PERCHE' C'E' L'IRC A SCUOLA? - Torna all'indice della tua classe

 RELIGIONE A SCUOLA... IERI E OGGI!
 
Per motivare e capire perché c'è l'Irc (Insegnamento di Religione Cattolica) a scuola, dovremmo partire da lontano, esattamente dallo Statuto Albertino del 1848 e vedere tutti i cambiamenti che ci sono stati in questi 160 circa.
 
LO STATUTO ALBERTINO (Leggi lo statuto)
(Regno di Sardengna e Regno d'Italia)
4 marzo 1848
CARLO ALBERTO, per la grazia di Dio RE DI SARDEGNA, DI CIPRO E DI GERUSALEMME
“...abbiamo ordinato ed ordiniamo in forza di Statuto e Legge fondamentale,
perpetua ed irrevocabile della Monarchia, quanto segue:
Art. 1. - La Religione Cattolica, Apostolica e Romana è la sola Religione dello Stato.
Gli altri culti ora esistenti sono tollerati  conformemente alle leggi”.

Già lo Statuto Albertino, nel 1848, afferma che la religione cattolica era, allora, «la sola religione dello Stato».
Lo Statuto passò poi  al Regno d'Italia nel 1861 e continuò a valere anche durante il regime fascista.
Solo al termine della seconda guerra mondiale, dopo il referendum istituzionale del 2 giugno 1946, un'Assemblea Costituente provvide a redigere il testo della nuova Costituzione repubblicana che entrerà in vigore il 1° gennaio 1948, prendendo quindi il posto dello Statuto albertino.  Si insegna quindi Irc a scuola perché lo Stato Italiano è uno stato confessionale, è uno Stao Cattolico.

 
CONCORDATO TRA STATO ITALIANO E CHIESA CATTOLICA (Leggi il Testo del Concordato)
11 febbraio 1929, cardinale Pietro Gasparri, per Pio IX
e Benito Mussolini per il re Vittorio Emanuele III.

Art. 36 “L’Italia considera fondamento e coronamento dell’istruzione pubblica l’insegnamento della dottrina cristiana secondo la forma ricevuta dalla tradizione cattolica. E perciò consente che l’insegnamento religioso ora impartito nelle scuole pubbliche elementari abbia un ulteriore sviluppo nelle scuole medie, secondo programmi da stabilirsi d’accordo tra la Santa Sede e lo Stato. Tale insegnamento sarà dato a mezzo di maestri e professori, sacerdoti e religiosi approvati dall’autorità ecclesiastica, e sussidiariamente a mezzo di maestri e professori laici, che siano a questo fine muniti di un certificato di idoneità da rilasciarsi dall’ordinario diocesano. La revoca del certificato da parte dell’ordinario priva senz’altro l’insegnante della capacità di insegnare. Pel detto insegnamento religioso nelle scuole pubbliche non saranno adottati che i libri di testo approvati dalla autorità ecclesiastica”.

L'insegnamento della religione qui raggiunge dei vertici incredibili, è considerato la base di tutta l'istruzione pubblica ed è considerato anche il coronamento, il punto più alto dell'istruzione pubblica: tutta l'istruzione deve quindi quasi ruotare attorno a tale insegnamento di religione cattolina... ma, nella pratica, si prevedeva: "preghiere e nozioni fondamentali della dottrina cristiana; brevi e chiare sentenze e narrazioni di immediata significazione, ricavate dalle Scritture e segnatamente dai Vangeli; successivamente, racconti di storia sacra; illustrazione del Padre Nostro; lezioni sulla morale e sul dogma cattolico, sulla base dei dieci comandamenti e delle parabole del Vangelo; principi della vita religiosa e del culto; Sacramenti e rito secondo la credenza e la prassi cattolica". Quindi tutta quell'ampollosità sembra perdersi in un semplice insegnamento catechetico. Unica grossa novità e che adesso l'Irc, dalla sola scuola elementare viene esteso anche a tutte le scuole medie, inferiori e superiori.
 
TRATTATO
1. “L’Italia riconosce e riafferma il principio consacrato nell’articolo 1 dello Statuto del Regno 4 marzo 1848, pel quale la religione cattolica, apostolica e romana è la sola religione dello Stato”.

Qui viene ribadito quanto stabilito dal primo articolo dello Statuto Albertino.
 
COSTITUZIONE ITALIANA
Art. 2.
La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
Art. 3.
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
Art. 7.
Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.
I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.
Art. 8.
Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.
Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano.
I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.
Art. 19.
Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume.

Questi articoli della Costituzione, pongono in qualche modo le basi per arrivare ad uno stato laico, chiaramente ribadito nella Revisione dei Patti Lateranensi, revisione che avverrà nel 1984.
 
