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Re Enrico VIII      Un po' di storia...

 Tutto inizia nel 1503 quando Arturo, il primo figlio, quattordicenne, di Enrico VII Tudor, sposa Caterina d’Aragona. Circa quattro mesi dopo, Arturo muore, senza consumare il matrimonio.
 Enrico VII chiede a papa Giulio II la dispensa perché il secondo figlio, Enrico, possa sposare Caterina. Tutto questo perché si vacheggiava a quel tempo una fusione dei regni d'Inghilterra e di Spagna. Occorre la dispensa perché, secondo le leggi della Chiesa, Enrico non potrebbe sposare la moglie del fratello. Infatti nel Levitico si legge: "Se uno prende la moglie del fratello, è una impurità, egli ha scoperto la nudità del fratello; non avranno figli." (Lv 20,21).
 Papa Giulio II, con una Bolla del 1505 concede la dispensa. Si trattava di una circostanza particolare, riguardante dinastie regali e poi c'era l'assicurazione di Caterina che il matrimonio con Arturo non era stato consumato.
 Nel 1509 Enrico diventa re con il nome di Enrico VIII e l’11 giugno dello stesso anno sposa Caterina d’Aragona.
 Tutti i figli maschi che nascono da Caterina, muoiono in tenera età. Enrico lo attribuisce anche al fatto di aver sposato la cognata. C’è il problema della successione al trono! Enrico VIII ha varie amanti, ma i figli maschi che nascono da queste relazioni non possono diventare eredi legittimi.
 Enrico VIII era stato insignito del titolo di Difensore della fede dal papa Leone X per aver scritto, insieme a Thomas More, uno scritto a difesa dei sacramenti contro Lutero.
 All'inizio del 1522, arriva a corte Anna Bolena (Anne Boleyn). Anna Bolena era stata fidanzata con Henry Percy, ma il cardinale Thomas Wolsey ne osteggiò il matrimonio, preferendo per il suo pupillo la nobildonna Mary Talbot. Comunque, quattro anni dopo, il re se ne innamora e comincia a corteggiarla, pensa che lei potrà dargli finalmente dei figli maschi. Non era solo infatuazione, infatti, ma anche il desiderio di un erede maschio legittimo, anche perché ormai per Caterina era finito il tempo della fertilità.
 Enrico VIII cerca l’annullamento del matrimonio con Caterina d’Aragona. Egli, un buon teologo, contesta la validità della dispensa di papa Giulio II, sostenendo che nemmeno un papa aveva il potere di eludere la Bibbia; nè era del tutto convinto che il matrimonio fra Caterina e Arturo non fosse stato veramente consumanto.
Cera quindi l'annullamento del matrimonio con Caterina; lo fa in due modi: tramite i cardinali Wolsey e Warham che avviano, nel 1527, (senza farlo sapere alla regina), direttamente in Inghilterra, un processo per verificare se effettivamente il matrimonio fra Enrico e Caterina potrà essere annullato. Il problema nasceva anche dal fatto che un altro testo biblico, presente nel Deutonomio, affermava che "quando alcuni fratelli dimoreranno insieme, e uno di essi morrirò senza figli, non di deve maritare la moglie del moro fuori con un uomo estraneo; il suo congato venga da lei, e se la prenda per moglie, e la sposi per ragioni di cognato" (Dt 25,5). Quindi come si poteva annullare il matrimonio, se Enrico aveva agito nel pieno rispeto della Bibbia?
Inoltre, contemporaneamente, sempre nel 1527, Enrico VIII invia dal Papa il suo segretario personale William Knight, sia per l’annullamento del matrimonio con Caterina, sia per ottenere una dispensa per sposare Anna Bolena. Knight ottiene solo la dispena, ma non l'annullamento, quindi la dispensa non serviva a niente, finché c'era Caterina d'Aragona!
 Il papa Clemente VII forse sarebbe stato propenso a concedere l’annullamento (riconoscendo come errore la dispensa del suo predecessore Giulio II), ma la situazione internazionale politica lo frena enormemente. La regina si opponeva con veemenza, gridando con forza la sua innocenza e la propria verginità al momento delle nozze con Enrico. Inizia quindi la Grande Questione (The Great Matter). Gli intrecci non sono solo religiosi, ma anche e soprattutto politici. In questo periodo, infatti, questi sono importanti tanto quanto quelli religiosi.
 Caterina è infatti zia dell'Imperatore del Sacro Romano Impero, Carlo V, e il riconoscimento dell'annullamento avrebbe rovinato i rapporti del papa con la corona spagnola, stretta alleata del papato, e inoltre c'era la paura - ancora viva - causata dal recente Sacco di Roma del 1527 ad opera dei lanzichenecchi al soldo dello stesso Carlo V, durante il quale lo stesso papa era stato imprigionato!
 La «Grande Questione» fu riaffidata al cardinale Wolsey, il quale mandò due suoi uomini (Edward Fox e Stephen Gardiner, il suo segretario) per fare pressioni alla Santa Sede affinché venisse concesso il permesso di risolvere la questione in Inghilterra. La richiesta venne accolta e il papa diede l'autorizzazione a istituire in Inghilterra un tribunale ecclesiastico per esaminare attentamente il caso, ma con il divieto ben preciso di emettere verdetto in merito, che spettava solo ed esclusivamente a Roma. Per controllare la correttezza del procedimento, e allo stesso tempo avere un referente fidato, il papa decise di affiancare a Wolsey un emissario papale italiano, Lorenzo Campeggi, che arrivò in Inghilterra il 7 ottobre del 1528.
