Valdesi
Del fondatore Valdo
si sa con certezza che era mercante di
Lione, che ebbe un'esperienza radicale di conversione incentrata sulla
povertà e sul desiderio di predicare il Vangelo verso il
1170, e
che morì nel 1206.
Nel 1532 con il sinodo di Chanforan le comunità valdesi
della
Francia meridionale e del Piemonte aderiscono alla riforma calvinista.
Si tratta di un passaggio fondamentale nella storia valdese. Oggi la
Chiesa valdese - che in Italia, dopo il collegamento con i metodisti
del 1979, ha come nome Unione delle Chiese metodisti e valdesi - conta
circa 50.000 fedeli, di cui 30.000 in Italia.
Luterani
Martin Lutero
(1483-1546) è alle origini della Riforma.
L'itinerario del monaco agostiniano ha come suoi momenti salienti
l'"esperienza delle torre" (1513-1514) - in cui Lutero comprende che
l'uomo non ha, dal punto di vista naturale, alcuna speranza, ma viene
salvato gratuitamente dalla grazia di Dio in virtù della
sola
fede; l'affissione di 95 tesi alla porta della chiesa del castello di
Wittemberg nel 1517; e la Confessione di Augusta del 1530. Tutte e tre
queste date vengono talora citate come momenti di fondazione della
Chiesa luterana. Con le 95 tesi del 1517 Lutero denuncia la pratica
cattolica delle indulgenze e la teologia "delle opere" che, a suo
avviso, la sostiene. Dopo la condanna papale (1518), Lutero si allea -
contro l'imperatore Carlo V - con un certo numero di principi e di
città tedesche, che vedono in questo momento di riforma
religiosa anche l'occasione per contestare l'egemonia imperiale. Per le
stesse complesse ragioni - in parte religiose, in parte politiche -
comunità luterana e si formano in diversi paesi europei, con
un
successo completo nei paesi stranieri (Svezia, Finlandia, Danimarca e
Norvegia) che fra il 1527 e il 1536, con i loro sovrani, passano
interamente alla riforma. Lutero contestava l'autorità del
Papa,
ma l'itinerario spirituale suo e dei primi seguaci comprende anche
tentativi di evitare una rottura all'interno della
cristianità.
Con la Confessione di Augusta (1530) diventa ormai chiaro che il
movimento luterano costituisce una realtà separata dal
cattolicesimo. A conclusione di un'epoca di guerre, la Pace di Augusta
del 1555 - con il principio cuius regio, eius religio - consacra una
situazione tedesca dove coesistono territori cattolici e territori
protestanti. Nel 600 e nel 700 il movimento luterano europeo -
costituito da una pluralità di Chiese nazionali indipendenti
-
si irrigidisce in un'ortodossia spesso fretta e dogmatica (contro cui
protesterà il pietismo), ma nell'800 si manifestano
movimenti di
risveglio insieme a una grande diffusione di chiese luterane - peraltro
frammentate in circa 150 sinodi indipendenti - che seguono
l'emigrazione dall'Europa centrale e settentrionale negli stati uniti.
Nel nostro secolo la Chiesa luterana tedesca ha patito le drammatiche
vicende politiche del paese, e in Scandinavia si è
manifestato
un processo di secolarizzazione tra il più virulenti del
mondo.
Teoricamente i luterani nel mondo sono 85 milioni.
Riformati
Teoricamente sono 70 milioni nel mondo
Le origini sono in Svizzera:
Zwingli
(1484-1531) a Zurigo: adotta 77 tesi che superano il
radicalismo di Lutero, negando in particolare qualunque forma di
presenza reale nell'eucarestia e promuovendo un culto più
spoglio e austero.
Calvino (1509-1564)
a Ginevra.
In Svizzera elaborano un
modello di Chiesa dove l'autorità
non risiede nei vescovi ma nel collegio dei pastori o in collegi misti
di pastori e laici (presbiteri).
In Gran Bretagna la corrente riformata si divide in un'ala "presbiteriana"
e in una "congregazionalista"
(dove l'autorità ultima
risiede nella congregazione locale, in una situazione di uguaglianza
radicale fra pastori e laici).
In Inghilterra, di fronte alla riforma anglicana, i calvinisti
propugnano una Chiesa ulteriormente "purificata" dai residui cattolici
e sono chiamati "puritani".
Perseguitati in patria, i puritani
emigrano in massa nelle colonie americane, a partire dai famosi "Padri
Pellegrini" che nel 1620 partono
a bordo del Mayflower.
