RELIGIONE DEGLI EGIZI - Torna all'indice della tua classe
Per religione degli Egizi si intende la religione praticata dal popolo dell'antico Egitto (parola greca che significa "dono del Nilo") tra l'unificazione dei due regni (2955 a.C.) e la fine del dominio romano (395 d.C.).
La religione degli Egizi presenta delle novità rispetto a quella dei mesopotami. Qui si parla di un aldilà separato per i "buoni" ed i "cattivi". Inoltre, la stessa morte è vista in modo meno drammatico, infatti si tratta di un ricongiungimento di tutte le componenti che 
formano la persona. Sembra quasi che gli Egizi abbiano tentato di rovesciare il concetto di morte e di aldilà dei popoli della Mesopotamia.
Ci troviamo in una religione politeista in cui ogni città era legata a diverse divinità e, spesso, la divinità della città che prendeva il sopravvento diventava la divinità principale (almeno fino a quando quella città continuava a detenere il potere).
C'è da dire che il faraone Amenofi IV, intorno al 1360 a.C., tentò una riforma religiosa, imponendo un monoteismo: pose, infatti, il dio Aton (cioè il dio sole) come unico dio. In seguto  a questo egli cambiò nome in Akhenaton; alla morte di Akhenaton, tutto tornò come prima.

L'uomo risulta costituito da un corpo e da tre forze spirituali: ka, ba e akh. La principale è ka (=forza vitale) la cui presenza distingue gli esseri viventi da quelli non viventi: è il nucleo centrale dell'anima che viene trasmesso dagli antenati e poi viene trasmesso ai propri figli. La morte non è vista in modo così drammatico perché quando una persona muore si dice che si ricongiunge con il suo ka. Ba è invece la forza, ciò che assicura l'individualità di ognuno; dopo la morte abbandona temporaneamente il corpo per ricongiungersi successivamente.
Akh è la terza componente che raggiunge il suo massimo sviluppo solo dopo la morte.

Perché le forze spirituali che lasciano il corpo durante la morte, si possano poi ricongiungere nell'aldilà, era importante tenere il corpo integro, non si doveva decomporre: per questo motivo hanno ideato la mummificazione; solo attraverso la mummificaizone il corpo si conservava integro e poteva quindi riunirsi con le sue componenti nell'aldilà.  La tradizione fa risalire la mummificazione al mito di Osiride.

In totale sarebbero stati imbalsamati circa 730 milioni di corpi, molti dei quali si trovano ancora in buono stato di conservazione e si possono osservare in molti musei archeologici. Il corpo di Lenin, conservato per lungo tempo nel Mausoleo di Mosca, rappresenta un noto esempio di imbalsamazione moderna.

Libro dei morti  Nella tomba venivano poste copie in pietra o legno del corpo, come sostituti nel caso in cui la mummia fosse andata distrutta, e si costruivano tombe molto complesse per proteggere il cadavere e quanto lo circondava.
 Cosa avveniva di preciso dopo la morte?  C'era il cosiddetto "giudizio dei morti".
Giudice dei morti era il dio Osiride; in questo giudizio egli è assistito da 42  giudici, come rappresentanti delle 42 province egiziane. Il capitolo 125 del "Libro dei morti"  illustra in che modo avveniva questo giudizio: il ka di ogni uomo era obbligato a fare una auto dichiarazione di innocenza, nella quale si dimostrava che non aveva commesso nessuno dei 42 peccati elencati nel "Libro dei morti".

Pesatura de cuore - vista da Federica Sardelli (1 A)In seguito, avveniva la "pesatura del cuore": il dio della Luna (Thot), sistemava una bilancia con due piatti, su uno c'era una raffigurazione del divino Maat (l'ordine universale), sull'altro piatto il cuore del defunto. Thot scrive con uno stilo il risultato del giudizio, mentre accanto a lui siede  un mostro, il "divoratore" pronto a mangiare il morto se risultasse colpevaole. Se si rivelasse buono, passerebbe nel regno di Osiride, un luogo luminoso, che rappresentava la diretta continuazione della vita terrena (Come pagamento per l'aldilà e per la sua benevola protezione, Osiride chiedeva che i morti svolgessero mansioni per lui, ad esempio lavorare i campi di grano. Anche questo compito, tuttavia, poteva essere evitato ponendo alcune statuette, chiamate ushabti, nella tomba affinché fungessero da sostituti per il defunto). I cattivi, esclusi dal luminoso regno dei  morti, giacciono invece affamati e assetati, nel buio regno sotterraneo, che viene illuminato solo nell'ora in cui il sole, durante il suo viaggio notturno, attraversa lo spazio che sta sotto la terra.

Maat è il fondamento della religione egizia, è l'ordine universale, una legge pubblica e privata, nel giudizio dei morti si sarà giudicari proprio su quella legge.


Esempio di confessione di innocenza di un morto "Non ho agito ingiustamente contro i miei simili...
Non ho fatto cose che il dio disprezza
Non ho detto male del servitore davanti al suo padrone
Non ho fatto piangere
Non ho ucciso
Non ho ordinato di uccidere
Non ho agito male contro nessuno
Non ho rubato le offerte di cibo nei templi
Non ho rubato i pani offerti agli dei e quelli offerti ai morti
Non ho commesso adulterio...
Non ho né ingrandito né rimpicciolito la misura del grando
Non ho tolto il latte dalla bocca di un bambino..."