Il processo ebbe luogo a Blackfriars, dove cominciò ufficialmente il 31 maggio 1529 ed ebbe termine il 23 luglio dello stesso anno.
Nonostante il processo si fosse concluso, il verdetto venne rimandato affinché i verbali potessero essere esaminati dalla Curia romana e consentire così al papa di prendere la decisione finale. Questo venne considerato come l'ennesimo fallimento del cardinale Wolsey e, peggio ancora, come la dimostrazione della sua fedeltà al papa piuttosto che al re inglese.
 Il papa Clemente VII non concede l’annullamento, anzi decide di trasferire il processo direttamente a Roma, anche su richiesta di Caterina, e proibisce ad Enrico VIII il matrimonio con Anna Bolena. Questo spostamento a Roma non fa già presagire nulla di buono per Enrico VIII.
 Enrico VIII caccia Wolsey, che non ha ottenuto nulla, e viene accusato di “praemunire”, viene quindi sostituito da Thomas More.
 Nel 1529 il re riunisce il Parlamento per decidere sull’annullamento del suo matrimonio con Caterina. Ma nell'ottobre del 1530, una commissione di uomini di legge e di ecclesiastici avvertì che il Parlamento non poteva autorizzare l'arcivescovo ad agire contro un divieto papale. Enrico prese allora la soluzione di perseguitare il clero. Dopo essersi sbarazzato del cardinale Wolsey, il suo cancelliere, sotto richiesta di Anna, decise di accusare prima Wolsey e poi tutto il clero di praemunire allo scopo di spingerli a dare il loro assenso all'annullamento. A questo punto, con la scomparsa di Wolsey, Anna diviene la donna più potente del regno. Al posto di Wolsey verrà nominato sir Thomas More.
 Enrico pretese 100.000 sterline in occasione dell'Assemblea del clero inglese di Canterbury per ottenerne il perdono reale, somma che si decise di pagare il 24 gennaio 1531 chiedendo però che venisse dilazionata in cinque anni, ma Enrico rifiutò. L'Assemblea allora ritornò sulla sua decisione chiedendo ad Enrico delle garanzie prima di versare il denaro. Il re rifiutò ancora ogni condizione ma concesse la dilazione in cinque anni aggiungendo cinque articoli che il clero doveva accettare:
 Che il clero riconosca Enrico come "Il solo protettore e capo supremo della Chiesa e del clero d'Inghilterra.
 Che al re sia attribuita una competenza spirituale
 Che i privilegi della Chiesa siano considerati nulli se attentano alle prerogative reali e alle leggi del regno
 Che il re perdona al clero la violazione della legge di praemunire
 Che anche i laici siano perdonati.
 L'assemblea quindi accettò i cinque articoli e il pagamento, era l'8 marzo 1531. In quello stesso anno il parlamento inglese votò l'Atto di perdono.
Anna, vedendo  il rifiuto da parte della Santa Sede di concedere l'annullamento delle nozze, incoraggiò a suggerire al re Enrico di seguire l'esempio dei riformisti religiosi come William Tyndale che negavano l'autorità del papa e sosteneva che solo il re doveva guidare la chiesa.
 La rottura con l'autorità papale avvenne a poco a poco. Nel 1532, Cromwell presentò al Parlamento una petizione intitolata « Richiesta contro l'Ordinario della messa », che avanzava un elenco di nove lagnanze contro la Chiesa, includendovi l'abuso di potere e il potere di emanare leggi senza il consenso dell'Assemblea del clero.
 Il 10 maggio 1532, il re chiese alla Chiesa di rinunciare al diritto di legiferare, la Sottomissione del clero venne firmata il 15 maggio. Con questo atto la Chiesa riconosceva la supremazia del re sulla Chiesa, di modo che non poteva essere più libera di legiferare in materia di diritto canonico senza la licenza reale. Questo fu un atto di annichilimento totale del soggetto Chiesa come legislatore. (Questa sottomissione venne accolta dal Parlamento ne 1534, e poi ancora nel 1536). Non riconoscendo la validità di vari atti, Supplica contro i vescovi ordinari, Sottomissione del clero, e rifiutandosi di tradire il papa, Tommaso Moro si dimise dalla carica di Lord Cancelliere. Thomas Cromwell divenne il padrone della scena politica. Egli non divenne mai cancelliere ufficialmente, ma affermò il suo potere con stretti rapporti informali con la corona. Relazione privilegiata che più tardi si interruppe.
Quando muore William Wahram, arcivescovo di Canterbury, Anna fece nominare il cappellano della famiglia Bolena, Thomas Cranmer, suo successore e nuovo consigliere favorito del re. Cranmer è anche amico di Thomas Cromwell ed il vero artefice della Riforma anglicana.
L'arcivescovo Wahram era uno strenuo oppositire al matrimonio tra Enrico e Anna.


