si è
incarnato nel seno della Vergine Maria e si p fatto uomo. Fu crocifisso per noi
sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto. Il terzo giorno è risuscitato, secondo
le Scritture, è salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà,
nella gloria, a giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine.-Credo nello Spirito Santo, che è signore e dà
la vita e procede dal Padre e dal Figlio. Con il Padre e il Figlio è adorato e
glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti. Credo nella Chiesa, una, santa, cattolica e
apostolica. Professo un solo Battesimo per il perdono dei
peccati. Aspetto la risurrezione dei morti e la vita
del mondo che verrà.
Dogmi successivi:
Lungo il corso dei secoli, la Chiea ha riconosciuto altri Dogmi, proponendo
nuove Verità definite o da un Concilio Ecumenico o da un papa ex cathedra.
Eccone alcuni: la Bibbia è ispirata da Dio, è stata cioè
scritta sotto l'influsso e l'assistenza dello Spirito Santo
(Concili di Trento e Vaticano I); l'uomo, per le conseguenze del peccato
originale, è inclinato al male e non può salvarsi senza l'aiuto e la grazia,
meritata da Cristo e comunicata attraverso i Sacramenti, che sono sette
(Concilio di Trento); la Messa è l'unico e vero sacrificio della
nuova Legge (Concilio di Trento); nell'Eucaristia, sotto le apparenze del pane
e del vino, è presente veramente, realmente e sostanzialmente Gesù, in corpo,
sangue, anima, divinità e umanità (Concilio di Trento); il papa, quando parla ex cathedra, cioè
definisce verità di fede o di morale, è infallibile (Concilio Vaticano I); Maria, madre di Gesù, è Immacolata: è stata
cioè concepita senza peccato originale, e non si è mai macchiata di colpa alcuna
(Pio IX, 8 dicembre 1985); la Vergine Maria, dopo la sua vita terrena,
è stata assunta in anima e corpo al Cielo, e vive nella gloria col suo corpo
glorioso, anticipando la sorte futura di ogni cristiano (Pio XII, 1 novembre
1950).