Per religione degli Egizi si
intende la religione praticata dal popolo dell'antico Egitto (parola
greca che significa "dono del Nilo") tra l'unificazione dei due regni
(2955 a.C.) e la fine del dominio romano (395 d.C.).
L'uomo risulta costituito da
un corpo e da tre forze spirituali: ka, ba e akh. La principale
è ka (=forza vitale) la cui presenza distingue gli esseri
viventi da quelli non viventi: è il nucleo centrale dell'anima
che viene trasmesso dagli antenati e poi viene trasmesso ai propri
figli. La morte non è vista in modo così drammatico
perché quando una persona muore si dice che si ricongiunge con
il suo ka. Ba è invece la forza, ciò che assicura
l'individualità di ognuno; dopo la morte abbandona
temporaneamente il corpo per ricongiungersi successivamente.In totale sarebbero stati imbalsamati circa 730 milioni di corpi, molti dei quali si trovano ancora in buono stato di conservazione e si possono osservare in molti musei archeologici. Il corpo di Lenin, conservato per lungo tempo nel Mausoleo di Mosca, rappresenta un noto esempio di imbalsamazione moderna.
Nella tomba venivano poste copie in pietra o legno del corpo,
come sostituti nel caso in cui la mummia fosse andata distrutta, e si
costruivano tombe molto complesse per proteggere il cadavere e
quanto lo circondava.
Cosa avveniva di preciso dopo la morte? C'era il cosiddetto
"giudizio dei morti".
Giudice dei morti era il dio Osiride; in questo giudizio egli è
assistito da 42 giudici, come rappresentanti delle 42 province
egiziane. Il capitolo 125 del "Libro dei morti" illustra in che
modo avveniva questo giudizio: il ka di ogni uomo era obbligato a fare
una auto dichiarazione di innocenza, nella quale si dimostrava che non
aveva commesso nessuno dei 42 peccati elencati nel "Libro dei morti".
In seguito,
avveniva la "pesatura
del cuore": il dio della Luna (Thot), sistemava una bilancia con
due
piatti, su uno c'era una raffigurazione del divino Maat (l'ordine
universale), sull'altro piatto il cuore del defunto. Thot scrive con
uno stilo il risultato del giudizio, mentre accanto a lui siede
un mostro, il "divoratore" pronto a mangiare il morto se risultasse
colpevaole. Se si rivelasse buono, passerebbe nel regno di Osiride, un
luogo luminoso,
che rappresentava la diretta continuazione della vita terrena (Come
pagamento per l'aldilà e per la sua benevola
protezione, Osiride chiedeva che i morti svolgessero mansioni per lui,
ad esempio lavorare i campi di grano. Anche questo compito, tuttavia,
poteva essere evitato ponendo alcune statuette, chiamate ushabti,
nella tomba affinché fungessero da sostituti per il defunto). I
cattivi, esclusi dal luminoso regno dei morti, giacciono invece
affamati e assetati, nel buio regno sotterraneo, che viene illuminato
solo nell'ora in cui il sole, durante il suo viaggio notturno,
attraversa lo spazio che sta sotto la terra.
Maat è il fondamento della religione egizia, è l'ordine universale, una legge pubblica e privata, nel giudizio dei morti si sarà giudicari proprio su quella legge.