 A questo punto tutto precipita:
 Il 25 gennaio 1533, con un certa riservatezza e segretezza, a Londra, Enrico VIII sposa Anna Bolena (incinta di sei mesi), evento facilitato dalla morte dell’arcivescovo William Warham.
 Il 26 gennaio 1533 Enrico VIII ottiene dal Parlamento inglese un decreto che ritiene il papa non adatto a giudicare il caso di Enrico VIII; giudica il primo matrimonio tra Arturo e Caterina valido perché consumato, quindi si può annullare il suo matrimonio con Caterina e può legittimamente sposare la Bolena.

Si autorizza un nuovo processo, ma direttamente a Canterbury.Il 23 maggio 1533 l'arcivescovo di Canterbury Thomas Cranmer, in un'udienza del Tribunale Speciale del Priorato di Dunstable (nel Bedfordshire), concluse il processo (pur non avendone l'autorità, poiché la decisione finale spettava al papa) dichiarando non valido, e quindi nullo, il matrimonio tra Caterina ed Enrico; per contro, cinque giorni dopo – il 28 maggio 1533 – Cranmer dichiarò valide le nozze tra re Enrico e Anna Bolena.
 Il 1° giugno Anna Bolena è incoronata regina, presso l'abbazia di Westminster, tra le ostilità del popolo.
La Bolena era odiata per molti motivi: prima di tutto aveva umiliato pubblicamente l'amata regina Caterina d'Aragona, simbolo d'integrità morale, di umiltà e della fede cristiana. Inoltre, l'aver spinto Enrico a separarsi dalla Chiesa di Roma e dal papa poteva essere solo frutto di un potente e malefico sortilegio; ciò faceva di Anna, agli occhi del popolo, una crudele e spietata strega. Quest'ipotesi era anche avvalorata dal pettegolezzo secondo cui Anna avesse un sesto dito e un grosso neo sul collo, considerati all'epoca marchi del diavolo. Diversi indovini e veggenti, spinti dalla superstizione o dal desiderio di riaffermare la vecchia corrente religiosa cattolica, affermeranno di aver visto accanto alla regina Anna il diavolo che le parlava.
Nel frattempo la Camera dei Comuni aveva proibito qualunque appello a Roma e minacciava l'accusa di praemunire a chiunque avesse introdotto bolle papali in Inghilterra.

