"Affermare <Ho molto amore per te> è privo di significato. L'amore non è una cosa che si può avere, bensì un processo, un'attività interiore di cui si è il soggetto. Posso amare, posso essere innamorato, ma in amore non ho un bel niente.  In effetti, meno ho e più sono in grado di  amare."
(E. Fromm, Avere o essere?)

Non lasciatevi turlipinare da chi vi comanda, da chi vi promette, da chi vi spaventa, da chi vuole sostituire un padrone con un nuovo padrone, non siate gregge, non riparatevi sotto l'ombrello delle colpe altrui, lottate, ragionate con il vostro cervello, ricordatevi che ciascuno è qualcuno, un individuo prezioso, responsabile, artefice di se stesso, difendete il vostro io, nocciolo di ogni libertà; la libertà è un dovere, prima che un diritto è un dovere"
(O. Fallaci, Un uomo)

"Ogni uomo però non è soltanto lui stesso; è anche il punto unico, particolarissimo, in ogni caso importante, curioso, dove i fenomeni del mondo s'incrociano una volta sola, senza ripetizione.
P
erciò la storia di ogni uomo è importante, eterna, divina, perché ogni uomo fintanto che vive in qualche modo e adempie il volere della natura è meraviglioso e degno di ogni attenzione.
In ognuno lo spirito ha preso forma, in ognuno soffre il creato, in ognuno si crocifigge un Redentore.
Oggi pochi sanno che cosa sia l'uomo."
 (H. Hesse, Demian)

"La morte è la vita quotidiana quando si rinuncia a se stessi, alla propria vita, quando tutto è visto come scontato, come ormai finito. La morte è la vita quotidiana quando i sentimenti hanno abbandonato il proprio cuore; quando cuore e cervello sono stati separati e decidono ognuno per conto proprio.
La morte è la vita quotidiana quando ci si dimentica di come si è realmente, quando si scopre che ci si vede solo come un corpo, un corpo ormai utile solo ai compromessi e all'utilizzo merceologico. La morte è la vita quotidiana quando gli altri non sono più altre persone, ma sono semplicemente altri, sono il mio possibile nemico, il mio limite nei miei affari e nelle mie esigenze."
(C.P.)