SCHEDA SU PREISTORIA/STORIA E RELIGIONE

PREISTORIA
L'uomo della preistoria era fortemente religioso; le testimonianze della sua religiositą le possiamo ricavare:
sepoltura dei defunti: queste testimoniano la certezza della credenza in una vita dopo la morte;
riti magico-religiosi: testimoniati dalle pitture rupestri e svolti per propiziarsi le divinitą prima della caccia;
venerazione di divinitą della feconditą e della fertilitą, simboleggiate dalla "veneri";
edificazioni di "luoghi di culto", come i dolmen e i menhir.
 
STORIA
Religione dei popoli della mesopotamia (sumeri, accadi, babilonesi, assiri). ( approfondisci)
Adoravano moltissime divinitą (religione politeista); a capo c'erano due triadi: quella celeste, composta da Anu, Enlil ed Ea e quella astrale, composta da Samah, Sin, Ishtar.
Le divinitą erano adorate in grandi templi; accanto a questi c'erano le torri chiamate ziggurat sulla cui sommitą c'era una cella nella quale, una volta l'anno, vi entrava il re ed il sacerdote per la celebrazione dell'Akitu. Questa celebrazione comprendeva il rito dell'espiazione (con l'uccisone di un capro espiatorio) e il rito dell'automortificazione del re. Durante questi riti si recitava il poema "Enuma Elish".
L'uomo non poteva offendere le divinitą, diversamente veniva punito con le norme del Codice di Hammurabi.
Due importanti poemi mitologici, Enuma Elish ed Epopea di Gilgamesh ci hanno tramandato le loro idee rispettivamente sulla creazione del mondo e sul senso della vita, della morte e dell'aldilą.
 

Religione degli Egizi ( approfondisci)
Il faraone č il sovrano assoluto, considerato divino perché rappresenta in terra il dio sole, Ra; ha poteri civili e religiosi.
Adora moltissime divinitą che sono rappresentate in forma antropomorfica e zoomorfica.
Il mito di Osiride e di Iside esprime la grande certezza degli Egizi dell'esistenza di una vita dopo la morte.
Il "Libro dei morti", testo sacro, illustrava il viaggio del defunto verso l'oltretomba; questo viaggio si concludeva davanti ad un tribunale presieduto da Osiride, composta da 42 giudici davanti ad ognuno dei quali ci si doveva discolpare da vari peccati. Tutto si concludeva con la "pesatura" del cuore da parte di Anubi: su un piatto di una bilancia veniva posto il cuore del defunto, sull'altro piatto la  piuma della veritą; se il cuore era pił pesante significava che era pieno di male, quindi il defunto veniva divorato da un mostro a tre teste; viceversa entrava in un mondo felice.
La conservazione integra del corpo era fondamentale per andare nell'aldilą; da qui č nata la pratica della mummificazione.

Religione dei Greci ( approfondisci)
Religione politeista, con divinitą in tutto simili agli uomini, ma immortali: formavano una grande famiglia che abitava sul monte Olimpo, con a capo Zeus.
I poemi dell'Iliade e dell'Odissea testimoniano che i Greci pensavano che le divinitą intervenissero continuamente ed arbitrariamente nelle vicende umane.
Uomini e divinitą dovevano comunque ubbidire ad una grande forza: il Destino (o Fato) che decideva della durata della vita umana.
L'aldilą era l'Ade, il mondo delle ombre dei morti. Solo chi conosceva i misteri eleusini, riti misterici, conosceva il destino delle anime dell'aldilą. L'Ade era diviso in Campi Elisi (una specie di paradiso per i giusti), Tartaro (un luogo per chi aveva commesso gravi delitti) e Prateria degli asfodeli (per coloro che non erano stati giusti, ma che non avevano neanche compiuto gravi delitti).
Era importante interpellare il volere degli dči tramite gli oracoli; molto famoso l'oracolo di Delfi.

Religione dei Romani( approfondisci)
Religione politeista con divinitą antropomorfe. La triade principale era costituita da Giove, Marte e Quirino. Conquistata la Grecia, ne assimilarono le loro divinitą, con un nuovo nome.
Lari, Mani e Penati erano venerati a livello domestico: associati agli antenati e ai defunti, dovevano proteggere la casa.
La salvezza del popolo dipendeva dalla "pax deorum" (la pace degli dči) che occorreva ottenere con riti e sacrifici durante i quali si immolavano degli animali. Dagli stessi animali sacrificati si ottenevano i responsi con gli auruspici.
Vi erano sacerdoti e pontefici (persone sacre) che stabilivano il calendario delle feste; questo prevedeva giorni fasti (dedicati alle attivitą varie, profane) e giorni nefasti (dedicati alle celebrazioni dei riti e delle feste sacre e durante i quali non si poteva fare altro).