Clemente VII, l’11 luglio 1533 cancella la sentenza di Canterbury dell'arcivescovo Cranmer, dichiarando non valido il matrimonio con Anna Bolena e scomunica il re e lo stesso cardinale Cranmer. Dichiara illegittimi gli eventuali figli che nasceranno da questo matrimonio.
Il 7 novembre 1533 i delegati inglesi si presentano ad Avignone con la richiesta di un concilio ecumenico: i primi passi verso lo scisma!

 Il 5 gennaio 1534 il Parlamento inglese prende alcune importanti decisioni: abolisce le tasse verso Roma; i vescovi saranno nominati dal re; tutto il potere di giurisdizione della chiesa inglese viene trasferito nelle mani del re; si dichiara illegittima la principessa Maria; si dichiarano legittimi per il trono i figli di Anna Bolena.
 Il 23 marzo 1534 Clemente VII dichiara ancora valido il matrimonio di Enrico e Caterina e impone al re di riprenderla come moglie.

A seguito di questa decisione Caterina d'Aragona decise di fare ricorso a Roma. Per evitare ulteriori ostacoli re Enrico VIII fece varare una nuova legge che rendeva le questioni riguardanti l'Inghilterra di esclusiva competenza dei tribunali inglesi (impedendo, in questo modo, qualunque ingerenza straniera, specialmente della Santa Sede).
Il Parlamento inglese approvò una serie di atti fra cui l'Atto di Successione, con il quale re Enrico VIII riconosceva Anna come legittima regina d'Inghilterra, spostando la linea dinastica di successione da quella di Caterina d'Aragona a quella della Bolena (e riconoscendo, quindi, legittimi i figli avuti con quest'ultima).
 La risposta inglese più dura arriva il 3 novembre con l’Atto di Supremazia del Parlamento inglese. Si dichiarava che il re era "l'unico capo supremo sulla terra della Chiesa in Inghilterra" e che la corona inglese avrebbe goduto di "tutti gli onori, le dignità, le superiorità, le giurisdizioni, i privilegi, le autorità, le immunità, i profitti, e i beni derivanti dalla suddetta dignità”
 Il titolo di “Capo supremo della Chiesa d’Inghilterra” è ancora oggi appannaggio dell'autorità legale del Sovrano del Regno Unito. La Supremazia Regale è specificatamente usata per indicare la sovranità giuridica delle leggi civili sulle leggi della Chiesa in Inghilterra. Il re assume il potere temporale e quello spirituale.
A seguito dell'emanazione dell'Atto sui Tradimenti coloro che si rifiuteranno di accettare gli atti, come Tommaso Moro e il vescovo di Rochester John Fisher, saranno rinchiusi nella Trre di Londra e poi giustiziati.
 E’ nata la Chiesa anglicana.

 Ad Enrico VIII, morto nel 1547, gli successe il figlio Edoardo, col nome di Edoardo VI. Era il secondo figlio maschio che Enrico ebbe dalla sua terza moglie, la regina Jane Seymour. Sua madre morì 12 giorni dopo la sua nascita, per via della febbre puerperale. Edoardo morì alla giovane età di 16 anni.
 Gli successe la regina Maria Tudor, la Cattolica o la Sanguinaria (figlia di Enrico e di Caterina) e, a questa, Elisabetta I (figlia di Enrico e di Anna Bolena).