REVISIONE DEL CONCORDATO del 1984 (Leggi il testo della Revisione del 1984)

Art. 9.2. La Repubblica italiana, riconoscendo il valore della cultura religiosa e tenendo conto che i principi del cattolicesimo fanno parte del patrimonio storico del popolo italiano, continuerà ad assicurare, nel quadro delle finalità della scuola, l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche non universitarie di ogni ordine e grado. Nel rispetto della libertà di coscienza e della responsabilità educativa dei genitori, è garantito a ciascuno il diritto di scegliere se avvalersi o non avvalersi di detto insegnamento. All’atto dell’iscrizione gli studenti o i loro genitori eserciteranno tale diritto, su richiesta dell’autorità scolastica, senza che la loro scelta possa dar luogo ad alcuna forma di discriminazione.


Le novità di questo articolo 9.2 sono davvero grosse. Questo articolo è la base dell'attuale insegnamento di religione cattolica nella scuola italiana. Si insegna quindi Irc nelle scuole italiane secondo quanto stabilisce questo articolo. Viene chiaramente spiegato, perché si insegna Irc, (perché la Repubblica italiana riconosce il valore della cultura religiosa e tiene conto che i principi del cattolicesimo fanno parte del patrimonio storico del popolo italiano),  dove lo si insegna (in tutte le scuole pubbliche non universitarie di ogni ordine e grado, cioè dalle materne fino alla scuola superiore) ed in che modo occorre insegnarlo (nel quadro delle finalità della scuola), tutto questo nel rispetto della libertà di coscienza e della responsabilità educativa dei genitori, perché è garantito a ciascuno il diritto di scegliere se avvalersi o non avvalersi di detto insegnamento. Non è più, quindi, un discorso catechetico, ma un discorso culturale, da fare nella scuola e secondo la metodologia e le finalità proprie della scuola: si tratta di un insegnamento vero e proprio, pur nella sua facoltatività
.

 
LE  NUOVE “INDICAZIONI NAZIONALI"  -
MINISTRO FIORONI (Settembre 2007)

 Ecco alcuni passaggi delle "Indicazioni per il curricolo per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo d’istruzione

CENTRALITÀ DELLA PERSONA

Le finalità della scuola devono essere definite a partire dalla persona che apprende, con l’originalità del suo percorso individuale e le aperture offerte dalla rete di relazioni che la legano alla famiglia e agli ambiti sociali. La definizione e la realizzazione delle strategie educative e didattiche devono sempre tener conto della singolarità e complessità di ogni persona, della sua articolata identità, delle sue aspirazioni, capacità e delle sue fragilità, nelle varie fasi di sviluppo e di formazione.

Lo studente è posto al centro dell’azione educativa in tutti i suoi aspetti: cognitivi, affettivi, relazionali, corporei, estetici, etici, spirituali, religiosi.

Le famiglie

Le famiglie, che rappresentano il contesto più influente per lo sviluppo dei bambini, pur nella loro diversità – perché molteplici sono gli ambienti di vita e i riferimenti, religiosi, etici, comportamentali – sono sempre portatrici di risorse che possono essere valorizzate, sostenute e condivise nella scuola, per consentire di creare una rete solida di scambi e di responsabilità comuni.

DISCIPLINE E AREE DISCIPLINARI

AREA LINGUISTICO-ARTISTICO-ESPRESSIVA

Gli esseri umani, infatti, con i linguaggi  verbali, iconici, sonori e corporei hanno da sempre attuato la loro propensione a narrare e a descrivere spazi, personaggi e situazioni sia reali sia virtuali, a elaborare idee e a rappresentare sentimenti comuni creando l’immaginario collettivo, attraverso il quale è stato elaborato e trasmesso il patrimonio di valori estetici, culturali, religiosi, etici e civili di una comunità.

Arte e Immagine
Per far sì che la disciplina contribuisca allo sviluppo di tutti gli aspetti della personalità dell’alunno è necessario che il suo apprendimento sia realizzato attraverso i nuclei costituitivi del suo impianto epistemologico: sensoriale (…); linguistico-comunicativo (…); storico-culturale (l’arte come documento per comprendere la storia, la società, la cultura, la religione di un’epoca); espressivo/comunicativa (produzione e sperimentazione di tecniche, codici e materiali diversificati, incluse le nuove tecnologie); patrimoniale (il museo, i beni culturali e ambientali presenti nel territorio).


Anche le "Indicazioni per il curricolo per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo d’istruzione" del Ministro Fioroni, danno una grande importanza alla religione ed alla religiosità. La persona, finalmente, è vista nella sua integrità; tale integrità comprende anche la sfera religiosa.