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L'uomo è comparso circa due milioni e mezzo di anni fa; tutto il tempo
che è trascorso da allora fino ad oggi, viene diviso in due grandi parti:
preistoria e storia.
Circa cinquemila anni fa è stata inventata la scrittura ed è così inziata
la storia. Possiami semplificare il tutto in questo modo:

Confine tra preistoria e storia

Scrittura cuneiformeI primi popoli che hanno utilizzato la scrittura sono quelli della Mesopotamia. La prima lingua scritta da noi conosciuta è il sumerico, risalente al IV millennio a.C. 

Tra i primi scritti che troviamo c'è il famoso Codice di Hammurabi , il  poema mitologico babilonese di Enuma Elish  e l'Epopea di Gilgamesh.
L'Enuma Elish è il primo a raccontare la nascita del mondo (si tratta quindi di una cosmogonia), la nascita dell'uomo e lapropria idea sull'aldilà.  Si tratta, ovviamente di miti, nelle religoni antiche, infatti, spesso le idee religiose sono espresse attaverso i
cosiddetti miti, cioè attraverso racconti inventati che hanno come protagoniste delle divinità e come scopo quello di dare un messaggio religioso.
Fin dalle prime civiltà che conosciamo (Sumeri, Babilonesi, Assisi, Ittiti, Egizi, Indiani, Cinesi, Fenici) abbiamo i grandi miti sulle origini dell’Universo (=cosmogonie, dal greco kosmos –mondo-e gonia –generazione-) giunti fino a noi scritti su tavolette di argilla, bassorilievi e disegni incisi sulla roccia.

L'Enuma Elish è uno fra i più noti ed anche il più antico dei  miti di cui si ha testimonianza, così chiamato per le due parole introduttive: “Quanto in alto…”. Risale alla prima dinastia babilonese (1806-1507 a.C.), comprende sette tavolette cuneiformi, ognuna delle quali contiene un canto di circa 160 versi, è di autore ignoto e celebra la vittoria e l’avvento al trono del giovane dio Marduk.

Da un punto di vista cosmogonico, esso descrive la vittoria degli dei più giovani del cielo sulle divinità più anziane della terra e dell’acqua. All’inizio della creazione del mondo vi erano il principio femminile, la madre comune, Tiamat (“mare”) – l’acqua salata che circonda la terra – e il principio maschile, Apsu, che rappresenta l’acqua dolce sotto terra. Quando gli dei vennero creati si scatenò una lotta tra la luce e l’oscurità, in cui Apsu e Kingu, il figlio di Tiamat, rimasero uccisi.

Marduk, figlio del Sole, dopo aver ucciso Tiamat, ne divide il corpo in due metà, a forma di conchiglia. Con una metà egli formò il cielo, con le stelle, con l’altra la terra e gli inferi.
Marduk creò delle ossa, a queste mischiò il sangue del dio Kingu: vennero così creati gli uomini, con la funzione di servire e prendersi cura degli dei.


Il mito di Enuma Elish trasmette i seguenti messaggi religiosi:

il mondo ha origini divine
il genere umano viene creato per un preciso volere di una divinità
il genere umano riceve la vita grazie al sangue di una divinità
il genere umano ha lo scopo (in questa religione) di servire gli dèi

Il mito racconta anche l'idea che i babilonesi avevano dell'aldilà:
un posto unico, uguale per tuti e totalmente negativo.

L'Epopea di Gilgamesh, invece, parla dell'aldilà e della morte. Per i babilonesi la morte era il compimento di ciò che si attendeva con timore e disperazione, nella convinzione che lo spirito, liberato dal corpo, sarebbe disceso in un luogo sotterraneo e oscuro, mentre la vita nell'oltretomba si sarebbe esaurita, al massimo, in un pallido riflesso dell'esistenza sulla terra, senza alcuna speranza di ricompensa per i giusti; ogni uomo era inevitabilmente consegnato agli inferi.