Le 6 mogli di Enrico VIIILE 6 MOGLI DI ENRICO VIII

 1. Caterina d'Aragona, vedova del fratello di Enrico. Veniva dalla Spagna ed era la figlia dei cattolicissimi Ferdinando e Isabella. Aveva 24 anni. Dal suo matrimonio con Enrico rimase viva una sola figlia Maria, la futura Cattolica, o Sanguinaria o Bloody Mary. Caterina morì il 7 gennaio 1536, da tempo malata.
 2. Anna Bolena. Era l'anno 1533. Caterina fu esiliata nel castello di Kimbolton, dove condusse una vita austera e ritirata. Anna era figlia di Sir Thomas Boleyn, era stata allevata alla corte di Francia. Poi, tornata a Londra, era diventata dama d'onore della regina Caterina. Anna aveva 26 anni, Enrico 42.
Passarono tre anni durante i quali nacque una figlia, Elisabetta la futura regina, ma ciò non fu sufficiente a mantenere l'interesse di Enrico: il re si era stancato di lei. Anna fu accusata di alto tradimento, stregoneria, incesto e adulterio Fu decapitata. Era il 18 maggio del 1536.
 3. Il giorno dopo Enrico si risposava con la nobile Jane Seymour, di 27 anni. Jane fu regina d'Inghilterra per un solo anno, infatti morì dando alla luce quel figlio maschio tanto desiderato, Edoardo VI.
 4. Anna di Cleves era figlia di un duca, capo dei protestanti tedeschi, e aveva 25 anni, Enrico 49: la sposò per motivi politici il 6 gennaio del 1540. Nel luglio dello stesso anno il re divorziò da lei. Il 13 luglio dello stesso anno il re ufficializzò il divorziò da lei, il pretesto ufficiale fu un precedente contratto di fidanzamento stiupulato tra Anna e il duca Francesco di Lorena. Enrico la liquidò con una ricca rendita e Anna visse tranquillamente per il resto della sua vita.
 5. Caterina Howard era la nipote del duca di Norfolk, il più importante esponente papista in Inghilterra, cugina di Anna Bolena. Pochi giorni dopo il divorzio da Anna di Cleves, il 28 luglio 1540, Enrico sposò Caterina, che aveva solo diciotto anni, lui sempre 49! Per un paio d'anni tutto andò bene, poi la regina fu accusata di comportamento immorale e fu condannata a morte. Sarà stato vero o sarà stata maldicenza da parte dei protestanti contro una papista?
 Seguì la stessa sorte di Anna Bolena, arrestata il 12 novembre 1541, fu decapitata sullo stesso ceppo, nello stesso cortile della Torre di Londra il 13 febbraio 1542.
 6. Caterina Parr aveva trentun anni, era colta, religiosa e già due volte vedova. Suo padre, Sir Thomas Parr, era controllore della Real Casa. Caterina ebbe buona influenza sul marito e salvò molte vittime delle persecuzioni religiose in corso in Inghilterra in quel periodo. Il matrimonio di Caterina, avvenuto il 12 luglio 1543, durò solo quattro anni.
 Il 28 gennaio 1547 moriva il re Enrico VIII all'età di cinquantasei anni.

Anglicani oggi
 Esattamente centocinquant'anni dopo Enrico VIII la chiesa anglicana si era definitivamente consolidata e aveva trovato una struttura fondamentale
 La chiesa anglicana aveva fin dall'inizio integrato in maniera originale elementi dei paradigmi cattolico-medievale e riformato - protestantico, il che rivelava ora definitivamente l'anglicanesimo come la "terza via" tra il cattolicesimo romano e il protestantesimo. Così avrebbe forse potuto apparire l'intera chiesa cattolica se Roma non si fosse per principio chiusa di fronte alle richieste di Lutero.