Non tutti erano partiti. La minoranza riformata rimasta in Inghilterra
costituirà la spina dorsale di un movimento di opposizione
all'assolutismo reale sanzionato dalla Chiesa anglicana. Questo
movimento porta nel 1646 all'abolizione dell'episcopato in Inghilterra
e nel 1645 alla vittoria di Oliver
Cronwell (1599-1658) che si
impadronisce del potere , fa giustiziare nel 1649 il re Carlo I e di
fatto abolisce la monarchia. Dopo la morte di Cronwell i presbiteriani,
più moderati dei congregazionalisti, favoriscono il ritorno
della monarchia (1660). Presbiteriani e congregazionalisti vengono
tollerati in Inghilterra dal 1689 (Act of Toleration), ma la Chiesa
anglicana rimane la Chiesa nazionale.
Le comunità
riformate diventano religione di Stato in Olanda,
oltre che in Scozia (grazie a John Knox, 1505-1572) e in alcuni cantoni
svizzeri.
Nel 1618 in Olanda viene condannato dal Sinodo di Dort il professore di
Leida Jacob Arminius,
le cui idee sono state riprese dai
metodisti. La sua condanna sottolineava come la dottrina della
predestinazione rimanesse centrale per le comunità riformate.
Tra riformati ricordiamo uno di più influenti intellettuali
e
teologi del nostro secolo: Karl
Barth (1866-1968).
La
Comunione Anglicana
Re Enrico VIII
si segnala come oppositore di Lutero e riceve dal
Papa Leone X il titolo di "difensore della fede". Nel 1527, tuttavia,
chiede al Papa Clemente VII l'annullamento del suo matrimonio con
Caterina d'Aragona, zia dell'imperatore di Spagna Carlo V (che Enrico
aveva potuto sposare solo grazie a una dispensa papale, trattandosi
della vedova di suo fratello).
Complesse questioni politiche si intrecciano con questa vicenda
matrimoniale, e si collegava al rifiuto del Papa di concedere quello
che egli considera un divorzio.
Nel 1531 la Camera dei Lord proclama Enrico "Capo supremo della Chiesa
e del clero d'Inghilterra". E' lo scisma, consacrato dall'instaurazione
del filo-luterano Thomas Cranmer che, come arcivescovo di Canterbury,
nel 1553 si affretta ad annullare il matrimonio fra Enrico e Caterina.
L'Atto di Supremazia del 1534, che fa seguito alla scomunica romana,
consacra la nascita di una Chiesa nazionale.
Nonostante Cranmer, la Chiesa anglicana conserva numerose
caratteristiche di tipo cattolico. Solo dopo la morte di Enrico VIII
(1547) Cranmer - che perirà nel corso dell'effimera reazione
cattolica di Maria Tudor - farà approvare una nuova liturgia
in
lingua inglese (Prayer Book) nel 1549, più anticattolica in
una
seconda edizione del 1552.
Sotto il regno di Elisabetta I (1533-1603, regina dal 1558) il Prayer
Book viene rivisto in senso meno anticattolico, ma i 42 articoli di
fede, che risalivano al 1533, diventano nel 1571 i 39 articoli, di
orientamento più nettamente protestante, sebbene moderato.
Fin dall'epoca di Elisabetta I la religione anglicana - che alcuni
considerano un tertium genus
fra cattolicesimo e
protestantesimo - si presenta come compromesso fra elementi di
provenienza cattolica (temperati da una avversione per Roma e per il
Papato) e di provenienza protestante.
A poco a poco le due tendenze si andarono organizzando in correnti o
partiti, detti "Chiesa alta"
(più conservatrice e
cattolica) e "Chiesa bassa"
(più filo protestante).
Durante il '700 e '800 nell'ambito dei due partiti sorsero dapprima un
movimento evangelical, legato ai diversi risvegli che caratterizzavano
le comunità del primo protestantesimo in tutto il mondo, e
in
seguito un movimento trattariano, o movimento
di Oxford,
più decisamente filo cattolico. Tra i dirigenti del
movimento di
Oxford, John Henry Newman
(1801-1890), passò nel 1845
alla Chiesa cattolica dove mori cardinale.
Oggi le distinzioni fra Chiesa alta e Chiesa bassa sono meno rilevanti,
e la Chiesa si è piuttosto divisa su questioni come
l'ordinazione sacerdotale delle donne e il ruolo delle persone
omosessuali.
Al di fuori della gran Bretagna, la più influente Chiesa
anglicana è quella degli USA che, dopo la Rivoluzione
americana
si riorganizzò nel 1783 con il nome di Chiesa protestante
episcopale (dal 1967, semplicemente Chiesa
episcopale).
Teoricamente gli anglicani nel mondo sono 75 milioni.