La Scrittura e insieme la tradizione
 Gli anglicani ritengono che la Bibbia contenga tutto ciò che è necessario per il raggiungimento della salvezza. Insieme però sono convinti dell'importanza di una tradizione continua, che, nonostante tutte le fratture e i mutamenti della storia della chiesa, risale fino all'antica chiesa indivisa dei Padri della chiesa, anzi, fino alla chiesa dello stesso Nuovo Testamento.
 Già Richard Hooker aveva giustificato dettagliatamente la specifica ermeneutica anglicana: la verità della Scrittura ha valore ovunque essa è inequivocabile e chiara; dove invece non lo è, essa deve venire spiegata mediante la tradizione ecclesiastica o per la chiarificazione deve venire preso in considerazione un terzo elemento: la ragione. Per quanto riguarda il centrale punto controverso della dottrina della giustificazione, i 39 articoli si dichiarano per la giustificazione mediante la fede, ma contemporaneamente ribadiscono l'importanza delle opere.

Ordinamento liturgico tradizionale e insieme riforma flessibile
 Concentrazione e semplificazione nello spirito biblico della chiesa antica è la linea guida del Book of Common Prayer (Libro delle preghiere), di Thomas Cranmer, che contemporaneamente permette revisioni e adeguamenti. In fedeltà alla Scrittura, stanno in primo piano il battesimo, l'eucaristia e la preghiera. I "sacramenti" non fondati biblicamente vengono eliminati o tutt'al più conservati come consuetudini ecclesiali. In poche chiese viene annessa altrettanta importanza alla lettura biblica e privata della Sacra Scrittura quanto nella chiesa anglicana, che insieme favorisce la solennità, la festosità e la musicalità della liturgia. Ci sono sevizi religiosi, rinnovanti nello spirito evangelico, per il mattino, il mezzogiorno e, particolarmente amato, per la sera ("evensong") - senza rigida uniformità liturgica.

Ordinamento liturgico tradizionale e insieme riforma flessibile
 Nonostante il libro della preghiera sia ancora la fonte liturgica più usata dalla comunione anglicana, dal 1980, dopo un periodo di sperimentazione, è possibile utilizzare una sussidio chiamato Common Worship nel quale è stata raccolta un'ampia scelta di altre forme liturgiche tese ad ampliare l'essenzialità nel libro delle preghiere comuni e con l'intenzione di renderlo più ecumenico meglio soddisfacendo le varie tendenze presenti nella Chiesa anglicana. Si tratta di una raccolta di schemi di celebrazione più attuali e soprattutto appropriate ad offrire una varietà celebrativa alle diversità, molto pronunciate, delle varie chiese e comunità (quindi una sorta di "devoluzione" liturgica).
 Giovanni Paolo II ha concesso l'uso del libro delle preghiere comuni all'interno del cattolicesimo per quelle comunità che hanno abbandonato la comunione anglicana tornando sotto la giurisdizione ecclesiastica latina (per esempio per dissenso in merito all'ordinazione sacerdotale delle donne).

Struttura ministeriale episcopale e insieme generosa tolleranza
 Viene tenuto fermo all'ordinazione dei sacerdoti e alla successione apostolica dei vescovi. Importante per la comunione anglicana in tutto il mondo è la lealtà verso l'arcivescovo in carica di Canterbury che non possiede alcun potere propriamente legislativo o esecutivo al di fuori della sua diocesi, ma rappresenta visibilmente nello spazio e nel tempo l'unità dell'intera chiesa e con il quale, in quanto primus inter pares, e quindi tra di loro in comunione fino ad oggi tutti i vescovi anglicani.

I 39 articoli
 Inizialmente 6, poi 42 e, infine 39. Vengono stabiliti i confini del dogma e della dottrina: soltanto i 39 articoli devono essere fatti propri dai chierici e anch'essi in senso più generale. La libertà religiosa per i dissenzienti è altrettanto conseguenza di questo atteggiamento quanto lo spazio per le diverse correnti all'interno dell'unica chiesa anglicana. High Church (con carattere cattolico), Low Church (evangelico) e Broad Church (illuministico-liberale). Queste correnti esistono ancora oggi: come anglo-cattolici (che sottolineano la continuità con la chiesa medievale e antica e la sua unità nel culto e nella dottrina); come evangelicali (che considerano coma la cosa più importante la necessità di un continuo rinnovamento, oggi in senso "metodistico"-individualistico mediante l'esperienza della grazia di Dio in Cristo e nello Spirito); come liberali (che si pronunciano contro ogni ristrettezza delle esigenze moderne, oltre che in favore delle critica biblica e del lavoro sociale).

 Qui comunque si deve ricordare come polo antitetico un uomo che fin troppo spesso viene passato sotto silenzio o trascurato nella chiesa e nella letteratura anglicana, ma che oggi è universalmente riconosciuto come uno dei più grandi inglesi: Sir THomas More (Moro). Al tempo di Enrico VIII egli era lo speaker della House of Commons e poi Lord cancelliere. Egli pure era inizialmente amico del re. Insieme, in quanto dotto umanista, egli era anche amico di Erasmo da Rotterdam, un uomo che restava fedele ai propri convincimenti, non soltanto nei periodi di tempo bello, ma anche in tempi brutti, oscuri. Questo Thomas More non si adattava come Cranmer, ma alla fine, per il suo convincimento, venne mandato da Enrico sul patibolo. E ci sui può immaginare che il caso di Thomas More abbia rappresentato e rappresenti per l'anglicanesimo un grave peso.
 La sua morte fu uno choc per l'intera Europa. Fa onore alla reazione inglese il fatto che recentemente essa abbia dimostrato il proprio rispetto per Sir Thomas More erigendo monumenti in sua memoria nel parlamento inglese e nella Torre. La resistenza di Thomas More all'arbitrio del sovrano e dello Stato non dovrebbe venire presa sul serio, non certo come costitutivo, bensì come correttivo, nel quadro della costituzione della chiesa anglicana, se questa intende rappresentare una reale terza via? Resistenza nei confronti del papa, certo, ogni qualvolta questo ignora la libertà della coscienza e calpesta i diritti umani. Tale resistenza, si dice, sarebbe stata posta solo in maniera eccezionale. Ma non basta sapere che l'autorità statale è stata rispettata senza però divenirne schiavi?

Papa Francesco e Justin Welby Cattedrale di Westminster
UN CONFRONTO
 CHIESA CATTOLICA
 IL RUOLO DEL PAPA: LA GUIDA SUPREMA
Per la Chiesa cattolica, il Papa è il vicario di Cristo e il successore di Pietro, perciò è la più alta autorità religiosa. Viene riconosciuto il dogma dell’infallibilità papale: quando parla “ex cathedra”, cioè dalla “cattedra” di pastore della Chiesa universale, su temi di fede e morale, egli non può sbagliare.
 CHI PUÒ FARE IL SACERDOTE? I MASCHI
Il Sacramento dell’Ordine che abilita all’esercizio del ministero di pastore (ne abbiamo parlato nel numero 5) prevede tre gradi: diaconato (diacono), presbiterato (sacerdote) ed episcopato (vescovo). Il sacerdozio è riservato agli uomini e c’è l’obbligo del celibato: i preti non possono sposarsi.
 SACRAMENTI: SONO SETTE
Per la Chiesa cattolica i sacramenti (i segni e gli strumenti attraverso cui lo Spirito Santo diffonde la grazia di Cristo nella Chiesa) sono sette. I tre della Iniziazione: Battesimo, Confermazione (o Cresima) ed Eucaristia; i due della Guarigione: Penitenza e Unzione degli infermi; i due dell’Edificazione della Chiesa: Ordine e Matrimonio.
 IL MATRIMONIO: FRA UOMO E DONNA, E INDISSOLUBILE
Condizione essenziale per il matrimonio cattolico è l’essere stati battezzati e cresimati. È indissolubile: non è ammesso il
divorzio; un matrimonio, però, può essere riconosciuto nullo quando l’autorità religiosa riconosce la mancanza in partenza di condizioni essenziali. Non si parla di nozze omosessuali.
 IL BATTESIMO: CONTRO PECCATO E DIAVOLO
Nelle promesse battesimali, i genitori e i padrini devono dichiarare di “rifiutare il peccato” e di “rinunciare al diavolo”.
 LA LITURGIA: TANTI LIBRI
Si usano messale (informazioni per chi celebra la messa), breviario (preghiere e letture ordinate secondo le ore), rituale (tutto quanto riguarda i sacramenti) e pontificale (per le celebrazioni del vescovo). L’introduzione della lingua locale nel rito risale al Concilio Vaticano II (1962-1965).
 IMMAGINI E RELIQUIE: FONDAMENTALI
Il rapporto con la devozione dei Santi è uno dei punti cruciali della fede cattolica.
 MARIA
Due dogmi tratteggiano la figura della madre di Gesù: Immacolata Concezione (proclamato nel 1854) e Assunzione (1950).
CHIESA ANGLICANA
La Comunione anglicana, l’insieme delle 44 chiese ispirate all’Anglicanesimo, raccoglie nel mondo circa 80 milioni di fedeli.
 IL RUOLO DEL PAPA? NESSUNO
Gli Anglicani non riconoscono l’autorità del Papa, ma ci sono stati tentativi di dialogo sul tema. Il Supremo reggente della Chiesa è il sovrano d’Inghilterra e ha il compito di nominare i vescovi; l’arcivescovo di Canterbury (dal 2012 è Justin Welby) è la massima autorità spirituale.
 CHI FA IL SACERDOTE? MASCHI E FEMMINE
La struttura (senza papa, s’intende) è la stessa, con diaconato, presbiterato ed episcopato. Dal 1992, però, è aperto il sacerdozio alle donne, che possono arrivare fino alla carica di vescovo. Il clero, poi, può sposarsi.
 SACRAMENTI: SETTE, MA LA COMUNIONE…
Originariamente la Chiesa anglicana ne riconosceva due: Battesimo ed Eucaristia. Poi è tornata a celebrare anche gli altri. Per gli Anglicani, però, tutti possono ricevere la Comunione, anche divorziati e conviventi, a meno che non abbiano commesso grave ingiustizia o violenza.
 IL MATRIMONIO: NON CI SI OPPONE ALLE NOZZE GAY
Per sposarsi con il rito anglicano non è necessario essere stati battezzati né cresimati. Recentemente l’arcivescovo di Canterbury ha aperto alle nozze omosessuali, annunciando che la Chiesa anglicana non opporrà più resistenza al matrimonio tra fedeli dello stesso sesso.
 IL BATTESIMO: CONTRO IL MALE IN TUTTE LE SUE FORME
Molte parrocchie usano una liturgia in cui nelle promesse sono spariti “peccato” e “diavolo”: in generale si deve “rinunciare al male, a tutte le sue forme e le sue false promesse”.
 LA LITURGIA: UN LIBRO PER TUTTI
Messale, breviario, rituale e pontificale sono stati sostituiti fin dal 1549 con il “Book of Common Prayer”(Il “Libro delle preghiere comuni”), il testo liturgico ufficiale che, tra l’altro, sostituì il latino con l’inglese. Il “Libro” è stato revisionato e aggiornato più volte (l’edizione più recente è del 1968).
 IMMAGINI E RELIQUIE: INVENTATE
La dottrina su immagini, reliquie e invocazione dei Santi è considerata senza fondamento.
 MARIA: RICONOSCIUTA, MA…
La figura della Madonna è riconosciuta, ma sono rifiutati i dogmi dell’Immacolata Concezione e dell’Assunzione. Come i Santi, non dispensa la grazia che viene solo da Dio.

Mappa sull'essenziale dell'Anglicanesimo